Tu hai una laurea in filosofia od affini, prima cosa

e fine OT.
E' chiaro e sottinteso che ti quotassi, come giustamente hai intuito, visto anche il tirar in ballo la questione linguistica e non poteva non essere in riferimento a quanto da te scritto. Volendo, non era nemmeno necessario. E' vero, è vero , i miei esempi non erano prettamente attinenti per il semplice fatto che non ne ho trovati di più validi. In questo caso dieta è un'abbreviazione di dieta dimagrante e pertanto, cambia letteralmente il senso della parola o , meglio, lo modifica rendendolo più specifico di ciò che dovrebbe essere. A me non piace, così come non piacciono il 90 % dei neologismi per il semplice fatto che se tutti fanno una cosa, non è detto che questa sia giusta. Certo resta il fatto che se tutti la fanno, questa diventa la regola . La consuetudine non può diventare la regola, o meglio se lo fa, a me non piace più di tanto. Mi fermo qui perchè so di non avere il tuo livello di cultura e pertanto non posso comunicare correttamente con te però sappi che ogni volta che sento " Non lo mangio, sono a dieta" mi viene una scarica di rabbia e mi trattengo dal protestare ma poi, ognuno faccia quel che vuole.
Senza andare sul difficile, s'intende equilibrio psico fisico. Nulla a che vedere con squilibrio mentale nel senso "peggiore" del termine. Cosa che non ho nè scritto nè pensato. E che non avrebbe infatti nessun senso. E' una mancanza di equilibrio a livello di stile di vita, emotivo etc etc. A volte anche una questione di insipienza. Come quello che beveva un litro e mezzo di pepsi al giorno senza sapere il male che gli faceva. Quindi non c'è nessuna malattia mentale di nessun tipo e non c'è nulla di male, quanto qualcosa di molto più semplice e risolvibile e lo dimostrano le tante persone che dimagriscono e tornano nel giusto peso forma dopo essere stati obesi.
Infatti secondo me conta anche l'approccio, ovvero la tecnica utilizzata. Un nutrizionista non è dio ma un medico che come tanti può sbagliare soprattutto se non fa una analisi a tutto tondo del paziente che ha davanti. Forse servirebbe più un "motivatore" che un medico, a volte.