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Alimentazione e biomeccanica
la colazione del ciclista.(parte 4)
Testo
<blockquote data-quote="bt3" data-source="post: 6780032" data-attributes="member: 62804"><p>La strategia ipotizzata da [USER=114278]@cbr70[/USER] è una delle alternative al protocollo classico (di cui hai parlato) per massimizzare le riserve di glicogeno prima di una gara.</p><p></p><p>Per capirne il senso si potrebbe considerare il caso di una colazione per-attività con lo scopo di ricaricare le riserve di glicogeno epatico (circa 100 g) intaccate durante il digiuno notturno. Ipotizzando una colazione da 600 kcal, con una ripartizione "normale" tra i macronutrienti del tipo 55% CHO, 15% PRO e 30% FAT, i CHO assunti sarebbero pari a circa 80 g. Mentre aumentando i CHO al 65% e riducendo i FAT al 20%, si assumerebbero circa 100 g di CHO. Quindi a parità di calorie, si assumerebbe una quantità di CHO che porterebbe ad una maggiore probabilità di partire con le riserve di glicogeno epatico piene.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bt3, post: 6780032, member: 62804"] La strategia ipotizzata da [USER=114278]@cbr70[/USER] è una delle alternative al protocollo classico (di cui hai parlato) per massimizzare le riserve di glicogeno prima di una gara. Per capirne il senso si potrebbe considerare il caso di una colazione per-attività con lo scopo di ricaricare le riserve di glicogeno epatico (circa 100 g) intaccate durante il digiuno notturno. Ipotizzando una colazione da 600 kcal, con una ripartizione "normale" tra i macronutrienti del tipo 55% CHO, 15% PRO e 30% FAT, i CHO assunti sarebbero pari a circa 80 g. Mentre aumentando i CHO al 65% e riducendo i FAT al 20%, si assumerebbero circa 100 g di CHO. Quindi a parità di calorie, si assumerebbe una quantità di CHO che porterebbe ad una maggiore probabilità di partire con le riserve di glicogeno epatico piene. [/QUOTE]
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