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Testo
<blockquote data-quote="Enrico84" data-source="post: 1359392" data-attributes="member: 6045"><p>il fatto dell'inserimento del lavoro credo dipenda ,che chi ha fatto un intensa attività dilettantistica fino a 26 anni e non sn riusciti a passare, è perchè il ciclismo di per se ti rende la vita un po asociale e quindi ti stacca molto dalla vita di tutti i gg..spesso una persona inizia la sua vita lavorativa ai 21 22 anni se no prima, magari prova un anno di università poi smette o viceversa, quindi entra prima nel mondo del lavoro ed è più facile inserirsi rispetto ad un ciclista che è abituato a fare lo sport come un lavoro, anche se nn hai da entrare alle 8 e uscire la sera..ma cmq t'impegna tantissimo di testa e ci sn un sacco di sacrifici da fare che spesso si rivoltano contro amici, fidanzata e mogli..le cose cmq sn molto cambiate negli ultimi anni, tanti ciclisti riescano a finire la scuola e a laurearsi e quindi ad avere qualcosa in mano..prima prima conoscevo un sacco di persona che la scuola nn la finivano, ma correvano e basta proprio perchè gia dal primo anno dilettante o ultimo juniores era stra stra impegnativo..bene o male ora le squadre ti danno la possibilità di terminare le superiori in tutta tranquillità in modo da andare in contro anche ai genitori che spesso nn sono molto daccordo per l'intensa attività che un ciclista fa rispetto magari ad un calciatore (tutto rispetto per chi fa calcio) che cmq ti permette di avere una vita sociale..</p><p>io per fortuna il diploma l'ho preso, ho avuto modo di lavorare sia come impiegato in un commerciale, sia come rappresentante per la solita ditta, naturalmente nn era una cosa fissa e infatti il contratto finì..</p><p>io mi ricordo ancora che quando Giovanni Visconti correva da juniores alla Giusti per l'edilizia, in quegli anni doveva terminare le superiori, abitava ancora a Palermo e praticamente tutti i venerdi prendeva l'aereo per venire a correre in toscana e la domenica per tornar a casa poichè studiava ancora..quindi questi sn i motivi per cui è davvero difficile la vita di un ciclista..</p><p>Cmq bene o male molti ex corridori anche dilettanti rimangano nell'ambiente, come ds o accompagnatori visto che cè sempre bisogno..oppure trovano qualcosa per quello che hanno studiato..</p><p>io stesso ammiro chi fa il dilettante e riesce a laurearsi...perchè non è facile per nulla..</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Enrico84, post: 1359392, member: 6045"] il fatto dell'inserimento del lavoro credo dipenda ,che chi ha fatto un intensa attività dilettantistica fino a 26 anni e non sn riusciti a passare, è perchè il ciclismo di per se ti rende la vita un po asociale e quindi ti stacca molto dalla vita di tutti i gg..spesso una persona inizia la sua vita lavorativa ai 21 22 anni se no prima, magari prova un anno di università poi smette o viceversa, quindi entra prima nel mondo del lavoro ed è più facile inserirsi rispetto ad un ciclista che è abituato a fare lo sport come un lavoro, anche se nn hai da entrare alle 8 e uscire la sera..ma cmq t'impegna tantissimo di testa e ci sn un sacco di sacrifici da fare che spesso si rivoltano contro amici, fidanzata e mogli..le cose cmq sn molto cambiate negli ultimi anni, tanti ciclisti riescano a finire la scuola e a laurearsi e quindi ad avere qualcosa in mano..prima prima conoscevo un sacco di persona che la scuola nn la finivano, ma correvano e basta proprio perchè gia dal primo anno dilettante o ultimo juniores era stra stra impegnativo..bene o male ora le squadre ti danno la possibilità di terminare le superiori in tutta tranquillità in modo da andare in contro anche ai genitori che spesso nn sono molto daccordo per l'intensa attività che un ciclista fa rispetto magari ad un calciatore (tutto rispetto per chi fa calcio) che cmq ti permette di avere una vita sociale.. io per fortuna il diploma l'ho preso, ho avuto modo di lavorare sia come impiegato in un commerciale, sia come rappresentante per la solita ditta, naturalmente nn era una cosa fissa e infatti il contratto finì.. io mi ricordo ancora che quando Giovanni Visconti correva da juniores alla Giusti per l'edilizia, in quegli anni doveva terminare le superiori, abitava ancora a Palermo e praticamente tutti i venerdi prendeva l'aereo per venire a correre in toscana e la domenica per tornar a casa poichè studiava ancora..quindi questi sn i motivi per cui è davvero difficile la vita di un ciclista.. Cmq bene o male molti ex corridori anche dilettanti rimangano nell'ambiente, come ds o accompagnatori visto che cè sempre bisogno..oppure trovano qualcosa per quello che hanno studiato.. io stesso ammiro chi fa il dilettante e riesce a laurearsi...perchè non è facile per nulla.. [/QUOTE]
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