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GranFondo Stelvio Santini
Testo
<blockquote data-quote="mirkofour" data-source="post: 3606742" data-attributes="member: 7968"><p>Eccomi qua dopo il giro di oggi che vi avevo promesso a fare da cavia....</p><p>Comincio subito a postare il tracciato del Garmin ed a dirvi che ho fatto di seguito tutti e due versanti, prima da Tovo fino in cima al passo e poi discesa a Grosio e poi salita da Mazzo sempre fino in cima e poi discesa dal versante di Monno per Edolo:</p><p></p><p><a href="http://connect.garmin.com/activity/181887152" target="_blank">http://connect.garmin.com/activity/181887152</a></p><p></p><p>Ma ora veniamo a noi.</p><p>Premesso che sono partito da Edolo stamattina poco dopo le otto sotto un bellissimo e tiepido sole che mi ha permesso di scaldare la gamba fino all'Aprica e discesa veloce fino a Tirano e poi in quel di Tovo. Lì non è facilissimo trovare la strada per il nuovo versante e dopo aver chiesto mi indicano la strada per il cimitero <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /> (cominciamo bene...).</p><p>Dopo appunto questo ameno luogo si incontra una santella (a ridai) e lì finalmente si intravede un pannello di legno con scritto Mortirolo. Svolta a destra e subito strada ripida. Insomma per chi conosce il versante classico da Mazzo la strada e supergiù uguale.</p><p>Qualche gruppetto di ciclisti stranieri con ammiraglie al seguito salgono davanti a mè ma comunque con poco traffico all'inizio e poi fino in cima incontrerò solo altri 5/6 temerari sparsi qua è la o fermi ai bordi della strada a rifiatare.</p><p>Percentuale subito ampiamente a doppia cifra con tratti al 14 e poi 17 e 18 % intervallati da piccoli tratti dove comunque si riesce a rifiatare. </p><p>Diversamente dal versante di Mazzo questo aspetto permette di salire ad una velocità media ampiamente superiore perchè in certi tratti si riesce perfino a fare velocità nell'ordine dei 15/18 orari fino a raggiungere la zona dove sono posizionati due tratti con ringhiere verdi a bordo strada dove la strada improvvisamente si impenna ed è difficile tenere a terra la ruota anteriore se si rimane seduti.</p><p>Dall'inizio e fino a qui la strada ha un fondo bellissimo, in quanto tutta asfaltata a nuovo e sembra un vero biliardo e questo certamente aiuta a salita.</p><p>Poco prima del decimo chilometro si raggiunge un tratto in discesa (prima in terra mentre ora perfettmente asfaltato).</p><p>Controllo il Garmin e lo strumento mi dice che sono salito ad oltre 10 km orari di media sempre ad una Vam ampiamente sopra i 1000 (nei tratti più ripidi mi indica anche oltre 1250) e mi sento estremamente soddisfato della salita perchè oltretutto mi sento bene diversamente da quello che provo di solito sul versante classico.</p><p>Purtroppo il bello (od il brutto) viene proprio al termine della discesa dove dopo una bella cascina sulla sinistra si intravede una vera e propria "rampa del garage" perfettamente cementata con delle striscie a lisca di pesce per evitare di perdere aderenza.</p><p>Da quel punto in poi si apre un altro mondo, una salita brutale, bestiale all'inverosimile (non sono mai riuscito a guardare il Garmin per capire a che percentuale la strada saliva anche se a sensazione ampiamente sopra i 20) che per 1 chilometro e rotti non ti da tregua e devi concentrarti per cercare di coordinare i movimenti e sentire il tiro di catena (e pregare che non succeda appunto niente alla stessa catena ad al cambio altrimenti sarebbero stati dolori).</p><p>In questo pezzo ho incontrato 4/5 stralunati ciclisti fermi ai bordi della strada che salivano a piedi e mi guardavano credendomi forse un marziano perchè riuscivo a stare in sella e per salire mi ero praticamente appiattito sulla bicicletta con le mani che strappavano le leve ed il fondo schiena a tratti quasi dietro la sella <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/wacko.