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Allenamento
Metodologie di allenamento
Indoor e il primo principio
Testo
<blockquote data-quote="canserbero" data-source="post: 7412482" data-attributes="member: 107540"><p>Cerco di far pochi preamboli: discussione dedicata a considerazioni riguardanti il microclima che si crea nella propria “tana della sofferenza” durante le sessioni indoor.</p><p></p><p>Aneddoto: qualche giorno fa ho fatto una sessione di 90” blanda e per l’occasione ho climatizzato, per quanto son riuscito, la stanza usando un climatizzatore portatile con BTU sufficienti in relazione alla metratura della stanza. Allenamento eseguito con condizionatore in funzione (non puntato su di me) e due ventilatori puntati (fronte e retro). Ad inizio allenamento la temperatura della stanza era X gradi, la stanza di ea ovviamente chiusa è l’unica forma di ventilazione era quella forzata data dai ventilatori. Dopo i 90’ la temperatura era di X+1.5 gradi.</p><p></p><p>Facendo qualche ricerca sono venuto a conoscenza che in condizioni prestabilite (pressione) per alzare di 1 grado centigrado la temperatura di 1 metri cubo di aria sono necessari appena 1.23 kjoule di lavoro. Quindi per una stanza di dimensioni 4x4x3 (48 metri cubi) per alzare la temperatura di un grado in un’ora sono necessari appena circa 17w.</p><p></p><p>Quindi, prendendo per ragionevolmente buono il fatto che nella stanza in cui mi sono allenato non c’era scambio con l’esterno (tutto chiuso, tranne piccolo pertugio per il tubo del condizionatore), non c’è da meravigliarsi che il condizionatore poco abbia potuto fare contro gli almeno 600w dispersi dal sottoscritto in calore (la potenza è stata costante a 200w), a cui va aggiunto il calore disperso dal trainer e dai due ventilatori.</p><p></p><p>Chiudo dicendo che stamattina ho fatto 4h di fondo, stanza con due porte finestre aperte, 25 gradi e 75% di umidità (secondo il mio igrometro) e quattro ventilatori (uno frontale, due di lato e uno posteriore) son stati il minimo sindacale per portare a casa la seduta senza cedere malamente per gli effetti di raffreddamento inadeguato (il motivo conduttore della settimana scorsa).</p><p></p><p>Scrivo questo per dare degli spunti di riflessione circa le difficoltà dell’allenamento indoor al di fuori della stagione invernale. Ho portato qualche esempio che riguarda solo il fondo, a voi i pensieri di sedute ad alta intensità.</p><p>Lungi dal voler andare nel dettaglio sulle condizioni della stanza nelle quali ho “svolto” gli “esperimenti”, so benissimo che gli esempi hanno una validità limitata, ma è alla portata di chiunque fare delle prove.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="canserbero, post: 7412482, member: 107540"] Cerco di far pochi preamboli: discussione dedicata a considerazioni riguardanti il microclima che si crea nella propria “tana della sofferenza” durante le sessioni indoor. Aneddoto: qualche giorno fa ho fatto una sessione di 90” blanda e per l’occasione ho climatizzato, per quanto son riuscito, la stanza usando un climatizzatore portatile con BTU sufficienti in relazione alla metratura della stanza. Allenamento eseguito con condizionatore in funzione (non puntato su di me) e due ventilatori puntati (fronte e retro). Ad inizio allenamento la temperatura della stanza era X gradi, la stanza di ea ovviamente chiusa è l’unica forma di ventilazione era quella forzata data dai ventilatori. Dopo i 90’ la temperatura era di X+1.5 gradi. Facendo qualche ricerca sono venuto a conoscenza che in condizioni prestabilite (pressione) per alzare di 1 grado centigrado la temperatura di 1 metri cubo di aria sono necessari appena 1.23 kjoule di lavoro. Quindi per una stanza di dimensioni 4x4x3 (48 metri cubi) per alzare la temperatura di un grado in un’ora sono necessari appena circa 17w. Quindi, prendendo per ragionevolmente buono il fatto che nella stanza in cui mi sono allenato non c’era scambio con l’esterno (tutto chiuso, tranne piccolo pertugio per il tubo del condizionatore), non c’è da meravigliarsi che il condizionatore poco abbia potuto fare contro gli almeno 600w dispersi dal sottoscritto in calore (la potenza è stata costante a 200w), a cui va aggiunto il calore disperso dal trainer e dai due ventilatori. Chiudo dicendo che stamattina ho fatto 4h di fondo, stanza con due porte finestre aperte, 25 gradi e 75% di umidità (secondo il mio igrometro) e quattro ventilatori (uno frontale, due di lato e uno posteriore) son stati il minimo sindacale per portare a casa la seduta senza cedere malamente per gli effetti di raffreddamento inadeguato (il motivo conduttore della settimana scorsa). Scrivo questo per dare degli spunti di riflessione circa le difficoltà dell’allenamento indoor al di fuori della stagione invernale. Ho portato qualche esempio che riguarda solo il fondo, a voi i pensieri di sedute ad alta intensità. Lungi dal voler andare nel dettaglio sulle condizioni della stanza nelle quali ho “svolto” gli “esperimenti”, so benissimo che gli esempi hanno una validità limitata, ma è alla portata di chiunque fare delle prove. [/QUOTE]
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