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Metodologie di allenamento
Granfondo e ritmo in salita
Testo
<blockquote data-quote="Karoviev" data-source="post: 5610975" data-attributes="member: 65961"><p>Hai ragione sul discorso bpm, ma non ho un power meter quindi non posso avere riscontri di altro tipo.</p><p>A questo punto evidentemente spingo troppo per quello che le mie gambe sono in grado di dare, anche se la percezione di sforzo fisico "generale" è veramente ridotta, mentre lo sforzo muscolare (o meglio l'indolenzimento) lo sento giá in pianura stando a ruota del gruppo, quindi i crampi ne sono probabilmente una facile conseguenza.</p><p>Francamente se devo fare le prime salite più piano di cosí mi sembra di andare a farfalle invece di essere in una granfondo, tanto é vero che ho deciso che finché non risolvo questa cosa non farò altre granfondo oltre alla Charly Gaul dove ormai sono iscritto - non riuscendo a dare quello che sento di poter dare e accusando crampi e/o gambe vuote pur rallentando il ritmo ne ricavo poca soddisfazione, a prescindere dal tempo finale. </p><p></p><p>Ulteriore esempio la Marcialonga della domenica precedente: nel 2015 avevo fatto il medio a tutta e ci sta che mi fossero venuti i crampi alla fine della seconda e ultima salita. Quest'anno, volendo fare il percorso lungo, mi sono gestito, arrivando a scollinare quella stessa seconda salita con 8 minuti di ritardo sull'anno precedente nonostante un pettorale molto più basso. Ebbene, in fondo alla discesa, principi di crampi e gambe di marmellata. Sono una testa dura quindi ho indurito pesantemente il rapporto e ho tirato dritto per fare S.Pellegrino e Valles che non avevo mai fatto prima, ma vi lascio immaginare la sofferenza :rosik: anche se i crampi veri e propri non mi sono poi venuti.</p><p></p><p>Il metodo Pit non lo conosco bene, ma da quel che avevo capito leggendo senza troppa attenzione in passato, impone al fisico uno stress che mi pare improbabile per le mie gambe.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Karoviev, post: 5610975, member: 65961"] Hai ragione sul discorso bpm, ma non ho un power meter quindi non posso avere riscontri di altro tipo. A questo punto evidentemente spingo troppo per quello che le mie gambe sono in grado di dare, anche se la percezione di sforzo fisico "generale" è veramente ridotta, mentre lo sforzo muscolare (o meglio l'indolenzimento) lo sento giá in pianura stando a ruota del gruppo, quindi i crampi ne sono probabilmente una facile conseguenza. Francamente se devo fare le prime salite più piano di cosí mi sembra di andare a farfalle invece di essere in una granfondo, tanto é vero che ho deciso che finché non risolvo questa cosa non farò altre granfondo oltre alla Charly Gaul dove ormai sono iscritto - non riuscendo a dare quello che sento di poter dare e accusando crampi e/o gambe vuote pur rallentando il ritmo ne ricavo poca soddisfazione, a prescindere dal tempo finale. Ulteriore esempio la Marcialonga della domenica precedente: nel 2015 avevo fatto il medio a tutta e ci sta che mi fossero venuti i crampi alla fine della seconda e ultima salita. Quest'anno, volendo fare il percorso lungo, mi sono gestito, arrivando a scollinare quella stessa seconda salita con 8 minuti di ritardo sull'anno precedente nonostante un pettorale molto più basso. Ebbene, in fondo alla discesa, principi di crampi e gambe di marmellata. Sono una testa dura quindi ho indurito pesantemente il rapporto e ho tirato dritto per fare S.Pellegrino e Valles che non avevo mai fatto prima, ma vi lascio immaginare la sofferenza :rosik: anche se i crampi veri e propri non mi sono poi venuti. Il metodo Pit non lo conosco bene, ma da quel che avevo capito leggendo senza troppa attenzione in passato, impone al fisico uno stress che mi pare improbabile per le mie gambe. [/QUOTE]
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