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":wacko:" title="Wacko :wacko:" data-shortname=":wacko:" /></p><p>Alla fine fortunatamente ho intravisto un bivio a destra che ti immette sull'ultimo tratto del versante classico per affrontare gli ultimi 1,5 km fino al passo (il giro e la Gf invece non salgono fino in cima ma svoltano subito per Grosio). Questi ultimi 1,5 km mi sono sembrati i km in salita più facili della mia vita, tanta è la differenza con gli ultimi chilometri appena affrontati.</p><p>Una volta sul passo con già la presenza di molti camperisti e ciclisti stranieri (a proposito avrò incontrato 2 o 3 italiani in bici contro i moltissimi gruppi tedeschi e svizzeri) mi sono rifocillato con una banana e poi ho ripreso i miei passi e sono ridisceso fino al bivio di Grosio dove la strada sempre perfettamente asfaltata presenta i primi km con molti tornanti tecnici inframezzati da qualche rettilineo molto veloce soprattutto verso la metà e la fine della discesa. </p><p>Per chi monta i tubolari (come me) attenzione perchè i cerchi tendono a scaldarsi molto in quanto la discesa è comunque molto ripida anche da questo versante e pertanto molta attenzione a non scollare le coperture. </p><p>Arrivato a Grosio mi sono fatto fare un paninazzo da una gentile signora in un negozietto poco prima di Mazzo. Caffettino al bar e poi ho ricominciato a risalire il Mortirolo dal versante classico. </p><p>Ala fine erano ormai le 13 e rotti ed il sole a picco mi stava cuocendo ma con slancio (con sosta alla famosa fontanina a prendere acqua fresca) sono riuscito ad arrivare di nuovo sul passo con un altrettanto discreto tempo, all'incirca 1 ora e 35 contro l'ora e 15 del versante fato la mattina.</p><p>Discesa velocissima da Monno ed casa a mangiarmi un chilo di pasta per recuperare.</p><p>Comunque una bellissima esperienza.</p><p>A proposito, avevo anche una telecamerina sul manubrio che purtroppo registra solo circa 40 minuti in continuo e che si è esaurita proprio poco prima del tratto in cemento. Se riesco a pubblicarla poi posto il video....</p><p>Uff...</p><p>Ciao ciao ci si vede domenica prossima....</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="mirkofour, post: 3606742, member: 7968"] Eccomi qua dopo il giro di oggi che vi avevo promesso a fare da cavia.... Comincio subito a postare il tracciato del Garmin ed a dirvi che ho fatto di seguito tutti e due versanti, prima da Tovo fino in cima al passo e poi discesa a Grosio e poi salita da Mazzo sempre fino in cima e poi discesa dal versante di Monno per Edolo: [url]http://connect.garmin.com/activity/181887152[/url] Ma ora veniamo a noi. Premesso che sono partito da Edolo stamattina poco dopo le otto sotto un bellissimo e tiepido sole che mi ha permesso di scaldare la gamba fino all'Aprica e discesa veloce fino a Tirano e poi in quel di Tovo. Lì non è facilissimo trovare la strada per il nuovo versante e dopo aver chiesto mi indicano la strada per il cimitero :mrgreen: (cominciamo bene...). Dopo appunto questo ameno luogo si incontra una santella (a ridai) e lì finalmente si intravede un pannello di legno con scritto Mortirolo. Svolta a destra e subito strada ripida. Insomma per chi conosce il versante classico da Mazzo la strada e supergiù uguale. Qualche gruppetto di ciclisti stranieri con ammiraglie al seguito salgono davanti a mè ma comunque con poco traffico all'inizio e poi fino in cima incontrerò solo altri 5/6 temerari sparsi qua è la o fermi ai bordi della strada a rifiatare. Percentuale subito ampiamente a doppia cifra con tratti al 14 e poi 17 e 18 % intervallati da piccoli tratti dove comunque si riesce a rifiatare. Diversamente dal versante di Mazzo questo aspetto permette di salire ad una velocità media ampiamente superiore perchè in certi tratti si riesce perfino a fare velocità nell'ordine dei 15/18 orari fino