Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Allenamento
Metodologie di allenamento
Il Vento e la Bici da Corsa
Testo
<blockquote data-quote="gleitzahl" data-source="post: 3593333" data-attributes="member: 12209"><p>Allora,</p><p>se mi permettete, provo a fare un po' di chiarezza, sfatare qualche mito e forse dare qualche consiglio.</p><p></p><p>1. il vento, per i ciclisti, è quasi sempre contrario. </p><p>VERO, e la sfortuna non c'entra! </p><p>Al vento che soffia da una certa direzione si somma (vettorialmente, per chi sa cosa significa) il vento creato dalla velocità del ciclista. Mi spiego meglio. Se in una giornata di zero vento pedalate a 30 km/h, avvertirete esattamente 30 km/h di vento contrario. Appena vi fermate il vento cessa per magia, e appena ripartite ricomincia, e voi smadonnate perché vi sentite presi in giro.</p><p>Allo stesso modo, se in una giornata di vento "reale" (per differenziarlo dal "vento di velocità" appena descritto) a 10 km/ pedalate controvento a 30 km/h ne avvertirete 30+10=40 in faccia, e farete ovviamente più fatica. Quando fate dietrofront, pedalando alla stessa velocità in compenso avvertirete 30-10=20km/h, e quindi ben la metà di prima(!), e di conseguenza molta meno fatica. Quello avvertito dal ciclista si chiama "vento apparente". Ora, considerate che la resistenza prodotta da un ciclista in pianura a media velocità è per circa il 75% aerodinamica...</p><p>Mentre il vento di velocità arriva per forza di cose solo in faccia al ciclista, il vento reale può venire da qualunque direzione. I due si combinano vettorialmente per dar luogo al vento apparente, e le combinazioni sono infinite, ma è un dato di fatto che esso è favorevole al ciclista (cioé viene da dietro) solo quando il vento reale proviene da dietro, da un angolo abbastanza ristretto, possiamo dire all'ingrosso nel 30% circa dei casi. </p><p>Per fare un esempio banale: pedalando a 20 km/h con un vento di 20 km/h esattamente di traverso, il ciclista avvertirà circa 28 km/ di vento che proviene da una direzione a 45° di fronte (e quindi, benché il vento soffi dal suo traverso, lui ne verrà sensibilmente ostacolato).</p><p></p><p>2. pedalare controvento</p><p>Abbiamo detto che il 75% della resistenza che produciamo è aerodinamica, quindi per pedalare in modo efficiente controvento la cosa migliore che si può fare è ridurre la propria sezione frontale, e cioé:</p><p>- mani in presa bassa, corpo abbassato, schiena piatta</p><p>- gomiti stretti</p><p>- ginocchia strette</p><p>La resistenza prodotta dal vento è equiparabile ad una salita (si possono fare conti precisi), e quindi è utile scegliere rapporti più agili esattamente come fareste in salita, magari scalando nelle raffiche più forti e tornando ad indurire quando il vento cala.</p><p>Se poi potete scegliervi il percorso, cercate per quanto possibile di iniziare il vostro giro andando contro vento, in modo da terminarlo, quando sarete più stanchi, con il vento che soffia a favore. Allo stesso modo, meglio la salita controvento e la pianura col vento alle spalle che non viceversa.</p><p></p><p>3. vento e sicurezza</p><p>Quando il vento è forte, controllare la bici può diventare problematico anche senza ruote ad alto profilo o raggi piatti, che aggravano la situazione. Attenzione in particolare a queste situazioni:</p><p>a) raffiche o variazioni di direzione del vento improvvise causate da ostacoli come scarpate, terreno, edifici, muri, strade laterali, e chi più ne ha più ne metta</p><p>b) variazioni di direzione del vento apparente nelle curve, rotonde, ecc.: potreste ad esempio iniziare una curva tranquillamente con vento a favore e terminarla con una bella raffica laterale che vi butta fuori strada...</p><p>c) "ombra" di veicoli che vi sorpassano o vi incrociano: ad esempio, su una strada diritta con forte vento laterale da sinistra, per mantenere la direzione sarete costretti ad "appoggiarvi" con il corpo verso il vento, a volte anche in modo sensibile. Se un camion o un autobus vi sorpassano vi faranno improvvisamente ombra, e il vento cesserà di colpo: se non siete pronti a raddrizzarvi una sbandata anche violenta verso il centro della strada, o peggio verso il veicolo che vi sta sorpassando, è quasi certa!</p><p>d) discesa con vento forte: ogni curva rappresenta un rischio potenzialmente elevato! Presa salda sul manubrio, velocità limitata e pronti a reagire.</p><p></p><p>Detto questo, il vento è parte integrante della nostra attività, e una volta imparato a conoscerlo lo si può sopportare molto bene, provare per credere!