News I casi doping di Sicot e Preidler

Shinkansen

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20 Giugno 2006
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Questa secondo me è la domanda interessante. Potrebbe anche essere che ci siano corridori che non hanno le qualità e che si dopano per rimanere ad un livello che non è il loro, ma allora sorge la domanda sul perché prenderli? Ormai con i test scientifici ed il monitoraggio continuo delle prestazioni uno staff qualificato (che ogni squadra ha) dovrebbe accorgersi se uno ha le carte in regola per correre ad una erto livello (il più alto). Se no perché prenderlo? Cosa porta un Preidler? Soldi? Sponsor? Mah.
Oppure (lo dico malignamente) le seconde linee sono meno seguite delle prime e più inclini ad errori di dosaggio. Tanto una seconda linea la si rimpiazza senza problemi, mentre un top rider, oltre al danno immenso di immagine, è molto più difficile da sostituire.
 

 

Shinkansen

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Ok, ma come viene applicata? Se beccano un giocatore dopato la squadra viene sanzionata? In che modo?
No, nel calcio le colpe sono individuali. La responsabilità oggettiva vale solo nei confronti dei tifosi. Infatti, le curve ne approfittano per ricattare le società.
 

Ser pecora

Diretur
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Oppure (lo dico malignamente) le seconde linee sono meno seguite delle prime e più inclini ad errori di dosaggio. Tanto una seconda linea la si rimpiazza senza problemi, mentre un top rider, oltre al danno immenso di immagine, è molto più difficile da sostituire.
Nel caso della Sicot si può pensare ad un errore del genere, ma Preidler non è mai stato beccato all'antidoping, ma ha confessato in un'indagine di polizia.
Si è sottoposto a trasfusioni ed ha assunto Gh, il che implica che non sia stato rilevato nemmeno al passaporto biologico.Il che rappresenta una solida difesa a favore della squadra.
 

samuelgol

Schützen
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...........
Resta appunto la domanda se sia possibile o meno che oggi (o nel 2017) in una squadra si possa rimanere all'oscuro che un proprio corridore si dopi o meno. E non col salbutamolo e basta, ma nel caso specifico con trasfusioni e Gh.
È una vera domanda che faccio, non retorica. Perché i meccanismi dietro queste cose non sono banali.
Personalmente già mi sembra più difficile che un allenatore non si accorga di assunzione di epo.
..............
Se quando inizi il rapporto con l'altro soggetto (allenatore o squadra) sei già carico e dunque mostri un certo livello iniziale, potrebbe anche non dare nell'occhio. La realtà è che io credo che molti sappiano, ma non necessariamente tutti. Soprattutto le squadre più grosse, le WT, almeno in alcuni casi, siano ben chiare con i loro atleti e siano le prime a controllarli. Non ce lo vedo uno Sky, Trek, Astana palesemente carico che viene lasciato correre. Lo fermano loro, magari con una scusa. Quando accade (raramente, spesso sono corridori di squadre minori), magari sfugge al loro stesso controllo. Viceversa le squadre minori, almeno alcune, credo chiudano proprio gli occhi, oberate dalla necessità del risultato a qualunque costo ancor più di quelle grosse.
In teoria, ma in pratica è una cosa illegittima.
Se veramente un corridore ha fatto da solo perché deve pagare la squadra? Non sono un giurista, ma credo che cosi si contravvenga al principio di responsabilità personale............
La responsabilità oggettiva può essere prevista nell'ordinamento sportivo (in altri ambiti si parla di responsabilità solidale ma è simile il risultato finale, ossia paga qualcuno che non ha direttamente commesso la violazione, anche se in quel caso solo se non paga il responsabile della violazione.) Però nello sport moderno, a cominciare dal calcio è quasi del tutto sparita. Troppo grandi gli interessi economici in ballo di una troppo grande pluralità di soggetti (si pensi alle società quotate, ma anche sponsor ecc.). Una responsabilità oggettiva pura stile anni 80 (un calciatore vende una partita e la squadra anche se all'oscuro retrocede), coinvolgerebbe troppi soggetti realmente non responsabili in alcuna maniera. Di fatto solo per responsabilità gravissime ai massimi livelli, paga anche la società. Nel caso del ciclismo, se scoprono, Vinokourov o Brailsford o Rijs (ho scelto questi perché stanno sulle balle a molti e nessuno si offenderà) che dopano tutti o quasi i loro atleti, ci sta che la squadra venga squalificata....per singoli atleti, è difficile.....anche se comunque la positività ripetuta in un arco di tempo breve se non erro, coinvolge anche le squadre a livello di sospensione temporanea.
 

