Freni a disco: pregi e difetti

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ibondio

Apprendista Cronoman
23 Dicembre 2010
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un cannibale ed un ferro
Beh dai, una non esclude l'altra.
Lo sanno tutti che sono le gambe che contano, ma il peso, da sempre, e ultimamente postura e aerodinamica hanno una influenza importante. Da sempre il ciclista più o meno competitivo accompagna l'allenamento ad un apporto di tecnica applicata (quando non si sconfina nella chimica, ma questa è altra storia:angrymod:).
 

maci68

Pedivella
19 Settembre 2007
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trek
Solo per precisare: i pro non possono scegliere. Un caro amico, meccanico professionista di una squadra WorldTour, quest'anno prima delle clessiche del nord mi diceva che il fornitore di bici ( sponsor) della squadra aveva mandato le bici con i dischi da sostituire con quelle tradizionali, alle perplessita dei DS della squadra che nutrivano dubbi sui cambi ruota ecc hanno risposto di non preoccuparsi, loro dovevano usare le bici con freni a disco, se per qualche motivo qualcosa sarebbe andato storto a causa di questa scelta la responsabilità non sarebbe ricaduta sui corridori o DS ma le bici con i dischi dovevano essere usate.
 

stefano 1974

Apprendista Scalatore
29 Agosto 2013
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A mio avviso il problema UCI è da vedere sotto diversi punti di vista:
-Sicurezza, per ora alcuni pro pensano o sono schierati contro il disco dopo l'accaduto con conseguente taglio profondo del corridore.
- E' un problema con le ruote che le macchine degli organizzatori devono portarsi a presso Ci sono 87 standard.. cosa fanno si caricano 187 ruote Per poter coprire tutte le esigenze delle squadre? la vedo dura!
col pattino vinci facile 135 dietro 100 davanti e Q/R fine del cinema al massimo ti fai un pezzo col pattino errato.Ma che gliene frega!! Col disco: perni da 9, perni da 15 carri da 142 e ora mavic con la furbata dello sganci rivisto da loro!!
Mi immagino la scena di un cambio ruota stile ferrari! scendono in 3 persone, uno smonta mentre urla lo standard 15mm carro 142, l'altro corre a recupera il cerchio adatto lo lancia al primo che dotato di avvitatore rimonta il perno e lo stringe!
- ultimo punto finale l'uci non può obbligare nessuno a correre con i dischi. Se a me fa cagare ipotizziamo, non possono dirmi; Tu da domani corri con l 'impianto freno idraulico

Io voglio correre con i pattini, e qui torniamo al punto uno e punto due! ragazzi è già difficoltoso mettere insieme 25 teste a una riunione di condominio..Figuriamoci in un ambientte estremamente conservatore e dove ci ballano decine di miglioni di euro..
Auguri!
 

Ipercool

Ciociaro
13 Agosto 2012
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Per concretizzare:

Peso:
A parità di ogni altra condizione su una salita al 5% un ciclista che pesa 1kg meno di un altro guadagna un poco meno di 2 secondi al km.
Sulla stessa salita per guadagnare 6/7 s al km bisogna "dimagrire" di almeno 5kg.

Aerodinamica:
A parità di ogni altra condizione in piano con body e posizione da crono si guadagnano oltre 10s al km rispetto ad un armadio vestito da Elvis che pedala con busto eretto.

Condizioni della superficie:
A parità di ogni altra condizione in piano in un velodromo si guadagnano circa 5s al km rispetto a pedalare su un asfalto di merda pieno di buche.

Altitudine:
A parità di ogni altra condizione in piano al livello del mare occorrono circa 2s al km in più che a 1.000m, oltre subentrano problemi con la rarefazione e quindi il confronto non è proponibile.

Il peso (specialmente quello del mezzo - che spesso rappresenta meno di un decimo del peso del sistema) è dunque uno dei fattori meno incidenti.
Mi spiace per chi ha speso 2.000 € per alleggerire il sistema di 1kg ritenendo che la cosa lo facesse migliorare sensibilmente.

Se poi li ha spesi perché così la bici gli piace di più ha tutta la mia comprensione.
 
Reactions: stefano 1974

maci68

Pedivella
19 Settembre 2007
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E' vero l'Uci non può obbligare nessuno a correre con i dischi ed infatti non lo fa. Ma se autorizza l'uso dei freni a disco in gara non è l'UCI ad obbligare i pro ma è il datore di lavoro a farlo, ed, al datore di lavoro non puoi dire di no...........
 

