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Giro d'Italia
Giro 2010, chi sale, chi scende, conclusioni.
Testo
<blockquote data-quote="pirobutirro" data-source="post: 2265531" data-attributes="member: 4304"><p><u>Angelo Zomegnan</u>: La fortuna va aiutata sembra pensare il patron, e alla fine ha vinto lui, sia per il percorso che per le squadre invitate. La sua fortuna è stata la fuga de L'Aquila, e il fatto che le cosiddette prime linee abbiano deciso di darsele di santa ragione. La sua bravura è stata quella di costruire un giro fra novità e tradizione, fra antico e moderno.</p><p></p><p><u>Ivan Basso:</u> Dopo migliaia di chilometri solitari fra ripetute, lavori in altura, sfr, sedute di potenziamento, dietromotore, e un anno intero passato a gareggiare senza troppo brillare, la giusta ricompensa per uno stakanovista indefesso, per il più forte in gruppo, per il più in forma. </p><p></p><p><u>David Arroyo: </u> Onesto corridore di secondo piano, da sempre un gradino sotto i primi. Un ciclista comunque. Ha corso di testa, ha perso, ma ha lottato per difendere la maglia rosa come poteva. La discesa dal Mortirolo rimane uno dei momenti sportivi più spettacolari ed efficaci di questo giro. </p><p></p><p><u>Vincenzo Nibali:</u> Forte, molto forte. Completo, forse gli manca qualcosa in salita, ma è anche vero che al tour di rampe da garage non se ne vedono tante. Maglia rosa, tappa, e infine podio. Di più impossibile pretendere</p><p></p><p><u>Cadel Evans: </u> Il miglior avversario possibile per Ivan Basso, commovente la sua ostinazione, vincitore della tappa di Montalcino, la tappa del ciclismo eroico, la sua. </p><p></p><p><u>Alexandre Vinokourov</u>: Ha corso lottando dalla prima all'ultima tappa, sul viso un ghigno che sembrava beffardo. Ha dato l'impressione, a me almeno, di divertirsi, sulle salite, a cronometro, a 60 all'ora in gruppo. Ha venduto cara la pelle. </p><p></p><p><u>Carlos Sastre:</u> Ci si aspettava sfracelli nell'ultima settimana, ma è evidentemente le prime due sono state troppo dure per Sastre. Sostanzialmente ha corso un giro anonimo, non degno della sua fama. </p><p></p><p><u>Marco Pinotti:</u> Da specialista nelle crono, da gregario di lusso, a ciclista completo. Una grande maturazione per uno dei ciclisti più intelligenti del gruppo.</p><p></p><p><u>Damiano Cunego:</u> Incomprensibile il suo giro, sempre staccato, mai incisivo. Un ciclista sicuramente confuso.</p><p> </p><p><u>Stefano Garzelli</u>: Ci ha provato, ha vinto la tappa più indidiosa, è andato in fuga, si è staccato. Ha fatto di tutto per esserci, ha fatto il massimo delle sue possibilità. </p><p> </p><p><u>Michele Scarponi</u>: Quest'anno gira un po' storto per Scarponi, dal secondo posto alla Tirreno adriatica, alla medaglia di legno al giro. Comunque tappa vinta e sempre presenti nei momenti cruciali delle tappe. Alla prossima volta. Il suo volto scavato e provato alla fine delle tappe ricordava un ciclismo antico. </p><p></p><p><u>Richie Porte</u>: Il nuovo che avanza: primo anno da professionista, maglia bianca. Un talento sportivo, prima ancora che ciclistico. Un segnale positivo per il futuro.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="pirobutirro, post: 2265531, member: 4304"] [U]Angelo Zomegnan[/U]: La fortuna va aiutata sembra pensare il patron, e alla fine ha vinto lui, sia per il percorso che per le squadre invitate. La sua fortuna è stata la fuga de L'Aquila, e il fatto che le cosiddette prime linee abbiano deciso di darsele di santa ragione. La sua bravura è stata quella di costruire un giro fra novità e tradizione, fra antico e moderno. [U]Ivan Basso:[/U] Dopo migliaia di chilometri solitari fra ripetute, lavori in altura, sfr, sedute di potenziamento, dietromotore, e un anno intero passato a gareggiare senza troppo brillare, la giusta ricompensa per uno stakanovista indefesso, per il più forte in gruppo, per il più in forma. [U]David Arroyo: [/U] Onesto corridore di secondo piano, da sempre un gradino sotto i primi. Un ciclista comunque. Ha corso di testa, ha perso, ma ha lottato per difendere la maglia rosa come poteva. La discesa dal Mortirolo rimane uno dei momenti sportivi più spettacolari ed efficaci di questo giro. [U]Vincenzo Nibali:[/U] Forte, molto forte. Completo, forse gli manca qualcosa in salita, ma è anche vero che al tour di rampe da garage non se ne vedono tante. Maglia rosa, tappa, e infine podio. Di più impossibile pretendere [U]Cadel Evans: [/U] Il miglior avversario possibile per Ivan Basso, commovente la sua ostinazione, vincitore della tappa di Montalcino, la tappa del ciclismo eroico, la sua. [U]Alexandre Vinokourov[/U]: Ha corso lottando dalla prima all'ultima tappa, sul viso un ghigno che sembrava beffardo. Ha dato l'impressione, a me almeno, di divertirsi, sulle salite, a cronometro, a 60 all'ora in gruppo. Ha venduto cara la pelle. [U]Carlos Sastre:[/U] Ci si aspettava sfracelli nell'ultima settimana, ma è evidentemente le prime due sono state troppo dure per Sastre. Sostanzialmente ha corso un giro anonimo, non degno della sua fama. [U]Marco Pinotti:[/U] Da specialista nelle crono, da gregario di lusso, a ciclista completo. Una grande maturazione per uno dei ciclisti più intelligenti del gruppo. [U]Damiano Cunego:[/U] Incomprensibile il suo giro, sempre staccato, mai incisivo. Un ciclista sicuramente confuso. [U]Stefano Garzelli[/U]: Ci ha provato, ha vinto la tappa più indidiosa, è andato in fuga, si è staccato. Ha fatto di tutto per esserci, ha fatto il massimo delle sue possibilità. [U]Michele Scarponi[/U]: Quest'anno gira un po' storto per Scarponi, dal secondo posto alla Tirreno adriatica, alla medaglia di legno al giro. Comunque tappa vinta e sempre presenti nei momenti cruciali delle tappe. Alla prossima volta. Il suo volto scavato e provato alla fine delle tappe ricordava un ciclismo antico. [U]Richie Porte[/U]: Il nuovo che avanza: primo anno da professionista, maglia bianca. Un talento sportivo, prima ancora che ciclistico. Un segnale positivo per il futuro. [/QUOTE]
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