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Frequenza cardiaca
Testo
<blockquote data-quote="locomotivadellavaldelsa" data-source="post: 2852204" data-attributes="member: 20639"><p>La prima osservazione che faccio è che hai un range non molto ampio di fc. Sicuramente alta a riposo (probabilmente sei poco allenato) ma non eccessivamente alta (in proporzione) la massima sotto sforzo. A cosa ci serve la frequenza cardiaca, in breve, perchè non posso scrivere un trattato di emodinamica, per chi si allena usando appunto la fc. Allora in primis a stabilire le fc di lavoro (fondo lento, fondo medio ecc ecc), ma anche a valutare tuoi miglioramenti (importante il tempo di miglioramento nel recupero). Ad esempio io ho una frequenza a riposo molto bassa che oscilla tra i 34-36 bpm quando sono molto allenato, ai 50 (se fuori allenamento) e una massima di 190 bpm. Come determinare la fc massima: ci sono diversi metodi, alcuni che utilizzano delle formule basate sull'età altre ricorrendo a dei test effettuati presso centri specializzati. Ritengo che quest'ultimo metodo sia più affidabile, anche perchè individuale, rispetto ai calcoli un pò più empirici basati sull'età e che comunque danno un idea dei valori. Una volta determinata la fc max, ricorrendo li si a dei calcoli, nei quali non mi addentro, ma se siete interessati se ne può parlare, si definiscono le varie fc di lavoro, ogniuna delle quali apporta dei "miglioramenti" per determinate capacità metaboliche. La fc, per citarne una, alla quale si ottengono i maggiori miglioramenti, riducendo gli "effetti" di cumulo metabolico è quella del fondo medio. Per quanto concerne le fc durante in corsa, io sono uno di quelli che metodologicamente e scientificamente segue le indicazioni del cardiofrequenzimetro: non vado a sensazioni, anche perchè poi quando sono allenato e sto bene, per me il cardio e le "sensazioni" dicono le stesse cose. Ora su di una crono breve o una cronoscalata li si va a tutta, e allora sò che se mi attengo sui 183 bpm sto "erogando" quello che mi serve per dare il massimo, ma li so anche che, per la brevità dello sforzo non avrò un tale accumulo di acido lattico da lasciarmi a "gallina" (non entro nei concetti relativi a watt et simila). In una corsa in linea di 100-120 km con diverse salite (metti 4) io mi gestisco facendo al medio le prime 3 (difficile che vado oltre in scia in gruppo) e affrontando in soglia/fuori soglia l'ultima.: quindi so che se vado fuori soglia già sulla prima e la seconda alla quarta non ci arrivo competitivo. Ora devo dire che con gli allenamenti e i migliormenti ottenuti, le partenze a bomba che mi facevano schizzare la fc a 180 subito, oggi sono solo un ricordo, a parità di sforzo (e quello è l'obiettivo degli allenamenti) la fc è molto più bassa. Devo anche dire che allenarsi usando il cardiofrequenzimetro ha un senso per chi inizia, ma poi quando si è avanti nel livello di preparazione diventa, a mio avviso e secondo gli esperti, fondamentale allenarsi con i watt: il limite è il costo dei misuratori di potenza. Un ultima cosa sulla fc, ecco a cosa mi serve in questo momento: quando sono in piedi in griglia che attendo l'inizio di una gara, se vedo una fc sopra i 60 allora sò che in quella gara non sarò competitivo e soffrirò, se sto ai 50 o sotto allora ci si può divertire. Pensate c'è un atleta italiano che ha vinto l'olimpiade nella marcia che prima dell'inizio della gara olimpica il cardiofreq segnava (in piedi sulla linea di partenza) o 28 o 38 di fc (non ricordo); li si avvicinò il favorito e gli disse " hai il cardio rotto" (a lui segnava 60 il suo) e l'atleta italiano rispose "no no funziona benissimo" e poi glielo fece vedere in gara!