Ipercool

Ciociaro
13 Agosto 2012
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Trek (alcune)
Ripropongo un post che avevo scritto circa 6 mesi or sono in quanto all'epoca avevo da poco due biciclette una con caliper ed una con dischi idraulici e si trattava di prime impressioni, ora che ho fatto un sacco di km con entrambe le mie sensazioni sono esattamente le stesse, per cui:

Dunque, ho a disposizione due biciclette, una con i caliper (Trek M9) ed una con i dischi (Trek Boone).
Sto uscendo alternativamente un poco con l'una ed un poco con l'altra.
In discesa vado forte, parecchio, sugli altri terreni sono un ciocco, quindi diciamo che i freni mi interessano abbastanza .

Sgombererei subito il campo da equivoci di base:
- Se sai frenare freni adeguatamente sia con gli uni sia con gli altri, ma con i dischi è più facile.
- Se sai andare in discesa vai forte sia con gli uni che con gli altri.
- Se non sai andare in discesa non vai né con gli uni né con gli altri.

Poi:
Peso maggiore dei dischi: E' una questione psicologica, per quelli che pensano che con due etti in più vanno di meno può essere un problema.
In realtà (ovviamente) con i due etti le prestazioni cambiano di zero.
Mi rendo conto però che la psiche va per conto suo e quindi l'argomento ha una sua valenza nel concreto, perché per adesso per pesare pesano di più.

Torsioni forcella causa disco da un solo lato: Niente di avvertibile, alle velocità ridicole in gioco non si rileva un tubo in tal senso.

Zin zin: Nel mio caso (leve e pinze Shimano R785 e dischi carbonTi) niente.

L'effettivo vantaggio dei dischi, oltre al bagnato di cui si è detto e stradetto, sta nella modulabilità e nella forza da applicare alla leva.
Se scendi da una bicicletta a dischi e sali su una a caliper nelle prime frenate ti pare che qualcosa non vada perché devi tirare le leve come un dannato.
Poi nel concreto, come già detto, si frena pure con quella.
Significa che frenando con poca forza ed impegno puoi concentrarti ancora di più sulla guida vera e propria.
Come succede con i cambi elettrici, non è che con gli altri non si cambi, ma con questi lo si fa con una naturalezza molto maggiore e ci si può concentrare su altri aspetti della guida.

Pericolosità: Certo questi due alla Roubaix sono stati proprio scarognati (se è vero - ma non sono io che devo accertarlo - sarebbe però opportuno che venisse accertato sul serio), pare strano che in 20 anni di MTB non vi sia mai stato il minimo problema, in vent'anni anche lì non è che di ammucchiate non ve ne siano mai state, inoltre spesso nelle MTB i dischi sono molto più grandi di quelli delle bdc e nelle ennemila cadute rovinose a velocità molto elevate di downhiller accartocciati su biciclette con dischi da 20cm mai nessuno ci sia andato a sbattere .
Un disco da 140 si distanzia dal cerchio di pochi cm, bò. Comunque lo spagnolo a questo punto se finiva dall'altro lato della ruota, sul pacco pignoni, non è che si faceva molto meno male...
In ogni caso se il problema fosse veramente questo basterebbe avvitarci una protezione in carbonio (o di plastica a quelle del Deca), quindi non capisco tutto questo allarmismo.
Mi pare tanto il solito gioco delle tre carte.

Estetica: I dischi mi piacciono molto di più, se non altro perché svecchiano questi telai che da cent'anni sono sempre gli stessi e non se ne può più.

Nel complesso, nell'economia generale del mezzo, consiglierei le biciclette a disco.
Aspetterei solo l'unificazione degli standard di montaggio per evitare di trovarsi tra qualche anno con componenti "strani" e quindi dal valore molto penalizzato.

Certo che se un componente che può essere valido dovesse essere prepensionato per motivazioni di malapolitica sarebbe un peccato.

Ovviamente sono solo personali considerazioni.

Saluti e pensate soprattutto a pedare.
 

stefano 1974

Apprendista Scalatore
29 Agosto 2013
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Ma certamente difatti ho scritto uci. Una cosa è certa, se io ti pago con bonifico a fine mese tu usi anche la grazziella per fare il mortirolo
Rimane sempre la questione annosa degli standard.capisci bene che è un vero problema avere un parco ruote per ogni tipologia di telaio? prima o poi quando risolveranno tutti questi problemi il marketing creerà nuovi bisogni e comincieranno a vendere. Per ora ci sono veramente troppi intoppi da risolvere in poco tempo. Per assurdo ci vorrebbe una tavola rotonda con tutti i costruttori intenti a scrivere delle linee guida sullo standard. Che potrebbero esserequesti o una roba del genere: perni davanti da 15, dietro 9 e carri posteriori da 142 in vista delle 12 velocità.Poi ognuno faccia il telaio come meglio crede
 

flavio-resana

Maglia Gialla
16 Ottobre 2009
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Bianchi Specialissima CV


per lo standard sembra ormai stabile la 12x100 davanti e la 12x142 dietro, anche in virtù, appunto, delle 12v di pacco pignoni.