a raggiungere la zona dove sono posizionati due tratti con ringhiere verdi a bordo strada dove la strada improvvisamente si impenna ed è difficile tenere a terra la ruota anteriore se si rimane seduti. Dall'inizio e fino a qui la strada ha un fondo bellissimo, in quanto tutta asfaltata a nuovo e sembra un vero biliardo e questo certamente aiuta a salita. Poco prima del decimo chilometro si raggiunge un tratto in discesa (prima in terra mentre ora perfettmente asfaltato). Controllo il Garmin e lo strumento mi dice che sono salito ad oltre 10 km orari di media sempre ad una Vam ampiamente sopra i 1000 (nei tratti più ripidi mi indica anche oltre 1250) e mi sento estremamente soddisfato della salita perchè oltretutto mi sento bene diversamente da quello che provo di solito sul versante classico. Purtroppo il bello (od il brutto) viene proprio al termine della discesa dove dopo una bella cascina sulla sinistra si intravede una vera e propria "rampa del garage" perfettamente cementata con delle striscie a lisca di pesce per evitare di perdere aderenza. Da quel punto in poi si apre un altro mondo, una salita brutale, bestiale all'inverosimile (non sono mai riuscito a guardare il Garmin per capire a che percentuale la strada saliva anche se a sensazione ampiamente sopra i 20) che per 1 chilometro e rotti non ti da tregua e devi concentrarti per cercare di coordinare i movimenti e sentire il tiro di catena (e pregare che non succeda appunto niente alla stessa catena ad al cambio altrimenti sarebbero stati dolori). In questo pezzo ho incontrato 4/5 stralunati ciclisti fermi ai bordi della strada che salivano a piedi e mi guardavano credendomi forse un marziano perchè riuscivo a stare in sella e per salire mi ero praticamente appiattito sulla bicicletta con le mani che strappavano le leve ed il fondo schiena a tratti quasi dietro la sella :wacko: Alla fine fortunatamente ho intravisto un bivio a destra che ti immette sull'ultimo tratto del versante classico per affrontare gli ultimi 1,5 km fino al passo (il giro e la Gf invece non salgono fino in cima ma svoltano subito per Grosio). Questi ultimi 1,5 km mi sono sembrati i km in salita più facili della mia vita, tanta è la differenza con gli ultimi chilometri appena affrontati. Una volta sul passo con già la presenza di molti camperisti e ciclisti stranieri (a proposito avrò incontrato 2 o 3 italiani in bici contro i moltissimi gruppi tedeschi e svizzeri) mi sono rifocillato con una banana e poi ho ripreso i miei passi e sono ridisceso fino al bivio di Grosio dove la strada sempre perfettamente asfaltata presenta i primi km con molti tornanti tecnici inframezzati da qualche rettilineo molto veloce soprattutto verso la metà e la fine della discesa. Per chi monta i tubolari (come me) attenzione perchè i cerchi tendono a scaldarsi molto in quanto la discesa è comunque molto ripida anche da questo versante e pertanto molta attenzione a non scollare le coperture. Arrivato a Grosio mi sono fatto fare un paninazzo da una gentile signora in un negozietto poco prima di Mazzo. Caffettino al bar e poi ho ricominciato a risalire il Mortirolo dal versante classico. Ala fine erano ormai le 13 e rotti ed il sole a picco mi stava cuocendo ma con slancio (con sosta alla famosa fontanina a prendere acqua fresca) sono riuscito ad arrivare di nuovo sul passo con un altrettanto discreto tempo, all'incirca 1 ora e 35 contro l'ora e 15 del versante fato la mattina. Discesa velocissima da Monno ed casa a mangiarmi un chilo di pasta per recuperare. Comunque una bellissima esperienza. A proposito, avevo anche una telecamerina sul manubrio che purtroppo registra solo circa 40 minuti in continuo e che si è esaurita proprio poco prima del tratto in cemento. Se riesco a pubblicarla poi posto il video.... Uff... Ciao ciao ci si vede domenica prossima.... [/QUOTE]
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