</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="locomotivadellavaldelsa, post: 2852204, member: 20639"] La prima osservazione che faccio è che hai un range non molto ampio di fc. Sicuramente alta a riposo (probabilmente sei poco allenato) ma non eccessivamente alta (in proporzione) la massima sotto sforzo. A cosa ci serve la frequenza cardiaca, in breve, perchè non posso scrivere un trattato di emodinamica, per chi si allena usando appunto la fc. Allora in primis a stabilire le fc di lavoro (fondo lento, fondo medio ecc ecc), ma anche a valutare tuoi miglioramenti (importante il tempo di miglioramento nel recupero). Ad esempio io ho una frequenza a riposo molto bassa che oscilla tra i 34-36 bpm quando sono molto allenato, ai 50 (se fuori allenamento) e una massima di 190 bpm. Come determinare la fc massima: ci sono diversi metodi, alcuni che utilizzano delle formule basate sull'età altre ricorrendo a dei test effettuati presso centri specializzati. Ritengo che quest'ultimo metodo sia più affidabile, anche perchè individuale, rispetto ai calcoli un pò più empirici basati sull'età e che comunque danno un idea dei valori. Una volta determinata la fc max, ricorrendo li si a dei calcoli, nei quali non mi addentro, ma se siete interessati se ne può parlare, si definiscono le varie fc di lavoro, ogniuna delle quali apporta dei "miglioramenti" per determinate capacità metaboliche. La fc, per citarne una, alla quale si ottengono i maggiori miglioramenti, riducendo gli "effetti" di cumulo metabolico è quella del fondo medio. Per quanto concerne le fc durante in corsa, io sono uno di quelli che metodologicamente e scientificamente segue le indicazioni del cardiofrequenzimetro: non vado a sensazioni, anche perchè poi quando sono allenato e sto bene, per me il cardio e le "sensazioni" dicono le stesse cose. Ora su di una crono breve o una cronoscalata li si va a tutta, e allora sò che se mi attengo sui 183 bpm sto "erogando" quello che mi serve per dare il massimo, ma li so anche che, per la brevità dello sforzo non avrò un tale accumulo di acido lattico da lasciarmi a "gallina" (non entro nei concetti relativi a watt et simila). In una corsa in linea di 100-120 km con diverse salite (metti 4) io mi gestisco facendo al medio le prime 3 (difficile che vado oltre in scia in gruppo) e affrontando in soglia/fuori soglia l'ultima.: quindi so che se vado fuori soglia già sulla prima e la seconda alla quarta non ci arrivo competitivo. Ora devo dire che con gli allenamenti e i migliormenti ottenuti, le partenze a bomba che mi facevano schizzare la fc a 180 subito, oggi sono solo un ricordo, a parità di sforzo (e quello è l'obiettivo degli allenamenti) la fc è molto più bassa. Devo anche dire che allenarsi usando il cardiofrequenzimetro ha un senso per chi inizia, ma poi quando si è avanti nel livello di preparazione diventa, a mio avviso e secondo gli esperti, fondamentale allenarsi con i watt: il limite è il costo dei misuratori di potenza. Un ultima cosa sulla fc, ecco a cosa mi serve in questo momento: quando sono in piedi in griglia che attendo l'inizio di una gara, se vedo una fc sopra i 60 allora sò che in quella gara non sarò competitivo e soffrirò, se sto ai 50 o sotto allora ci si può divertire. Pensate c'è un atleta italiano che ha vinto l'olimpiade nella marcia che prima dell'inizio della gara olimpica il cardiofreq segnava (in piedi sulla linea di partenza) o 28 o 38 di fc (non ricordo); li si avvicinò il favorito e gli disse " hai il cardio rotto" (a lui segnava 60 il suo) e l'atleta italiano rispose "no no funziona benissimo" e poi glielo fece vedere in gara! [/QUOTE]
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