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Allenamento
Metodologie di allenamento
Le soddisfazioni di un preparatore
Testo
<blockquote data-quote="menez" data-source="post: 2150786" data-attributes="member: 16235"><p>per rispondere a Braccio direi che no, non è facile, ma soprattutto non è detto che uno stesso lavoro, vada bene per tutti, e non è neppure detto che un altro tipo di lavoro non funzioni allo stesso modo.</p><p>del resto quanto gratifica il preparatore e l'atleta è il risultato ottenuto attraverso un lavoro serio, programmato, metabolizzato perfettamente. </p><p>lo stesso atleta con altro preparatore e con altri metodi avrebbe potuto:</p><p>1) peggiorare la performance</p><p>2) eguagliare la performance</p><p>3) migliorare la performance</p><p>in ogni caso si tratta di verificare l'evoluzione della prestazione e del metodo di allenamento seguito, ma occorre partire dai fattori limitanti la prestazione, questi si sa sono di ordine fisiologico, in particolare bioenergetico.</p><p>ecco dunque che molti preparatori senza saperlo molto spesso, mettono a punto metodi di allenamento che gli scienziati riescono a spiegare e convalidare molti anni dopo.</p><p>per questo la scienza spesso spiega quanto il preparatore svolge da anni.</p><p>il ciclismo non fa più paura, lo dimostra il fatto che tutti vogliono migliorarsi secondo le loro capacità fisiche e secondo il tempo che hanno a disposizione, basta leggere il post per rendersene conto.</p><p>ma per fare questo è necessario un allenamento su misura ovvero, che si adegui meglio al profilo energetico del corridore, alla specialità fisiologica e biomeccanica della gara da svolgersi e questo mi pare sia già stato preso in considerazione.</p><p>un allenamento scientifico richiede, la verifica delle riposte fisiologiche ad un certo spettro di velocità, vicino alla velocità di gara.</p><p>allenarsi a sensazione è possibile, in america si definisce "blitz training", ma solo dopo che si hanno i requisiti di percezione dell'intensità di esercizio con le proprie risposte fisiologiche, questo apprendimento necessita di anni e anni di praticantato visionato sempre da un trainer.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="menez, post: 2150786, member: 16235"] per rispondere a Braccio direi che no, non è facile, ma soprattutto non è detto che uno stesso lavoro, vada bene per tutti, e non è neppure detto che un altro tipo di lavoro non funzioni allo stesso modo. del resto quanto gratifica il preparatore e l'atleta è il risultato ottenuto attraverso un lavoro serio, programmato, metabolizzato perfettamente. lo stesso atleta con altro preparatore e con altri metodi avrebbe potuto: 1) peggiorare la performance 2) eguagliare la performance 3) migliorare la performance in ogni caso si tratta di verificare l'evoluzione della prestazione e del metodo di allenamento seguito, ma occorre partire dai fattori limitanti la prestazione, questi si sa sono di ordine fisiologico, in particolare bioenergetico. ecco dunque che molti preparatori senza saperlo molto spesso, mettono a punto metodi di allenamento che gli scienziati riescono a spiegare e convalidare molti anni dopo. per questo la scienza spesso spiega quanto il preparatore svolge da anni. il ciclismo non fa più paura, lo dimostra il fatto che tutti vogliono migliorarsi secondo le loro capacità fisiche e secondo il tempo che hanno a disposizione, basta leggere il post per rendersene conto. ma per fare questo è necessario un allenamento su misura ovvero, che si adegui meglio al profilo energetico del corridore, alla specialità fisiologica e biomeccanica della gara da svolgersi e questo mi pare sia già stato preso in considerazione. un allenamento scientifico richiede, la verifica delle riposte fisiologiche ad un certo spettro di velocità, vicino alla velocità di gara. allenarsi a sensazione è possibile, in america si definisce "blitz training", ma solo dopo che si hanno i requisiti di percezione dell'intensità di esercizio con le proprie risposte fisiologiche, questo apprendimento necessita di anni e anni di praticantato visionato sempre da un trainer. [/QUOTE]
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