Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Magazine
BDC-MAG.com
Report, interviste, opinioni
La crisi del mercato bici vista dai rivenditori
Testo
<blockquote data-quote="FlandersCobbles" data-source="post: 7827009" data-attributes="member: 39883"><p>Immagina così: il ciclista si costruisce la bici come vuole lui (gruppo e ruote li compra subito, quindi zero compromessi sul setup), mentre il telaio top di gamma resta “in uso” con un canone per 3 anni.</p><p></p><p>Dopo 36 mesi hai tre strade classiche:</p><p></p><ul> <li data-xf-list-type="ul">passi al modello nuovo</li> <li data-xf-list-type="ul">riscatti il telaio</li> <li data-xf-list-type="ul">lo restituisci</li> </ul><p>Al di là della formula in sé, secondo me i vantaggi sarebbero interessanti.</p><p></p><p>Prima di tutto, accesso più facile all’alta gamma. Non tanto perché “costa meno”, ma perché non devi immobilizzare subito 5–6k solo per il telaio. Per chi cambia spesso, ha molto più senso spalmarlo nel tempo.</p><p></p><p>Poi c’è il tema aggiornamento. Oggi tra integrazione totale, standard che cambiano e geometrie che evolvono, dopo 2–3 anni molte bici sono già “vecchie” più a livello di mercato che di prestazioni. Un sistema così ti permetterebbe di stare sempre allineato senza dover rivendere ogni volta in autonomia.</p><p></p><p>Altro punto: gestione del rischio. Se dentro il canone ci metti un crash replacement serio o una garanzia estesa, togli una bella ansia legata al carbonio (soprattutto per chi usa davvero la bici, gare, viaggi, rulli ecc.).</p><p></p><p>Dal lato del brand, invece, il vero vantaggio sarebbe il controllo del ciclo vita del telaio. Ti rientra, lo controlli, lo ricondizioni e lo rivendi come usato certificato. In teoria crei un mercato dell’usato più stabile e meno “random” rispetto a quello attuale.</p><p></p><p>E per l’utente finale non è banale nemmeno questo: comprare un usato certificato dal produttore, sapendo che è stato verificato, ha tutto un altro senso rispetto al classico usato tra privati.</p><p></p><p>Chiaro, non è tutto rose e fiori: il valore residuo è difficile da prevedere, il rischio danni sul carbonio è reale e la standardizzazione nel nostro mondo è praticamente zero.</p><p></p><p>Però continuo a pensare che, almeno per chi cambia telaio ogni 2–3 anni o gira su alta gamma, una formula del genere potrebbe avere senso.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="FlandersCobbles, post: 7827009, member: 39883"] Immagina così: il ciclista si costruisce la bici come vuole lui (gruppo e ruote li compra subito, quindi zero compromessi sul setup), mentre il telaio top di gamma resta “in uso” con un canone per 3 anni. Dopo 36 mesi hai tre strade classiche: [LIST] [*]passi al modello nuovo [*]riscatti il telaio [*]lo restituisci [/LIST] Al di là della formula in sé, secondo me i vantaggi sarebbero interessanti. Prima di tutto, accesso più facile all’alta gamma. Non tanto perché “costa meno”, ma perché non devi immobilizzare subito 5–6k solo per il telaio. Per chi cambia spesso, ha molto più senso spalmarlo nel tempo. Poi c’è il tema aggiornamento. Oggi tra integrazione totale, standard che cambiano e geometrie che evolvono, dopo 2–3 anni molte bici sono già “vecchie” più a livello di mercato che di prestazioni. Un sistema così ti permetterebbe di stare sempre allineato senza dover rivendere ogni volta in autonomia. Altro punto: gestione del rischio. Se dentro il canone ci metti un crash replacement serio o una garanzia estesa, togli una bella ansia legata al carbonio (soprattutto per chi usa davvero la bici, gare, viaggi, rulli ecc.). Dal lato del brand, invece, il vero vantaggio sarebbe il controllo del ciclo vita del telaio. Ti rientra, lo controlli, lo ricondizioni e lo rivendi come usato certificato. In teoria crei un mercato dell’usato più stabile e meno “random” rispetto a quello attuale. E per l’utente finale non è banale nemmeno questo: comprare un usato certificato dal produttore, sapendo che è stato verificato, ha tutto un altro senso rispetto al classico usato tra privati. Chiaro, non è tutto rose e fiori: il valore residuo è difficile da prevedere, il rischio danni sul carbonio è reale e la standardizzazione nel nostro mondo è praticamente zero. Però continuo a pensare che, almeno per chi cambia telaio ogni 2–3 anni o gira su alta gamma, una formula del genere potrebbe avere senso. [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Magazine
BDC-MAG.com
Report, interviste, opinioni
La crisi del mercato bici vista dai rivenditori
Alto
Basso