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Metodologie di allenamento
Le soddisfazioni di un preparatore
Testo
<blockquote data-quote="ciclotrainer" data-source="post: 2155889" data-attributes="member: 7309"><p>Non metto assolutamente in discussione il fatto che un preparatore sia utile a costruire la performance, anzi a volte indispensabile con gi atleti diciamo difficili.</p><p>Ad esempio nell'ippica, se hai un campione nato e che si fa guidare come vuoi è fin troppo semplice, ma quando certi allenatori, soprattutto nel galoppo, tirano fuori campioni da cavalli viziosi, e te ne tirano fuori non uno ma centinaia, allora sicuramente l'allenatore ha il suo peso.</p><p>Il problema è che non si ha a che fare con cavalli, ma con persone che alla fine si chiedono, e ti chiedono il perchè delle cose.</p><p>Detto questo, a mio parere il concetto che hai espresso sul limite della prestazione è errato.</p><p>Forse è un approccio filosofico, ma tu puoi stabilire il limite di una cosa finita, e quindi se questo limite non lo conosci non ha senso fare calcoli percentuali, a posteriori potrai dire che un atleta è migliorato del 20% sul precedente test o prestazione, che evidentemente non era un limite.</p><p>Altrettanto evidente è il fatto che non si può crescere all'infinito, ma quando sei già ad alto livello ogni punto percentuale ha un peso diverso, come hai giustamente detto, e quindi è +difficile, e siccome è +difficile occorre un diverso supporto tecnico.</p><p>Tornando alla filosofia, per me il limite è la morte, cioè una cosa finita.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ciclotrainer, post: 2155889, member: 7309"] Non metto assolutamente in discussione il fatto che un preparatore sia utile a costruire la performance, anzi a volte indispensabile con gi atleti diciamo difficili. Ad esempio nell'ippica, se hai un campione nato e che si fa guidare come vuoi è fin troppo semplice, ma quando certi allenatori, soprattutto nel galoppo, tirano fuori campioni da cavalli viziosi, e te ne tirano fuori non uno ma centinaia, allora sicuramente l'allenatore ha il suo peso. Il problema è che non si ha a che fare con cavalli, ma con persone che alla fine si chiedono, e ti chiedono il perchè delle cose. Detto questo, a mio parere il concetto che hai espresso sul limite della prestazione è errato. Forse è un approccio filosofico, ma tu puoi stabilire il limite di una cosa finita, e quindi se questo limite non lo conosci non ha senso fare calcoli percentuali, a posteriori potrai dire che un atleta è migliorato del 20% sul precedente test o prestazione, che evidentemente non era un limite. Altrettanto evidente è il fatto che non si può crescere all'infinito, ma quando sei già ad alto livello ogni punto percentuale ha un peso diverso, come hai giustamente detto, e quindi è +difficile, e siccome è +difficile occorre un diverso supporto tecnico. Tornando alla filosofia, per me il limite è la morte, cioè una cosa finita. [/QUOTE]
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