Ser pecora

Diretur
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Dichiarazione di Fred Grappe, direttore performance della Groupama:

"Non siamo infallibili, ma non ci siamo accorti di niente malgrado tutti gli strumenti specifici nel monitoraggio dell'attività del corridore che utilizziamo. Preidler ha corso al livello di prestazioni che ci aspettavamo, niente di più".
 

gasht

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6 Febbraio 2005
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con gruppi shimano
Dichiarazione di Fred Grappe, direttore performance della Groupama:

"Non siamo infallibili, ma non ci siamo accorti di niente malgrado tutti gli strumenti specifici nel monitoraggio dell'attività del corridore che utilizziamo. Preidler ha corso al livello di prestazioni che ci aspettavamo, niente di più".
può darsi pure che gli effetti del doping siano molto sovrastimati dal grande pubblico.
il corridore li usa come assicurazione sulla prestazione. ossia presentarsi sicuramente in forma per l'appuntamento ma che in termini percentuali sulla prestazione massimale il doping non conti come lo si voglia far credere. specie questo doping che si vede e non si vede.

ossia il doping non ti fa passare sulla salita finale da 1600 di vam a 1700 di vam ma ti assicura di andare almeno a 1600 di vam quando magari senza in giornata non buona puoi andare sotto a questa cifra, creandoti casini all'interno della squadra.
 

Doppiomisto

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No, nel calcio le colpe sono individuali. La responsabilità oggettiva vale solo nei confronti dei tifosi. Infatti, le curve ne approfittano per ricattare le società.

...

Alla luce di quanto sinora esposto, l’articolo in esame prevede un vero e proprio trasferimento, in capo alla società di calcio, della responsabilità soggettiva di tutte le persone che, a vario titolo, agiscono nell’interesse della medesima società, o comunque svolgono attività rilevante per l’ordinamento sportivo.

Nell’attuale ordinamento sportivo, la responsabilità in esame viene attribuita a seguito dell’accertamento delle condotte soggettive per: – violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità (art.1 bis comma 1 C.G.S.) – dichiarazioni lesive rilasciate da un tesserato (art.5 C.G.S.: decisione C.F.A. emessa con C.U. n.33/CFA 2014-2015 dell’11.03.15. in merito al deferimento M. Ferrero), – divieto di scommesse (art.6: sul punto si richiama la decisione della C.G.F. – Sez. Un. C.U. n.171/ 2012 -2013 del 06.02.13. S.S.C. Napoli/ M. Gianello +2), – illecito sportivo (art. 7 comma 4), – obbligo di denuncia in materia d’illecito sportivo (art.7 comma 7: si pensi al caso A. Conte), – violazione in materia gestionale ed economica (art.8: ad esempio, si pensi all’illecito disciplinare commesso dal presidente del collegio sindacale della società di calcio), – violazione in materia di tesseramento (art.10), – comportamenti o dichiarazioni discriminatori (art.11), – prevenzione di fatti violenti (art.12 si annoverano anche le dichiarazioni del tesserato, dirigente, socio …… che in qualunque modo contribuiscono a determinare fatti violenti), – fatti violenti dei sostenitori (art.14 C.G.S.).

...

Quindi non solo i tifosi.
 

Ser pecora

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può darsi pure che gli effetti del doping siano molto sovrastimati dal grande pubblico.
il corridore li usa come assicurazione sulla prestazione. ossia presentarsi sicuramente in forma per l'appuntamento ma che in termini percentuali sulla prestazione massimale il doping non conti come lo si voglia far credere. specie questo doping che si vede e non si vede.

ossia il doping non ti fa passare sulla salita finale da 1600 di vam a 1700 di vam ma ti assicura di andare almeno a 1600 di vam quando magari senza in giornata non buona puoi andare sotto a questa cifra, creandoti casini all'interno della squadra.
Nel caso di Gh e trasfusioni però dovrebbe vedersi almeno per la quantità di emoglobina.
Evidentemente no.

