Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Allenamento
Metodologie di allenamento
gambe a pezzi il mercoledi'sera
Testo
<blockquote data-quote="folinhouse" data-source="post: 637172" data-attributes="member: 1994"><p><em>Questa metodologia ha subito diverse variazioni nel tempo</em></p><p></p><p>Si, ma negli anni seguenti il record di moser l'approfondimento dei presupposti teorici di questo mezzo di allenamento e la verifica rappresentata dalle sensazioni degli atleti mi convinsero della validità della metodica originale - che tuttora suggerisco ai miei corridori - <strong>le cui ragioni e finalità sono state afferrate da pochi tecnici.</strong></p><p><strong></strong></p><p></p><p><em>Come possiamo spiegarle?</em></p><p></p><p>Dobbiamo mettere a fuoco il concetto di forza aerobica riferito in maniera specifica al ciclismo, e il fattore che ritengo maggiormente limitante in relazione a questa particolare qualità, che ben poco, direi quasi nulla, ha in comune con i presupposti fisiologici della forza intensa come capacità di esprimere per pochi secondi tensioni muscolari massimali - espressione, quest'ultima, prevalentemente della capacità di reclutamento massivo delle fibre e di un supporto energetico di origine anaerobica - che potremmo definire, per meglio intenderci ora, forza anaerobica. <strong>Per andare forte in bici conta la forza aerobica</strong></p><p></p><p><em>Quindi archiviamo l'idea di una forza brutale che si esprime con un mero aumento di massa del muscolo?</em></p><p></p><p>Esatto. nella pedalata, la fase di spinta maggiore (quando il pedale muove dal punto morto sup. verso quello inf.) è caratterizzata da contrazioni muscolari a livello del quadricipite che a intensità di lavoro corrispondenti al ritmo medio o di soglia anaerobica raggiungono o superano il 15/20% della massima forza di contrarzione, specie in salita (a causa delle ridotte cadenze di pedalata): un livello di forza tutto sommato non elevato, ma comunque in grado di determinare pressioni intramuscolari tali da ostruire il normale flusso ematico all'interno dei tessuti attivi.</p><p></p><p>A parità di sforzo, dunque, quanto più bassa è la cadenza di pedalata, tanto più intensa e prolungata è l'applicazzione della forza ostruttiva nei confronti del flusso sanguigno e tanto maggiore il livello delle pressioni intamuscolari che concorrono - insieme all'intensità metabolica dell'esercizio per sè - a determinare quelle alterazioni metaboliche che in definitiva percepiamo come fatica. secondo la mia concezione, possedere una buona forza aerobica significa essere in grado di sopportare meglio gli effetti negativi di questa condizione di esercizio: come risulta da alcune nostre indagini di laboratorio i ciclisti evoluti rispetto ai non allenati, sono in grado di subire minori alterazioni metaboliche al ridursi della cadenza di pedalata e, di conseguenza, all'intensificarsi e all'allungarsi dei tempi di cotrazione muscolare in ciascuna rivoluzione del pedale.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="folinhouse, post: 637172, member: 1994"] [I]Questa metodologia ha subito diverse variazioni nel tempo[/I] Si, ma negli anni seguenti il record di moser l'approfondimento dei presupposti teorici di questo mezzo di allenamento e la verifica rappresentata dalle sensazioni degli atleti mi convinsero della validità della metodica originale - che tuttora suggerisco ai miei corridori - [B]le cui ragioni e finalità sono state afferrate da pochi tecnici. [/B] [I]Come possiamo spiegarle?[/I] Dobbiamo mettere a fuoco il concetto di forza aerobica riferito in maniera specifica al ciclismo, e il fattore che ritengo maggiormente limitante in relazione a questa particolare qualità, che ben poco, direi quasi nulla, ha in comune con i presupposti fisiologici della forza intensa come capacità di esprimere per pochi secondi tensioni muscolari massimali - espressione, quest'ultima, prevalentemente della capacità di reclutamento massivo delle fibre e di un supporto energetico di origine anaerobica - che potremmo definire, per meglio intenderci ora, forza anaerobica. [B]Per andare forte in bici conta la forza aerobica[/B] [I]Quindi archiviamo l'idea di una forza brutale che si esprime con un mero aumento di massa del muscolo?[/I] Esatto. nella pedalata, la fase di spinta maggiore (quando il pedale muove dal punto morto sup. verso quello inf.) è caratterizzata da contrazioni muscolari a livello del quadricipite che a intensità di lavoro corrispondenti al ritmo medio o di soglia anaerobica raggiungono o superano il 15/20% della massima forza di contrarzione, specie in salita (a causa delle ridotte cadenze di pedalata): un livello di forza tutto sommato non elevato, ma comunque in grado di determinare pressioni intramuscolari tali da ostruire il normale flusso ematico all'interno dei tessuti attivi. A parità di sforzo, dunque, quanto più bassa è la cadenza di pedalata, tanto più intensa e prolungata è l'applicazzione della forza ostruttiva nei confronti del flusso sanguigno e tanto maggiore il livello delle pressioni intamuscolari che concorrono - insieme all'intensità metabolica dell'esercizio per sè - a determinare quelle alterazioni metaboliche che in definitiva percepiamo come fatica. secondo la mia concezione, possedere una buona forza aerobica significa essere in grado di sopportare meglio gli effetti negativi di questa condizione di esercizio: come risulta da alcune nostre indagini di laboratorio i ciclisti evoluti rispetto ai non allenati, sono in grado di subire minori alterazioni metaboliche al ridursi della cadenza di pedalata e, di conseguenza, all'intensificarsi e all'allungarsi dei tempi di cotrazione muscolare in ciascuna rivoluzione del pedale. [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Allenamento
Metodologie di allenamento
gambe a pezzi il mercoledi'sera
Alto
Basso