grande quesito: ??ALLENAMENTO PER PISTA??

procycling

Pignone
19 Febbraio 2008
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milano-manetta
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Bici
petardobikevenge ,mulonerodeda
Ciao a tutti,avrei alcube informazioni da chiedere a voi "SIGNORI DELLA PISTA" quest'anno mi sono avvicinato per curiosità al settore pista per gioco ho provato a fare i 1000 e i 3000 da fermo in una garetta udace al velodromo di bergamo.
Magari in primavera ci riprovo con una bici da pista ma vorrei alcuni consigli per l'allenamento invernale.Da anni l'inverno prediligo l'allenamento in palestra(pesi-nuoto -spinbike) compatibilmente con gli orari di lavoro il feddo il ghiaccio e l'imbrunire che anticipa sempre.
Il giretto come fondo settimanalmente si fà
Vorrei sapere che tipo di potenzamento prediligere,se per la pista è meglio sfruttare l'agilità o puntare sulla potenza.
Mi date delle dritte ....grazie a tutti
ciaoo-o
 

bicibikers

Apprendista Passista
4 Settembre 2008
995
52
Torino
www.bicibikers.com
Ciao a tutti,avrei alcube informazioni da chiedere a voi "SIGNORI DELLA PISTA" quest'anno mi sono avvicinato per curiosità al settore pista per gioco ho provato a fare i 1000 e i 3000 da fermo in una garetta udace al velodromo di bergamo.
Magari in primavera ci riprovo con una bici da pista ma vorrei alcuni consigli per l'allenamento invernale.Da anni l'inverno prediligo l'allenamento in palestra(pesi-nuoto -spinbike) compatibilmente con gli orari di lavoro il feddo il ghiaccio e l'imbrunire che anticipa sempre.
Il giretto come fondo settimanalmente si fà
Vorrei sapere che tipo di potenzamento prediligere,se per la pista è meglio sfruttare l'agilità o puntare sulla potenza.
Mi date delle dritte ....grazie a tutti
ciaoo-o

Ciao, io non sono un signore della pista vado oggi e andavo in pista quando ero ancora alle scuole medie :) adesso ne faccio 40 di anni.
Per prima cosa i 1000 e i 3000 (come la velocità) sono sempre in pista ma sono specialità differenti, con tabelle di preparazione diverse. E' una cosa lunga da spiegare in un forum, innazitutto devi fare dei test per sapere dove rendi meglio: 1000, 3000 etc... poi ci lavori su. Io facendo principalmente 1000 e velocità seguo le tabelle dei velocisti di atletica leggera: http://www.noivelocisti.it/400INTRODUZIONE/tabid/302/Default.aspx
leggi qui e fai le proprozioni con la bici.
Tieni presente che sei in bici e non a piedi, la l'attività di carico è molto simile. > 400 mt di corsa come i 1000 mt in bici.
Adesso non posso ma ti mando dei ragionamenti fatti per i 1000 metri con tabelle che danno spiegazioni scientifiche al tipo di sforzo.

ciao
 

bicibikers

Apprendista Passista
4 Settembre 2008
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ma sei il nuovo presidente della squadra mapei? vedo che il nuovo sito lo fai tu e di Alberti non si parla proprio......

Se ti legge il Fabio... mi licenzia!!! Dai scherzo! No il presidente è sempre lui, io gli seguo il discorso comunicazione (internet - relazioni esterne etc..) Il sito è in costruzione, ovviamente lo facciamo nel tempo libero e tutti ne abbiamo poco. Mi mancano ancora molte cose da inserire, ma trovare i colleghi disponibili è sempre un problema.
 

