GIRO: sequesto alla davitamon lotto

boldo

Novellino
16 Giugno 2004
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Messaggio che per me è sbagliato, nel senso che sul piano personale andare al di là di una dimensione "amatoriale" è un sacrificio eccessivo, mentre per quanto riguarda gli altri (i miei amici che scalano o pedalano con me, i perfetti sconosciuti, quelli che vedi in tv, etc...) basta e avanza che nessuno metta sul piatto della bilancia la propria salute per avere in cambio un po' di prestazione in più (in quanto lo considero non solo sbagliato per l'individuo, ma anche un'offesa all'uomo come categoria-e bada che lo dico da non credente).

Con questo nelle "prestazioni" che ritengo davvero importanti (oggi studio...domani vita professionale) vado tutt'altro che a "pane e salame"...Al contrario sono magari scrupolosissimo riguardo ad alimentazione, ore di sonno, regolamentazione degli "eccessi" etc etc quando sono sotto esame. Se mi dicessero che esiste una macchina o farmaco o un allenamento che mi fa rendere doppio nell'uso di Excel o Matlab o nel progettare un calcolo a elementi finiti (ipotesi per assurdo...) prenderei in considerazione la cosa perchè ritengo sia un Dovere cercare il massimo "rendimento" riguardo alla propria "vocazione"...
 

boldo

Novellino
16 Giugno 2004
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Diavolo, questo forum fa le bizze!

Mi ha tagliato incipit e conclusione del precedente messaggio, col che lo stesso diventa incomprensibile!!!


Proverò a riscriverlo...un attimo di pazienza
 

boldo

Novellino
16 Giugno 2004
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Per "pane e salame" intendo ciò che va al di là della portata del comune "amatore". In un certo senso una coppia di ruote costosissime, ultraleggere e ultradelicate da controllare ogni 500 km (ipotesi), non sono "pane e salame".

Però tra giornali e tv qualcuno vorrebbe far passare l'idea che, fatto salvo l'"attrezzo" (la bicicletta, le scarpette da calcio, etc), tutto ciò che non è "pane e salame" va guardato con sospetto, anche se non è pericoloso, anche se chi ne beneficia è uno sportivo PROFESSIONISTA. Una visione della vita "hobbystica", un'elogio dell'"aurea mediocritas"? Fate voi.

Messaggio che comunque per me è sbagliato, nel senso che sul piano personale andare al di là di una dimensione "amatoriale" nello sport è un sacrificio eccessivo, mentre per quanto riguarda gli altri (i miei amici che scalano o pedalano con me, i perfetti sconosciuti, quelli che vedi in tv, etc...) basta e avanza che nessuno metta sul piatto della bilancia la propria salute per avere in cambio un po' di prestazione in più (in quanto lo considero non solo sbagliato per l'individuo, ma anche un'offesa all'uomo come categoria-e bada che lo dico da non credente).

Con questo nelle "prestazioni" che ritengo davvero importanti (oggi studio...domani vita professionale) vado tutt'altro che a "pane e salame"...Al contrario sono magari scrupolosissimo riguardo ad alimentazione, ore di sonno, regolamentazione degli "eccessi" etc etc quando sono sotto esame. Se mi dicessero che esiste una macchina o farmaco o un allenamento che mi fa rendere doppio nell'uso di Excel o Matlab o nel progettare un calcolo a elementi finiti (ipotesi per assurdo...) prenderei in considerazione la cosa perchè ritengo sia un Dovere cercare il massimo "rendimento" riguardo alla propria "vocazione"...sempre rispettando il punto di cui sopra (rispetto per la salute psicofisica : corpo e persona).

(nota : nella vita non ci sono solo prestazioni. Affetti e sentimenti non sono prestazioni, ma sono cmq la cosa +importante.Ma qui mi sto occupando d'altro)

Da ultimo riflettevo che non sempre la sintesi ci rende un buon servizio...a volte è unbuon modo per essere fraintesi...
 

Luka

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Bici
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è sempre il solito discorso: NON basta classificarsi degnamente, bisogna vincere, e arrivar sencodi ha quasi il sapore della beffa. Questa mentalità, molto italiana (ma ben esportata), sta alla base della generale... ipossia :-) di molti sport. Sul doping che non fa nulla (nel medio e lungo termine) nutro seri dubbi, ma non sono documentato quindi NON mi pronuncio.

W pane e salame, quello nostrano però!! :cool: :-) o-o o-o
 

Ser pecora

Diretur
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boldo ha scritto:
Messaggio che comunque per me è sbagliato, nel senso che sul piano personale andare al di là di una dimensione "amatoriale" nello sport è un sacrificio eccessivo, mentre per quanto riguarda gli altri (i miei amici che scalano o pedalano con me, i perfetti sconosciuti, quelli che vedi in tv, etc...) basta e avanza che nessuno metta sul piatto della bilancia la propria salute per avere in cambio un po' di prestazione in più (in quanto lo considero non solo sbagliato per l'individuo, ma anche un'offesa all'uomo come categoria-e bada che lo dico da non credente).
Con questo nelle "prestazioni" che ritengo davvero importanti (oggi studio...domani vita professionale) vado tutt'altro che a "pane e salame"...Al contrario sono magari scrupolosissimo riguardo ad alimentazione, ore di sonno, regolamentazione degli "eccessi" etc etc quando sono sotto esame. Se mi dicessero che esiste una macchina o farmaco o un allenamento che mi fa rendere doppio nell'uso di Excel o Matlab o nel progettare un calcolo a elementi finiti (ipotesi per assurdo...) prenderei in considerazione la cosa perchè ritengo sia un Dovere cercare il massimo "rendimento" riguardo alla propria "vocazione"...sempre rispettando il punto di cui sopra (rispetto per la salute psicofisica : corpo e persona).
(nota : nella vita non ci sono solo prestazioni. Affetti e sentimenti non sono prestazioni, ma sono cmq la cosa +importante.Ma qui mi sto occupando d'altro)
Da ultimo riflettevo che non sempre la sintesi ci rende un buon servizio...a volte è unbuon modo per essere fraintesi...

Chi lo stabilisce che "amatoriale" sia quello che intendi tu? E' molto soggettivo. Difatti ci sono persone che utilizzano l'approccio che tu vorresti per il lavoro nell'"hobby". In fondo non è detto che il lavoro debba per forza coincidere con la propria vocazione. Ci sono esempi a tonnellate di gente che ha conseguito risultati eccezionali nella propria occupazione "amatoriale".
Il tuo discorso inoltre, oltre ad essere dubbio sul piano etico (per assurdo anche drogarsi per far conti sarebbe doping, se veramente bastasse drogarsi...) giustifica in pieno il doping nello sport professionistico. Dato che non credo si possa mettere in dubbio che un professionista del pedale abbia "vocazione" e ricerchi il massimo "rendimento" nella propria professione.