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L'aneddoto: la rivelazione di "Stringa"
Testo
<blockquote data-quote="Ser pecora" data-source="post: 6479245" data-attributes="member: 1850"><p>Si e no.</p><p>In linea teorica si, ma nello specifico anche no.</p><p>È lo stesso discorso che vale per il doping: anche a parità di allenamenti, diete, etc.. i risultati possono essere diversi, perché ognuno risponde in maniera diversa agli stimoli.</p><p>Gli esempi sono tanti, una volta come oggi.</p><p>Uno recente è Gilbert: super-vincente, ma non uno particolarmente "applicato" nell'allenamento. Una volta ho parlato con un suo preparatore alla BMC e mi diceva che era una roba da disperarsi a vedere i file di cosa faceva in allenamento. Allo stesso tempo è anche uno che se fatto lavorare come una macchinetta rende meno, perché si affatica mentalmente, perde stimoli, etc...</p><p>Ci sono anche altri casi molto recenti di corridori che nonostante "vizietti" o grossi problemi di vario tipo (cocaina, alcol, bulimia) rimanevano comunque competitivi.</p><p></p><p>Poi, per tornare anche alla realtà: ai tempi di Coppi viaggiano tutti ad amfetamine, ma anche li "la risposta" è soggettiva: ci sono persone a cui fanno venire tachicardia e disidratazione molto velocemente, ad altri meno. Alcuni non dormivano per giorni ed alla fine scoppiavano. Altri no. Il solito discorso del doping, per cui "fanno tutti le stesse cose", ma che non vuole dire niente.</p><p>Da notare che all'epoca i distacchi potevano essere abissali anche tra quelli "forti": come niente Coppi poteva rifilare un quarto d'ora a Bartali in una crono, per poi perderli il giorno dopo...robe inimmaginabili oggi.</p><p></p><p>Il metodo scientifico in generale ha livellato le prestazioni, ma, per fortuna, si conserva un grado di soggettività sempre e comunque. Dovuto a vari fattori.</p><p></p><p>ps</p><p>ai tempi dei vari Coppi, Bartali e Magni, inutile nasconderlo, le corse prevedevano anche dinamiche oggi impensabili: catene umane a spingere i corridori favoriti in salita, scie di auto messe a disposizione degli organizzatori....tanto per fare un esempio: il Tour de '49 vinto da Coppi è stato fonte di polemiche infinite. Poi oggi nessuno le ricorda, o se ne cura, e resta solo la leggenda. Sarà cosi anche per un Froome tra 40 anni, con la gente del futuro che non saprà mai di topic di 2000 pagine sulla scialappa.<img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/vampir.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=">@<" title="Vampir >@<" data-shortname=">@<" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Ser pecora, post: 6479245, member: 1850"] Si e no. In linea teorica si, ma nello specifico anche no. È lo stesso discorso che vale per il doping: anche a parità di allenamenti, diete, etc.. i risultati possono essere diversi, perché ognuno risponde in maniera diversa agli stimoli. Gli esempi sono tanti, una volta come oggi. Uno recente è Gilbert: super-vincente, ma non uno particolarmente "applicato" nell'allenamento. Una volta ho parlato con un suo preparatore alla BMC e mi diceva che era una roba da disperarsi a vedere i file di cosa faceva in allenamento. Allo stesso tempo è anche uno che se fatto lavorare come una macchinetta rende meno, perché si affatica mentalmente, perde stimoli, etc... Ci sono anche altri casi molto recenti di corridori che nonostante "vizietti" o grossi problemi di vario tipo (cocaina, alcol, bulimia) rimanevano comunque competitivi. Poi, per tornare anche alla realtà: ai tempi di Coppi viaggiano tutti ad amfetamine, ma anche li "la risposta" è soggettiva: ci sono persone a cui fanno venire tachicardia e disidratazione molto velocemente, ad altri meno. Alcuni non dormivano per giorni ed alla fine scoppiavano. Altri no. Il solito discorso del doping, per cui "fanno tutti le stesse cose", ma che non vuole dire niente. Da notare che all'epoca i distacchi potevano essere abissali anche tra quelli "forti": come niente Coppi poteva rifilare un quarto d'ora a Bartali in una crono, per poi perderli il giorno dopo...robe inimmaginabili oggi. Il metodo scientifico in generale ha livellato le prestazioni, ma, per fortuna, si conserva un grado di soggettività sempre e comunque. Dovuto a vari fattori. ps ai tempi dei vari Coppi, Bartali e Magni, inutile nasconderlo, le corse prevedevano anche dinamiche oggi impensabili: catene umane a spingere i corridori favoriti in salita, scie di auto messe a disposizione degli organizzatori....tanto per fare un esempio: il Tour de '49 vinto da Coppi è stato fonte di polemiche infinite. Poi oggi nessuno le ricorda, o se ne cura, e resta solo la leggenda. Sarà cosi anche per un Froome tra 40 anni, con la gente del futuro che non saprà mai di topic di 2000 pagine sulla scialappa.>@< [/QUOTE]
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