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Granfondo La Magnifica - Bianchi - Forlì 15 settembre 2013
Testo
<blockquote data-quote="iannuz" data-source="post: 4411074" data-attributes="member: 32181"><p>Le Rolls le ho viste anch'io, ma può essere benissimo che abbia avuto le visioni come te <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /></p><p> </p><p>I panorami di quei posti mi incantano sempre: lungo la salita del Cippo, ad esempio, in corrispondenza di un tornante a sx, si arriva su una sorta di "terrazza": se uno ha la lucidità di guardare alla sua destra, in quel punto, vede un angolo di mondo stupendo. Allo stesso modo in cima alla vetta: il panorama che si apre dopo la foto di Pantani è unico. Stupendo quello che si vede dalla discesa di Petrella Guidi (il monte Benedetto). Lungo la salita del Cantoniera. Su, in cima allo sterrato del Botteghino. Lungo la salita "bianca" di Talamello. Se uno ha la lucidità di guardarsi intorno già alla salita di S.Maria Riopetra comincia già a vedere una fotografia bellissima di quelle zone.</p><p>Vedere il "Grande Panettone" del Carpegna, da lontano, che si avvicina lentamente, salita dopo salita, strappo dopo strappo, mi fa sempre un effetto singolare: da un lato mi esalta, dall'altro mi intimorisce. Queste montagne prima si rispettano, poi si amano.</p><p> </p><p>Ho letto tanti commenti negativi sull'organizzazione della gara (uno di questi commenti, peraltro, è mio)... finalmente però leggo un pensiero "positivo", il tuo, sulla vera grande magia di questo percorso, che a differenza di altre GF normali, ho personalmente avuto il piacere di fare a "testa alta", arrivando per una volta al velodromo stanco si, ma tutto d'un pezzo, e non guardando la ruota di chi mi precede o il cardio o il contapedalate come al solito...</p><p> </p><p>Abbiamo detto tutti delle gravissime lacune organizzative, ma questa GF nel suo complesso lascia sensazioni uniche e atmosfere incancellabili. Mi dispiace per chi non è riuscito a vedere la bellezza di tutto questo, è stato sfortunato.</p><p> </p><p>A questo proposito vorrei dire che mi dispiace sinceramente per Clodovico, che avevo appena incrociato qualche KM prima e quando l'ho visto con la bici in spalla a Pennabilli, il cambio rotto e una sporta nella catena, ho capito che</p><p>a) non avrei sicuramente potuto fare nulla per lui</p><p>b) era meglio non andargli intorno: almeno, quando a me succede una rottura del genere (una volta in una gara di MTB) ho bisogno subito di sbollire un po' da solo, non so perché ma in quel momento mi sono sentito autorizzato a pensare che fosse così anche per lui (forse sbagliando, al momento ho scelto di essere riservato)</p><p>c) non aveva avuto il tempo per "vedere" la bellezza di questa impresa, la sfortuna non gli aveva permesso di "conoscere" queste strade e il loro carattere</p><p> </p><p>E mi dispiace anche per tutti gli altri che hanno avuto rotture e guasti.</p><p> </p><p>Chi invece ha avuto la fortuna (e le forze) per portare a termine il percorso con le proprie gambe, complimenti davvero, ha tutta la mia stima ma non può non averne visto il bello: se non l'ha fatto, probabilmente, è stato ancora meno fortunato di chi si è fermato.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="iannuz, post: 4411074, member: 32181"] Le Rolls le ho viste anch'io, ma può essere benissimo che abbia avuto le visioni come te :mrgreen: I panorami di quei posti mi incantano sempre: lungo la salita del Cippo, ad esempio, in corrispondenza di un tornante a sx, si arriva su una sorta di "terrazza": se uno ha la lucidità di guardare alla sua destra, in quel punto, vede un angolo di mondo stupendo. Allo stesso modo in cima alla vetta: il panorama che si apre dopo la foto di Pantani è unico. Stupendo quello che si vede dalla discesa di Petrella Guidi (il monte Benedetto). Lungo la salita del Cantoniera. Su, in cima allo sterrato del Botteghino. Lungo la salita "bianca" di Talamello. Se uno ha la lucidità di guardarsi intorno già alla salita di S.Maria Riopetra comincia già a vedere una fotografia bellissima di quelle zone. Vedere il "Grande Panettone" del Carpegna, da lontano, che si avvicina lentamente, salita dopo salita, strappo dopo strappo, mi fa sempre un effetto singolare: da un lato mi esalta, dall'altro mi intimorisce. Queste montagne prima si rispettano, poi si amano. Ho letto tanti commenti negativi sull'organizzazione della gara (uno di questi commenti, peraltro, è mio)... finalmente però leggo un pensiero "positivo", il tuo, sulla vera grande magia di questo percorso, che a differenza di altre GF normali, ho personalmente avuto il piacere di fare a "testa alta", arrivando per una volta al velodromo stanco si, ma tutto d'un pezzo, e non guardando la ruota di chi mi precede o il cardio o il contapedalate come al solito... Abbiamo detto tutti delle gravissime lacune organizzative, ma questa GF nel suo complesso lascia sensazioni uniche e atmosfere incancellabili. Mi dispiace per chi non è riuscito a vedere la bellezza di tutto questo, è stato sfortunato. A questo proposito vorrei dire che mi dispiace sinceramente per Clodovico, che avevo appena incrociato qualche KM prima e quando l'ho visto con la bici in spalla a Pennabilli, il cambio rotto e una sporta nella catena, ho capito che a) non avrei sicuramente potuto fare nulla per lui b) era meglio non andargli intorno: almeno, quando a me succede una rottura del genere (una volta in una gara di MTB) ho bisogno subito di sbollire un po' da solo, non so perché ma in quel momento mi sono sentito autorizzato a pensare che fosse così anche per lui (forse sbagliando, al momento ho scelto di essere riservato) c) non aveva avuto il tempo per "vedere" la bellezza di questa impresa, la sfortuna non gli aveva permesso di "conoscere" queste strade e il loro carattere E mi dispiace anche per tutti gli altri che hanno avuto rotture e guasti. Chi invece ha avuto la fortuna (e le forze) per portare a termine il percorso con le proprie gambe, complimenti davvero, ha tutta la mia stima ma non può non averne visto il bello: se non l'ha fatto, probabilmente, è stato ancora meno fortunato di chi si è fermato. [/QUOTE]
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