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La mia posizione in sella: analisi e suggerimenti
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<blockquote data-quote="pianpianello" data-source="post: 7297498" data-attributes="member: 149927"><p>Sono discorsi complicati e non vorrei andare fuori tema o inquinare questa discussione. Ma magari chi pedala spingendo in una certa “direzione”, appena si va a spostare qualcosa poi tutti i riferimenti diventano sballati e non si trova più. Magari invece chi pedala con una tecnica che “segue i pedali”, anche se non è la famosa “pedalata tonda” (che non esiste, al massimo dovrebbe essere sinusoidale), ma magari è comunque una tecnica che si basa in qualche modo sul movimento del pedale, questa persona magari anche se sposti tutto il resto continuerà a seguire i pedali. Come dire, alla prima persona se gli sposti la sella inizia semplicemente a pedalare male, l’altra persona invece anche se la sella è sbagliata tenderà a spostarsi istintivamente avanti o indietro sulla sella per adattarsi ai pedali. </p><p></p><p>Concludo il discorso dicendo che nella mia esperienza ho avuto modo di appurare come la sola tecnica di pedalata può far comparire oppure magicamente sparire problematiche di vario tipo (ginocchia, tendini, muscoli) pur mantenendo qualsiasi altro parametro costante (sella, bici, scarpe, tutto). Per “tecnica di pedalata” si intende qualcosa di difficilmente descrivibile (e che non insegna nessuno), basata su sensazioni (i movimenti delle gambe in rotazione sono complessi, veloci, e non visibili a occhio), che però è direttamente correlata all’utilizzo e alla coordinazione muscolare. Per dire, indipendentemente dalla posizione, se una tecnica di pedalata tiene un muscoletto in tensione, quello poi potrebbe creare problemi che con una tecnica diversa non ci sarebbe.</p><p></p><p>Il biomeccanico “dovrebbe” vedere se pedali “giusto” (secondo parametri che qualcuno ha definito “giusti”), però ti vede soltanto in un certo momento, mentre sei in studio. Quando poi esci, magari a distanza di tempo dalla visita, e fai una rampa al 15%, a causa dell’inclinazione della strada la sella si abbassa e arretra, e il movimento centrale sale, la potenza necessaria sale, le RPM scendono, il gioco di caviglia non fa sufficiente forza e la caviglia si abbassa, i pedali sembrano più distanti, e tendi ad avanzare verso la punta della sella. Se è troppo dura la salita, ti alzi direttamente in piedi e addio ad ogni riferimento, tranne quello dei pedali e della presa sul manubrio.</p><p></p><p>Insomma, scusate le mie bestemmie biomeccaniche, ma quando ho visto questo thread e tutti quei parametri, i millimetri, i laser, mi è quasi venuta l’ansia (perché anch’io mi sono scervellato su questi dettagli in passato) e non ho potuto fare a meno di portare questa opinione blasfema. Blasfema perché delle tecniche di pedalata si parla molto poco, e quel poco che se ne parla mi sembra che sia come al solito controverso (ognuno con la propria teoria diversa). In caso se ne parlerà in una discussione separata.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="pianpianello, post: 7297498, member: 149927"] Sono discorsi complicati e non vorrei andare fuori tema o inquinare questa discussione. Ma magari chi pedala spingendo in una certa “direzione”, appena si va a spostare qualcosa poi tutti i riferimenti diventano sballati e non si trova più. Magari invece chi pedala con una tecnica che “segue i pedali”, anche se non è la famosa “pedalata tonda” (che non esiste, al massimo dovrebbe essere sinusoidale), ma magari è comunque una tecnica che si basa in qualche modo sul movimento del pedale, questa persona magari anche se sposti tutto il resto continuerà a seguire i pedali. Come dire, alla prima persona se gli sposti la sella inizia semplicemente a pedalare male, l’altra persona invece anche se la sella è sbagliata tenderà a spostarsi istintivamente avanti o indietro sulla sella per adattarsi ai pedali. Concludo il discorso dicendo che nella mia esperienza ho avuto modo di appurare come la sola tecnica di pedalata può far comparire oppure magicamente sparire problematiche di vario tipo (ginocchia, tendini, muscoli) pur mantenendo qualsiasi altro parametro costante (sella, bici, scarpe, tutto). Per “tecnica di pedalata” si intende qualcosa di difficilmente descrivibile (e che non insegna nessuno), basata su sensazioni (i movimenti delle gambe in rotazione sono complessi, veloci, e non visibili a occhio), che però è direttamente correlata all’utilizzo e alla coordinazione muscolare. Per dire, indipendentemente dalla posizione, se una tecnica di pedalata tiene un muscoletto in tensione, quello poi potrebbe creare problemi che con una tecnica diversa non ci sarebbe. Il biomeccanico “dovrebbe” vedere se pedali “giusto” (secondo parametri che qualcuno ha definito “giusti”), però ti vede soltanto in un certo momento, mentre sei in studio. Quando poi esci, magari a distanza di tempo dalla visita, e fai una rampa al 15%, a causa dell’inclinazione della strada la sella si abbassa e arretra, e il movimento centrale sale, la potenza necessaria sale, le RPM scendono, il gioco di caviglia non fa sufficiente forza e la caviglia si abbassa, i pedali sembrano più distanti, e tendi ad avanzare verso la punta della sella. Se è troppo dura la salita, ti alzi direttamente in piedi e addio ad ogni riferimento, tranne quello dei pedali e della presa sul manubrio. Insomma, scusate le mie bestemmie biomeccaniche, ma quando ho visto questo thread e tutti quei parametri, i millimetri, i laser, mi è quasi venuta l’ansia (perché anch’io mi sono scervellato su questi dettagli in passato) e non ho potuto fare a meno di portare questa opinione blasfema. Blasfema perché delle tecniche di pedalata si parla molto poco, e quel poco che se ne parla mi sembra che sia come al solito controverso (ognuno con la propria teoria diversa). In caso se ne parlerà in una discussione separata. [/QUOTE]
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