Per me l'interessante di queste cose è proprio cercare di capire il meccanismo. Nel senso che da come corrono e dalle prestazioni che hanno si dovrebbe risalire a cosa, eventualmente, prendono che non si conosce.
Ma questo è proprio quello che fa l'antidoping. Non è che cercano solo le sostanze conosciute. Anche se le conosciute sembrano ancora in voga in tutti gli sport:
Nei primi 6 mesi del 2019 sono stati trovati positivi nel ciclismo 15 corridori, di cui 7 pro su strada. Le peggiori cifre dal 2014.
L'Austria ha contribuito con 3 casi, ma non tramite l'antidoping, poi in testa ci sono Colombia (4 casi) e Slovenia (3 casi), questi si beccati con i controlli.
Su tutti gli sport WADA il podio di positività nel 2019 (Gennaio-Luglio) va al sollevamento pesi (33 casi), Baseball (20 casi) e Atletica (18). Quarto il ciclismo con 15 casi (1 Mtb, 1 Bmx, il resto strada).
A livello nazioni il podio è composto da: USA (35), Tailandia (18) e Italia (13).
 
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Ser pecora

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Alla luce di quanto sinora esposto, l’articolo in esame prevede un vero e proprio trasferimento, in capo alla società di calcio, della responsabilità soggettiva di tutte le persone che, a vario titolo, agiscono nell’interesse della medesima società, o comunque svolgono attività rilevante per l’ordinamento sportivo.


Quindi non solo i tifosi.
Quello è il codice di giustizia sportiva, in cui io leggo:

  1. Il presente Codice non si applica ai procedimenti relativi a violazioni delle norme sportive antidoping nonché agli organi competenti per l’applicazione delle corrispondenti sanzioni.
 

samuelgol

Schützen
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Quello è il codice di giustizia sportiva, in cui io leggo:

  1. Il presente Codice non si applica ai procedimenti relativi a violazioni delle norme sportive antidoping nonché agli organi competenti per l’applicazione delle corrispondenti sanzioni.
Di fatto, non applicano una responsabilità oggettiva seria nemmeno per molte altre violazioni. E' rimasta quasi solo la responsabilità diretta
 

Doppiomisto

Apprendista Scalatore
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Alcune...
Quello è il codice di giustizia sportiva, in cui io leggo:

  1. Il presente Codice non si applica ai procedimenti relativi a violazioni delle norme sportive antidoping nonché agli organi competenti per l’applicazione delle corrispondenti sanzioni.
Davo per scontato che i casi di doping rientrassero in questa fattispecie: violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità (art.1 bis comma 1 C.G.S.)

Stando così le cose la strada è ancora lunga...
 

Ser pecora

Diretur
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Stando così le cose la strada è ancora lunga...
La strada è lunga perché manca un'uniformità a livello internazionale. Se ogni paese ha il suo codice, ogni paese lo implementa a modo suo. L'UCI, che commina le sospensioni o le squalifiche, può solo recepire quello che deliberano i vari paesi.

L'esempio noto è Armstrong. Il suo caso non avrebbe mai portato ad una squalifica a vita e ritiro dei titoli in altri paesi.
 

Maverik89

Apprendista Passista
15 Dicembre 2009
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lsdb 666 road
beh decontestualizzi molto, fai un taglia e cuci più ampio!
"La cosa ovviamente potrebbe non essere propriamente cosi, ma fino al risultato delle controanalisi chiaramente ogni giudizio va sospeso. Nel frattempo il quotidiano francese L’Equipe ha tentato di contattare Franck Alaphilippe per avere dei commenti, ma senza successo."

alla fine se mi virgoletti solo una parola di tutto l'articolo perde significato tutto.....
 

