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<blockquote data-quote="bradipus" data-source="post: 6648947" data-attributes="member: 17208"><p>bellissimo (come quasi tutte le opere di Vonnegut) Mattatoio n.5, sul bombardamento di Dresda.</p><p></p><p>io in questo periodo ho affrontato due bei libri di un certo impegno, visto il numero di pagine: 'Horcynus Orca' di Stefano D'Arrigo e 'I quaranta giorni del Mussa Dagh' di Franz Werfel.</p><p></p><p>il primo, 1.250 pagine circa, è l'opera della vita di D'Arrigo, che ci lavorò per vent'anni. Impegnativo da leggere, visto il linguaggio usato (un misto di dialetto siciliano, italiano 'alto' e vocaboli creati dall'autore), è una specie di 'Ulysses' italiano, con il ritorno a casa del protagonista dopo l'otto settembre. Opera molto affascinante e che richiede molta pazienza.</p><p></p><p>il libro di Werfel tratta in maniera romanzata il genocidio armeno del 1915, ad opera dei Turchi.</p><p>Werfel lo scrisse dopo un viaggio in Oriente in compagnia di Alma Mahler (*), durante il quale venne a conoscenza di quanto successo dopo aver incontrato alcuni sopravvissuti al massacro, la cui portata è ancor oggi oggetto di controversie (si parla di circa un milione e mezzo di vittime).</p><p></p><p>(*) quello di Alma Mahler, nata Schindler, è un bel personaggio da conoscere. Giovanissima amante di Kokoschka, sposò il compositore Gustav Mahler e, alla sua morte, l'architetto Walter Gropius, fondatore della Bauhaus. Separatasi da lui, divenne poi moglie di Franz Werfel, con il quale fuggì in America all'avvento del nazismo.</p><p>Fu al centro della vita culturale viennese del primo Novecento, dal suo salotto passarono praticamente tutti i musicisti, scrittori ed artisti del mondo germanico. La sua interessante autobiografia ('La mia vita')è edita in Italia da Castelvecchi.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bradipus, post: 6648947, member: 17208"] bellissimo (come quasi tutte le opere di Vonnegut) Mattatoio n.5, sul bombardamento di Dresda. io in questo periodo ho affrontato due bei libri di un certo impegno, visto il numero di pagine: 'Horcynus Orca' di Stefano D'Arrigo e 'I quaranta giorni del Mussa Dagh' di Franz Werfel. il primo, 1.250 pagine circa, è l'opera della vita di D'Arrigo, che ci lavorò per vent'anni. Impegnativo da leggere, visto il linguaggio usato (un misto di dialetto siciliano, italiano 'alto' e vocaboli creati dall'autore), è una specie di 'Ulysses' italiano, con il ritorno a casa del protagonista dopo l'otto settembre. Opera molto affascinante e che richiede molta pazienza. il libro di Werfel tratta in maniera romanzata il genocidio armeno del 1915, ad opera dei Turchi. Werfel lo scrisse dopo un viaggio in Oriente in compagnia di Alma Mahler (*), durante il quale venne a conoscenza di quanto successo dopo aver incontrato alcuni sopravvissuti al massacro, la cui portata è ancor oggi oggetto di controversie (si parla di circa un milione e mezzo di vittime). (*) quello di Alma Mahler, nata Schindler, è un bel personaggio da conoscere. Giovanissima amante di Kokoschka, sposò il compositore Gustav Mahler e, alla sua morte, l'architetto Walter Gropius, fondatore della Bauhaus. Separatasi da lui, divenne poi moglie di Franz Werfel, con il quale fuggì in America all'avvento del nazismo. Fu al centro della vita culturale viennese del primo Novecento, dal suo salotto passarono praticamente tutti i musicisti, scrittori ed artisti del mondo germanico. La sua interessante autobiografia ('La mia vita')è edita in Italia da Castelvecchi. [/QUOTE]
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