Lo standard per i freni sembra essere proprio il flat mount con minimo ingombro e pinze leggere, mentre il carro posteriore dovrà per forza di cose essere almeno 41 cm per avere possibilità di ospitare gomme più larghe e per rendere leggermente più stabile la frenata.
 

faberfortunae

Scalatore
30 Settembre 2011
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Bici
sempre una in meno...

Eccome invece. La lettera di denuncia all' UCI a seguito della quale e' stata sospesa la sperimentazione l'ha scritta il sindacato ciclisti.
Solo due squadre, minori, a quel che mi risulta, avevano adottato le bici col freno a disco in periodo di sperimentazione, nonostante tutte le marche avessero gia' a catalogo, almeno da un anno bici disc.
La questione e' mooolto piu' complessa di quel che sembra. Accanto ad alcuni brand che premono, ce ne sono altri che frenano (pensate solo a chi produce ruote e al decremento di vendite che potrebbe riportare con cerchi non piu' soggetti ad usura...)
Fa comodo a tutti che il mercato "si apra" ANCHE ai freni a disco ma non solo ed esclusivamente ai freni a disco...
 

stefano 1974

Apprendista Scalatore
29 Agosto 2013
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Cosi sembra Flavio anche se mi sembra di percepire che alcuni utenti( da valutare poi peso, tipo di telaio e groghe usate)abbiano problemi di flezzione forcella. da qui ho ipotizzato un P/P da 15.
 

bingo

Pignone
8 Agosto 2008
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Liberati

Se Pegoretti e Gios mi dicono che non faranno mai una bici con il disco, per me il piatto più pesante sono loro che hanno sempre fatto bici su misura e sanno quello che dicono. Io non dico che non li vuole nessuno. Il fatto è che con l'industrializzazione siamo più approssimativi e manca la cura nel dettaglio di una volta anche se la ricerca ha ottenuto strumenti migliori, come le mescole dei copertoni, i cerchi i raggi (non i mozzi), il composito etc. Però ha perso altrove e in bdc si sente in quanto mezzo spinto al massimo senza compromessi. Il problema non è la modifica del telaio, ma le restrizioni che gli poni. Cosa che non hai in mtb perché con il q-factor più largo e le ammortizzazioni, ti puoi permettere un carro molto robusto; in bdc invece devi ottimizzare la pedalata e quindi restringere il più possibile il q-factor e ciò ti toglie spazio per la robustezza dei foderi orizzontali. Motivo per cui dico che io metterei in commercio il freno a disco solamente riducento il corpetto pignoni e mettere la tripla davanti. Purtroppo questa cura del dettaglio oggi non c'è, ma la bdc è sempre lo stesso mezzo. E molti telaisti lo sanno, anche se i produttori non vi fanno caso.
Non so, sinceramente questo fatto di vedere l'UCI come uno scudo che difende dall'avvento del mercato dei freni a disco mi lascia un po perlesso. Preferisco non parlarne.
Comunque non credo che il pacco pignoni da 11 abbia riscosso diffidenze all'inizio, io ricordo molto entusiasmo. Secondo me l'unica contrarietà all'uso di questa soluzione, sarebbe la mancata fiduzia della rigidità dei pignoni troppi sottili, così come la catena, che non trasferirebbero bene la potenza. Sinceramente non vedo altri dubbi a riguardo.
Il cambio elettronico è facoltativo, cioè usabile solo da chi lo vuole, ma non credo sia nato per sostituire quello meccanico. I dibattiti credo ci siano stati, sulle preferenze personali, nel senso che c'è gente che non riesce a capire come qualcuno possa desiderare un cambio elettrico, ma nessuno ha mai voluto vietare la circolazione del nuovo cambio nel mercato.
 

faberfortunae

Scalatore
30 Settembre 2011
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sempre una in meno...

Con tutto il rispetto per i due grandi maestri che hai citato, il loro peso nell'economia generale del mercato ciclistico e nelle policy dei grandi brand che lo determinano e' pari allo zero. Per fortuna o purtroppo dipende dai punti di vista.
Ci sono tantissimi costruttori artigiani che le bici con i dischi su telai in acciaio le fanno senza pronlemi. Non mi pare questo il punto.
 