Ser pecora

Diretur
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Altro aggiornamento: L'Equipe ha avuto risposta da Franck Alaphilippe, il quale dice che ha cominciato ad allenarla praticamente gratis dall'inizio dello scorso inverno, perché la Sicot lo ha cercato dato che si era stufata del suo vecchio allenatore (sono della stessa regione). Il suo lavoro è consistito solamente a visionare i file che lei caricava su un sito (Velobook) e fargli quindi delle tabelle da seguire. E che in ogni caso da quando ha cominciato ad allenarla non aveva visto alcun miglioramento nelle prestazioni.
Poi prima de La Course by Le Tour la Sicot gli ha comunicato che non avrebbe partecipato a causa di un tasso troppo elevato di ferro causato delle mestruazioni (che lei adduce come causa del controllo positivo). Giustificazione che Franck ha trovato strana.

Totale, si dice "disgustato" (sic) della vicenda, che ora gli pone non pochi problemi a livello di immagine ed ammette che pure suo cugino (Julian) è non poco innervosito dalla cosa.
 

cbr70

Apprendista Velocista
6 Giugno 2018
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Specy
ma i team con tanto di staff medico non sono sanzionati se un loro corridore risulta positivo?
se no , non finira' mai a mio avviso la lotta al doping . Al contrario se iniziassero a toccare gli interessi delle squadre , ho come il presentimento che nessuno corridore si azzarderebbe a fare nulla. magari , anzi sicuramente dico una azzata
 
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cucuriello

Pignone
3 Settembre 2010
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Impossibile che squadre, allenatori e medici non sappiamo nulla se uno si dopa o meno, gli atleti vengono monitorati di continuo e forse anche esaminati, per vedere se uno è o meno in forma, quindi sanno benissimo quando uno va più del dovuto.
Secondo me dopare le seconde linee che non vincono mai, serve per aver gregari forti che aiutano a controllare la corsa quando serve.
Poi spariscono nelle retrovie a fine tappa e non vengono controllati.
ci sono stati casi eclatanti di programmi di doping di squadra, concordati da tutti, vale a dire direttori sportivi, medici, atleti
tuttavia, esistono anche casi in cui l'atleta (che magari segue già un programma di doping di squdra, oppure no) decide personalmente di bombarsi a casa sua, praticandosi iniezioni, trasfusioni, etc...
Quello che è certo è una cosa: nel ciclismo professionistico il doping dilaga! Forse anche in quello dilettantistico
 

cucuriello

Pignone
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Specialized Tarmac
ma i team con tanto di staff medico non sono sanzionati se un loro corridore risulta positivo?
se no , non finira' mai a mio avviso la lotta al doping . Al contrario se iniziassero a toccare gli interessi delle squadre , ho come il presentimento che nessuno corridore si azzarderebbe a fare nulla.
Giusta osservazione!
Nessuno no, ma qualcosa potrebbe cambiare. Soprattutto qualche squadra metterebbe dei vincoli contrattuali per tutelarsi nei casi di doping "personale" per poter licenziare l'atleta che risulta colpevole. Altrimenti le squadre avrebbero solo da perderci.
Ma ci sono tanti soldini in ballo, i soldini entrano nelle tasche di tutti, quindi tutti hanno l'interesse comune a fare finta di niente, oppure a non volere andare troppo a fondo, continuando a vivere di ciclismo e dal ciclismo. Medici, giornalisti, atleti, preparatori, etc... è tutta gente che tiene la bocca chiusa, per convenienza.
Chi fa denunce, scrive libri inchiesta sul doping è gente uscita dal movimento che conta e che non ha modo di rientrarvi. Molto semplice.
 

lap74

Apprendista Passista
[TrainerRoad] Team BDC
21 Maggio 2008
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Ascoli Piceno
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Bianchi Specialissima Sram Red Etap Quarq DZero
Ultim'ora OT ma non troppo.....
Nel frattempo hanno beccato un pesce grosso, almeno nella mtb:

Era l'unica donna italiana convocata per il mondiale marathon di domenica ed era anche tra le favorite, quest'anno aveva fatto una stagione mostruosa.
 

cucuriello

Pignone
3 Settembre 2010
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Specialized Tarmac
Oppure torniamo ai tempi di Coppi. Ognuno si faccia quello che vuole e buonanotte. Se crepano durante le gare, affari loro!
L'unica differenza è che una volta il doping era rudimentale, oggi vi è una preparazione medica sotto. Gente laureata che viene pagata per suggerire il migliore metodo per imbrogliare, vincere e non farsi beccare.