bicibikers

Apprendista Passista
4 Settembre 2008
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IL CHILOMETRISTA Il chilometrista ha soprattutto quella particolare capacità che si evidenzia quando la grande forza volitiva, di proseguire nello sforzo, ha il sopravvento sulla fatica. La partenza del chilometrista: “la velocità iniziale” Rappresenta la dote fisica fondamentale di questa specialità. Viene genericamente definita come quel complesso di attitudini fisiche che consentono all'uomo di coprire di corsa un determinato spazio nel minor tempo possibile. Nella corsa con partenza da fermo dobbiamo distinguere tre momenti: uno di accelerazione, uno lanciato ed un altro “terribile”di resistenza lattacida. Attenzione: questi tre momenti sono influenzati da capacità fisiche diverse e quindi allenate in maniera e con contenuti diversi. Il primo complesso di caratteristiche, che consentono di accelerare, e che definiremo capacità di acquisire rapidamente velocità (il lavoro è tipico degli sprinter puri), interessano assai poco il chilometrista il cui avvio in competizione deve essere controllato e non rabbioso, con una accelerazione potente ma fluida e lunga a tasso ridotto. Una troppo elevata velocità iniziale, porta, invece, un più grande consumo della potente "miscela anaerobica alattacida e lattacida", con la grave conseguenza di riversare nei muscoli, troppo presto, una grande quantità di lattato che crea difficoltà al dinamismo del lavoro muscolare, rendendo meno efficace la prosecuzione. Per correre la seconda parte rimane ben poco carburante potente e la "miscela" si arricchisce di energia aerobica a basso "numero di ottani" che le fibre lente, inesorabilmente interessate, producono. La velocità crolla vistosamente, l'atleta perde molto più di quanto ha guadagnato velocizzando la prima parte, rendendo folle e scriteriato il tentativo. Quelli di ripartizione sono i peggiori errori che questo specialista può commettere poiché non solo rischiano di vanificare gl'impegni nell'allenamento, in conseguenza dei dubbi che l'inadeguato rendimento fanno sorgere sulla sua utilità ed efficacia, ma oltretutto comportano una così spiacevole sensazione di malessere generale, alla fine della gara, da lasciare dannose memorie per lungo tempo. Accelerazione: la forza e agilità Sono i fattori o la causa che determina l'acquisizione ed il mantenimento della velocità. Le espressioni che influiscono maggiormente sulle capacità di accelerazione sono: quella "massima dinamica" (forza massima dinamica: sollevamento di un carico massimale, un peso da fermo) e” l’agilità”. Sotto l'aspetto biochimico, data l'alta intensità e la brevità dello sforzo (60" circa), si tratta di una resistenza che si manifesta in conseguenza della utilizzazione di energia di risintesi dell'ATP di tipo anossidativo, proveniente dalla degradazione del glicogeno che si definisce "anaerobica lattacida", poiché il prodotto finale di tale fenomeno fermentativo è acido lattico, o ancor meglio, lattato (un suo sale). La limitazione alla prosecuzione dello sforzo, in questi casi, non è ancora ben chiaro se dipenda dalla impossibilità della muscolatura a sopportare alte acidità o dalla difficoltà della stessa a produrne, o se, invece, non siano responsabili due motivi collegati. Siccome tale fenomenologia di produzione di energia si svolge nelle fibre veloci, se ne deduce che il chilometrista anche per questo motivo deve possedere un'alta percentuale di queste fibre (nei quadricipiti soprattutto) che sono poi le sole capaci di esprimere quella forza "veloce" cui sopra è stato fatto cenno. Da questa considerazione si possono trarre tre deduzioni: la prima è che qualsiasi sprinter possiede le capacità (cioè il motore) per correre il chilometro con ottimi risultati, solo che sussistano quei pre­supposti psichici di "stamina" e quelli tecnici di facilità di corsa, per realizzare andature veloci ed economiche; la seconda è che la miscela energetica che il chilometrista usa per la sua prestazione è assai povera di energia aerobica, essendo questa prodotta dalle fibre lente che questo specialista dovrebbe possedere in percentuale bassissima; la terza, conseguente alla precedente, è che il corridore chilometrista non deve utilizzare, come mezzo allenante corse di durata, che attingano all'energia aerobica, ma mantenersi, come limite più basso su intensità di corsa che si spingano appena oltre la soglia anaerobica, per essere certi di interessare solamente le fibre veloci. Qualora non si tenesse presente questo consiglio che si da soprattutto gli atleti di alta qualificazione, si rischierebbe non solo di allenare in prevalenza le fibre lente, ma anche di cambiare la cinetica metabolica di quelle veloci, e di trasformare quelle intermedie in lente.