markus2465

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azz.. mi hai preceduto
 

markus2465

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Se Pegoretti e Gios mi dicono che non faranno mai una bici con il disco, per me il piatto più pesante sono loro che hanno sempre fatto bici su misura e sanno quello che dicono.
Hanno spiegato il motivo
cioè io vado da loro chiedo un telaio su misura predisposto dischi e non me lo fanno allora non e più su misura ma come gli pare a loro
 

ibondio

Apprendista Cronoman
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un cannibale ed un ferro
Casati fa bici dal 1920, non ha nulla da imparare da Gios o Pegoretti, le fa su misura in tutti i materiali che vuoi e le fa anche coi dischi. Qual'è il problema?
Pegoretti fa il filosofo e visto quello che Gios scrive sul sito ritengo che faccia della tradizione un marchio di fabbrica andando anche contro la logica (ha fatto un trattato contro le geometrie slooping che ancora mi sto rotolando).
 

ibondio

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23 Dicembre 2010
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un cannibale ed un ferro
Peso: Prendi un'unità di misura un po' artificiosa, se non parliamo di cavalcavia, ma di una salita di un'ora, 1 kg vale 1 minuto, non mi sembra trascurabile.
Aerodinamica: ho visto di recente una prova del tubo (l'ormai noto canale GCN su youtube), a memoria, con una posizione curata, casco, ruote e abbigliamento aderente (non roba da TT), rispetto ad una posizione rilassata e setup standard, a parità di potenza si passava dai 40-41 a oltre 43 orari. Ha dello stupefacente.
Gli altri punti non li ho toccati, ma chi usa il PM testimonia che la superficie ha una forte incidenza.
Ora torno al punto, cosa c'entra tutto questo con i pregi e difetti dei dischi? Nulla! Ma questo è il punto della questione, queste sono le priorità del ciclista con animo agonista.
 

Gamba_tri

via col vento
29 Marzo 2005
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2.029
49
Genova
www.sportintranslation.com
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Barco Spirit-Xcr - Cannondale Synapse carbon
Al di là di tutte le motivazioni più o meno valide, ma avete letto una rivista straniera ultimamente? Tutte le bici in prova sulla francese Topvelo sono a disco, sulla australiana Ride addirittura c'è la pubblicità delle Lighwheigt a disco. Penso che l'indirizzo dei produttori sia chiaro.
 

mchorney

Apprendista Cronoman
4 Marzo 2006
3.296
246
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Yes, anche Road Bike.
Io sono abbonato e ormai sono tutte o quasi gravel o disc.

Poi io ragiono che uno compra ciò che gli piace, io ho una bici con freni tradizionali e una disc e mi diverto molto con entrambe e con entrambe mi alleno senza problemi.

Sul discorso peso non mi sono mai fatto problemi, i 500 gr o il chilo in più manco si sente.

Per inciso il mio record su di una salita di riferimento sia in watt che in tempo l'ho realizzato con una bici areo non leggera.
 

_Flavio_

Apprendista Cronoman
19 Ottobre 2011
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Val Sangone
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Bici
Tarmac SL7

Concordo in parte...

In discesa non credo sia un problema di mal di mani ...al massimo, i più gracilini come allenano le gambe in salita lo facciano anche per le mani in discesa

Su asciutto, per me, frenata identica (confronto con alluminio e\o exalith, con il carbonio dipende dalla ruota)
Sul bagnato concordo, migliore...ma tanto con la pioggia bisogna ricordarsi che non siamo Nibali, non siamo pagati per correre e che bisogna portare a casa la pelle pertanto si modera la velocità ed il primo pensiero non è la frenata ma la tenuta di strada dei gommini da 23 o 25.

Mi trovi daccordo sulla non pericolosità a meno di molta sfortuna...anche se è anche vero che son un altra lama che va ad aggiungersi alle già pericolose ruote dentate (corone e pignoni).

Le flessioni, o meglio dire sbandate, purtroppo le ho riscontrate personalmente (181 cm x 74kg) , sulla mia ex Tarmac Sworks disc (puoi vedere la foto qualche post dietro) anche se immagino che con dei perni la situazione migliorerebbe...spero

Detto questo però trovo che te sei un tester "poco affidabile" non per esperienza e doti quanto per "gola/lussuria"
Infatti vedo che te sei molto attratto dalla tecnologia applicata alla bici e possiedi qualsiasi diavoleria tecnologica presente sul mercato : dal molto utile (ad alcuni ma non a tutti) PM, a telecamere, luci\radar garmin, elettronico, ecc...
Quindi permettimi se dico che sei un pò di parte sui dischi

Concludo dicendo che in futuro, risolte le flessioni, trovato un standard, abbassati i prezzi un pelo, magari valuterò nuovamente i dischi ma per ora li considero solo su mtb e cx\gravel

 

tombazosana

Apprendista Cronoman
31 Dicembre 2010
2.853
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veneto
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da corsa
è solo una questione di mercato, non gliene frega niente della sicurezza in più che non c'è, ma del potenziale svecchiamento del parco bici circolante, uguale tanti soldi ma tanti conoscendo i ciclisti amatoriali.

si parte piano e dopo si rallenta..
 
Stato
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