</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="gleitzahl, post: 3593333, member: 12209"] Allora, se mi permettete, provo a fare un po' di chiarezza, sfatare qualche mito e forse dare qualche consiglio. 1. il vento, per i ciclisti, è quasi sempre contrario. VERO, e la sfortuna non c'entra! Al vento che soffia da una certa direzione si somma (vettorialmente, per chi sa cosa significa) il vento creato dalla velocità del ciclista. Mi spiego meglio. Se in una giornata di zero vento pedalate a 30 km/h, avvertirete esattamente 30 km/h di vento contrario. Appena vi fermate il vento cessa per magia, e appena ripartite ricomincia, e voi smadonnate perché vi sentite presi in giro. Allo stesso modo, se in una giornata di vento "reale" (per differenziarlo dal "vento di velocità" appena descritto) a 10 km/ pedalate controvento a 30 km/h ne avvertirete 30+10=40 in faccia, e farete ovviamente più fatica. Quando fate dietrofront, pedalando alla stessa velocità in compenso avvertirete 30-10=20km/h, e quindi ben la metà di prima(!), e di conseguenza molta meno fatica. Quello avvertito dal ciclista si chiama "vento apparente". Ora, considerate che la resistenza prodotta da un ciclista in pianura a media velocità è per circa il 75% aerodinamica... Mentre il vento di velocità arriva per forza di cose solo in faccia al ciclista, il vento reale può venire da qualunque direzione. I due si combinano vettorialmente per dar luogo al vento apparente, e le combinazioni sono infinite, ma è un dato di fatto che esso è favorevole al ciclista (cioé viene da dietro) solo quando il vento reale proviene da dietro, da un angolo abbastanza ristretto, possiamo dire all'ingrosso nel 30% circa dei casi. Per fare un esempio banale: pedalando a 20 km/h con un vento di 20 km/h esattamente di traverso, il ciclista avvertirà circa 28 km/ di vento che proviene da una direzione a 45° di fronte (e quindi, benché il vento soffi dal suo traverso, lui ne verrà sensibilmente ostacolato). 2. pedalare controvento Abbiamo detto che il 75% della resistenza che produciamo è aerodinamica, quindi per pedalare in modo efficiente controvento la cosa migliore che si può fare è ridurre la propria sezione frontale, e cioé: - mani in presa bassa, corpo abbassato, schiena piatta - gomiti stretti - ginocchia strette La resistenza prodotta dal vento è equiparabile ad una salita (si possono fare conti precisi), e quindi è utile scegliere rapporti più agili esattamente come fareste in salita, magari scalando nelle raffiche più forti e tornando ad indurire quando il vento cala. Se poi potete scegliervi il percorso, cercate per quanto possibile di iniziare il vostro giro andando contro vento, in modo da terminarlo, quando sarete più stanchi, con il vento che soffia a favore. Allo stesso modo, meglio la salita controvento e la pianura col vento alle spalle che non viceversa. 3. vento e sicurezza Quando il vento è forte, controllare la bici può diventare problematico anche senza ruote ad alto profilo o raggi piatti, che aggravano la situazione. Attenzione in particolare a queste situazioni: a) raffiche o variazioni di direzione del vento improvvise causate da ostacoli come scarpate, terreno, edifici, muri, strade laterali, e chi più ne ha più ne metta b) variazioni di direzione del vento apparente nelle curve, rotonde, ecc.: potreste ad esempio iniziare una curva tranquillamente con vento a favore e terminarla con una bella raffica laterale che vi butta fuori strada... c) "ombra" di veicoli che vi sorpassano o vi incrociano: ad esempio, su una strada diritta con forte vento laterale da sinistra, per mantenere la direzione sarete costretti ad "appoggiarvi" con il corpo verso il vento, a volte anche in modo sensibile. Se un camion o un autobus vi sorpassano vi faranno improvvisamente ombra, e il vento cesserà di colpo: se non siete pronti a raddrizzarvi una sbandata anche violenta verso il centro della strada, o peggio verso il veicolo che vi sta sorpassando, è quasi certa! d) discesa con vento forte: ogni curva rappresenta un rischio potenzialmente elevato! Presa salda sul manubrio, velocità limitata e pronti a reagire. Detto questo, il vento è parte integrante della nostra attività, e una volta imparato a conoscerlo lo si può sopportare molto bene, provare per credere! [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Allenamento
Metodologie di allenamento
Il Vento e la Bici da Corsa
Alto
Basso