Il chilometrista utilizza il 30% del combustibile (energia muscolare) dal sistema anaerobico alattacido (fosfati -fosfocreatina), 55% da anaerobica lattacida (glycolytic) e il 15% dal sistema aerobico. Fisiologicamente il metodo migliore per incrementare la potenza anarobica è quello delle 'prove ripetute su brevi distanze', dai 50 ai 100 m.) con scatti potenti molto veloci e con un recupero abbastanza lungo (varia dal grado di allenamento del soggetto) proprio per far fronte a prestazioni che richiedono uno sforzo così elevato. LA RIGENERAZIONE DEL SISTEMA DEI FOSFATI il sistema anaerobico alattacido, che permette di eseguire gesti alla massima potenza ma per pochi secondi, viene rigenerato completamente in 2-3 minuti. L'andamento evidenzia che dopo 30" si determini già il 50% del recupero di energia, dopo 60" il 75%, dopo 2' più del 90% e dopo 3' si arriva praticamente al 100% del recupero di energia. Inserire una pausa di recupero tra gli esercizi a potenza massimale e submassimale permette di rigenerare le scorte di fosfati, quindi ritardare la fatica dovuta alla diminuzione dei substrati energetici utilizzati durante l'esercizio e all'eventuale accumulo di acido lattico. Ricordiamo che la sintesi ATP-PC durante la fase di recupero avviene tramite il sistema aerobico, mentre la fosfocreatina indirettamente, grazie all'idrolisi di una parte di ATP che fornisce l'energia per la sintesi della PC. L'importanza del sistema aerobico nel ripristino delle scorte di fosfati si evidenzia con l'aumento del consumo di ossigeno durante la fase di recupero post-esercizio prima del ritorno ai valori basali ( pagamento del debito di ossigeno) che si avevano prima dell'allenamento.
Dopo l'esercizio lattacido di breve e alta intensità (intermittente) è possibile rigenerare un'importante quantità di glicogeno anche senza assunzione di cibo entro le prime due ore dopo la fine dell'esercizio. Non viene richiesta una dieta di carboidrati superiore alla norma e la completa rigenerazione è molto più veloce che nelle restanti. Quando l'attività fisica ha impegnato prevalentemente il sistema lattacido, per il recupero completo sarà necessario il totale smaltimento dell'acido lattico. E' stato dimostrato che l'acido lattico prodotto da esercitazioni massimali viene rimosso dal circolo ematico più velocemente se il recupero avviene in modo attivo: un'attività blanda pare abbassi il tempo di smaltimento a circa un'ora. Da esperienze condotte a Barcellona dal dott. Remando A. si è visto che la quantità di lattato ematico dopo una competizione di 1000 metri (sforzo abbondantemente esaustivo per valutare la capacità lattacida) era minore di quella rilevata dopo un test (Vittori) consistente in due prove di 500 metri corse con 2' d'intervallo, per realizzare il miglior tempo medio. Si può forse ipotizzare, allora, che la limitazione a proseguire la corsa con efficacia dipenda più dalla dinamica di produzione del lattato che da altro, se il suo valore più elevato si riscontra quanto l'accumulo avviene più lentamente ed in tempi successivi e non in una unica rapida soluzione. Tecniche che stimolano una grossa produzione di acido lattico sono cosa buona e giusta per chi vuole aumentare la propria massa muscolare. L’acido lattico fa sì che il pH del sangue diminuisca e a questo fenomeno si associa un notevole aumento di secrezione del GH. L’accumulo di acido lattico è interessante anche perché essendo il glicogeno il suo substrato energetico, nel momento in cui il muscolo supercompenserà si avrà una reazione inversa durante la quale si avrà produzione di glicogeno che andrà a rimpinguare le scorte muscolari dando così fenomeno di ipertrofia. Un po’ di lattato sfugge alla distruzione nel sangue e passa nei ********* dove stimola la produzione di testosterone. Infine l’acido lattico a livello muscolare attiva l’androstenedione trasformandolo in testosterone pronto all’uso, cosa non da poco visto che il testosterone di solito viene inattivato al 90% dalle SHBG e dall’albumina a livello circolatorio, con relativa difficoltà ad arrivare a livello muscolare. Si ha grossa produzione di acido lattico quando si effettuano esercizi alla massima potenza per un periodo di tempo compreso tra 1 e 3 minuti. 1) utilizzo di carichi pesanti con recuperi brevissimi in modo da non dar modo al corpo di smaltire l’acido lattico accumulato. 2) carico medio-alto ripetizioni elevatissime. Ad esempio si può arrivare anche a fare 100 reps con piccolissime pause quando non si riesce più a proseguire. INTERVAL TRAINING E’ un metodo di allenamento che prevede l’impegno fisico sempre su distanze, ma rispetto alla seduta di ripetute brevi si deve dare più enfasi alla quantità che non alla qualità. I ritmi di corsa sono quindi meno veloci rispetto alle ripetute brevi, e più corti devono essere anche i tempi di recuperi. La pausa tra le prove dev’essere pari alla durata della fase di lavoro, ed il recupero dev’essere fatto pedalando a ritmo lento. Il metodo classico dell’interval training (friburghese) prevede che non si riparta prima che la frequenza cardiaca sia scesa a 120 battiti al minuto. Questo riferimento è certamente utile per chi si avvicina per le prime volte al metodo di allenamento intervallato.
 

