Rimane il mistero di come un atleta riesca a trovare le motivazioni per correre sapendo che tutto potrebbe essere cancellato. Un minimo mi mancherebbe sempre e a quei livelli anche un minimo potrebbe essere decisivo. Possibile che lui sia convinto al 100% che avrà ragione da poter correre come nulla fosse, senza sentirsi un minimo di spada di Damocle??
A parte che secondo me tutti sono incastrabili (volendo), perché tutti pur stando nel lecito di quanto consentito dai regolamenti e di quanto tecnicamente rilevabile prendono qualcosa, quindi un minimo di spada di Damocle, come dici tu, ce l'hanno tutti sempre.
Lui ora ha un procedimento in corso per cui mal che vada perderà qualche risultato e subirà una sospensione minima e d'altra parte ha un contesto organizzativo alle spalle che gli dà una certa tranquillità.
Il mistero magari riguarda casi limite come quello di Rasmussen, che con la storia della reperibilità ormai pienamente deflagrata e con la buona probabilità di una sospensione (oltretutto in un clima da caccia alle streghe ben diverso dalla situazione attuale) riesce ancora a vincere tappe. Ma anche lì sono tutte variabili che il ciclista professionista degli anni 2000, secondo me, mette in conto. Certo c'è anche chi non riesce a sopportare queste pressioni, magari anche perché gli voltano in molti le spalle, e certamente salta.