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<blockquote data-quote="New" data-source="post: 361427" data-attributes="member: 1852"><p>anche su percorso ondulato</p><p></p><p></p><p></p><p></p><p>questo al punto 2 è un concetto interessante. quando sei arrivato in un sistema di funzionamento "stabile", ovvero nel tuo organismo hai attivato una combustione aerobica molto molto ricca di ossigeno, non è il cuore (fino ad un certo impegno, oltre ne parliamo dopo) a dover aumentare il suo impegno per mantenere all'aumentare della pendenza la stessa velocità e la stessa cadenza di pedalata. una variabile cambia, ma non è il battito cardiaco. è il consumo d'ossigeno per unità di tempo a cambiare. Ovviamente il consumo d'ossigeno tende ad arrivare vicino al nostro Vo2max (massimo valore di consumo d'ossigeno) dopodichè al raggiungimento di questo valore la combustione passa da aerobica ad anaerobica. ovviamente queste variaziono applicate al sistema devono essere graduali e lente, uno scatto in queste condizioni richiederebbe una quantità di zuccheri presenti nel sangue che non c'è disponibile da subito.</p><p></p><p>rimani lì quanto? in teoria ci puoi rimanere anche delle ore, i tuoi muscoli sono in uno stato di ossigenazione ottimale e sono luogo di una combustione aerobica che lascia una quantità di lattato minore di quella che viene resintetizzata dal processo stesso, quindi non hai accumulo di acido. io questo esercizio lo faccio sempre per circa una ventina di km quando ritorno a casa, appunto per permettere un'ottimale ossigenazione delle fasce muscolari e per smaltire l'acido lattico accumulato durante la fase di lavoro precedente (che può essere di altro tipo). è sorprendente una volta assimilati i meccanismi dell'esercizio la sensazione di benessere che si prova mentre il cardio segna il 90%... quando solo qualche mese prima andare in giro per strada a quelle frequenze con il 53 dentro sembrava un'utopia... :-)</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="New, post: 361427, member: 1852"] anche su percorso ondulato questo al punto 2 è un concetto interessante. quando sei arrivato in un sistema di funzionamento "stabile", ovvero nel tuo organismo hai attivato una combustione aerobica molto molto ricca di ossigeno, non è il cuore (fino ad un certo impegno, oltre ne parliamo dopo) a dover aumentare il suo impegno per mantenere all'aumentare della pendenza la stessa velocità e la stessa cadenza di pedalata. una variabile cambia, ma non è il battito cardiaco. è il consumo d'ossigeno per unità di tempo a cambiare. Ovviamente il consumo d'ossigeno tende ad arrivare vicino al nostro Vo2max (massimo valore di consumo d'ossigeno) dopodichè al raggiungimento di questo valore la combustione passa da aerobica ad anaerobica. ovviamente queste variaziono applicate al sistema devono essere graduali e lente, uno scatto in queste condizioni richiederebbe una quantità di zuccheri presenti nel sangue che non c'è disponibile da subito. rimani lì quanto? in teoria ci puoi rimanere anche delle ore, i tuoi muscoli sono in uno stato di ossigenazione ottimale e sono luogo di una combustione aerobica che lascia una quantità di lattato minore di quella che viene resintetizzata dal processo stesso, quindi non hai accumulo di acido. io questo esercizio lo faccio sempre per circa una ventina di km quando ritorno a casa, appunto per permettere un'ottimale ossigenazione delle fasce muscolari e per smaltire l'acido lattico accumulato durante la fase di lavoro precedente (che può essere di altro tipo). è sorprendente una volta assimilati i meccanismi dell'esercizio la sensazione di benessere che si prova mentre il cardio segna il 90%... quando solo qualche mese prima andare in giro per strada a quelle frequenze con il 53 dentro sembrava un'utopia... :-) [/QUOTE]
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