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Apprendista Passista
4 Settembre 2008
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Grazie delle PREZIOSE informazioni dò un occhiata metabolizzo e poi se non riesco a comprendere posso romperti??

non sono logorroico, ma questo è il frutto di alcune ricerche fatte quando mi sono posto il tuo stesso problema, siccome io sono per la condivisione delle conoscenze, ti giro tutto.
Tanto guarda, tra il sapere e il fare.... molti parlano di allenamento ma poi non lo fanno!!!!! Non ci sono segreti da mantenere, così....
Confermo che molte cose sono state trasmesse al corso maestri di MTB, da tecnici e commissari della nazionale, il corso valeva anche come direttore sportivo di 1° livello in FCI.

ciao
 

Benjamin

Novellino
8 Ottobre 2008
11
0
Lombardia
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il buon Fabio ha licenziato gente per MOOOLTO meno!!! e in questo periodo si sente solo la tua voce che dice che andate di qua e la..... allora sarai il suo vice comunque?? questa voce circola in giro con insistenza (che stai cercando di pigliare il suo posto voglio dire) eheheh.....
 

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il buon Fabio ha licenziato gente per MOOOLTO meno!!! e in questo periodo si sente solo la tua voce che dice che andate di qua e la..... allora sarai il suo vice comunque?? questa voce circola in giro con insistenza (che stai cercando di pigliare il suo posto voglio dire) eheheh.....

Vedi, io ho un concetto molto chiaro di quello che voglio indipendentemente da quello che la gente pensa, la MAPEI (squadra) è nata dalla volonta di Alberti, lui è la squadra intesa come società. Poi ci siamo noi, i corridori, che certamente non ci risparmiamo colpi di fioretto sull'anello della pista, questo è lo sport... tra di noi c'è stima reciproca, credo e ognuno porta il contributo alla squadra che meglio riesce, non solo come risultati in bici, sarebbe riduttivo e senza il rispetto di quelli che non fanno risultati. Io mi prodigo nel settore internet + comunicazione, poichè mi è facile in quanto lo faccio di mestiere vero :) la MAPEI non mi paga mica per vivere :) Preciso inoltre che non sono vice di Alberti... e non voglio prendere il posto di nessuno... sia ben chiaro! Con il Fabio però non ci facciamo concessioni in termini di competitività, ci mancherebbe!!! Lui me le suona adesso come adesso :)
 

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Pignone
19 Febbraio 2008
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Bici
petardobikevenge ,mulonerodeda
rispondo a Bicibikers MI INCHINO!! a tutta qusta sapienza!!per quello che mi riguarda mi alleno con metodo più o meno da 5 anni (soprattutto l'inverno) con tabelle mapei o con materiale.Partecipo a 6/7 granfondo ,come iscritto,cercando di prepararle bene..ma ad altre partecipo come allenamentoe divertimento compatibilmente con i turni di lavoro,anche nel week-end,trovo tra l'altro molto più motivante farne meno e studiarne anche la preparazione.
Vorrei inserire dei lavori specifici per migliorare la forza esplosiva però senza eliminare il resto che mi serve per completare le granfondo,credo che una via di mezzo possa trovarla,anche perchè Purtroppo l'attività di pista è molto ridotta e questo condiziona molto.
COMUNQUE IN TUTTO QUESTO CERCO SEMPRE DI DIVERTIRMI ,e di tenere a bada il peso!! .
Grazie ancora e andrò a vedere il sito di noivelocisti e mettere in pratica
ciao
 

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Apprendista Passista
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rispondo a Bicibikers MI INCHINO!! a tutta qusta sapienza!!per quello che mi riguarda mi alleno con metodo più o meno da 5 anni (soprattutto l'inverno) con tabelle mapei o con materiale.Partecipo a 6/7 granfondo ,come iscritto,cercando di prepararle bene..ma ad altre partecipo come allenamentoe divertimento compatibilmente con i turni di lavoro,anche nel week-end,trovo tra l'altro molto più motivante farne meno e studiarne anche la preparazione.
Vorrei inserire dei lavori specifici per migliorare la forza esplosiva però senza eliminare il resto che mi serve per completare le granfondo,credo che una via di mezzo possa trovarla,anche perchè Purtroppo l'attività di pista è molto ridotta e questo condiziona molto.
COMUNQUE IN TUTTO QUESTO CERCO SEMPRE DI DIVERTIRMI ,e di tenere a bada il peso!! .
Grazie ancora e andrò a vedere il sito di noivelocisti e mettere in pratica
ciao

ciao volevo solo dirti che le cose che ti ho scritto non sono altro che testi noti da quello che ho capito della tua necessità mi sembra che tu voglia fare un lavoro generico allora vanno bene gli esercizi più sulla resistenza aerobica che non quella esplosiva ti consiglio di dedicarti all'inseguimento e alla corsa a punti va meglio per chi vuole fare le corse su strada ciao