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Metodologie di allenamento
Le soddisfazioni di un preparatore
Testo
<blockquote data-quote="menez" data-source="post: 2156198" data-attributes="member: 16235"><p>io penso che roberto massa segua un suo concetto e criterio di allenamento, un'idea formatasi con anni di esperienze confortate ovviamente da studio solido e appassionato.</p><p>detto questo, credo che egli interpretasse limite quello che in gergo significa obbiettivo a breve, medio o lungo termine.</p><p>è evidente che il concetto di limite è correlato fortemente alla condizione momentanea di forma, che sappiamo tutti essere ciclica e oscillante.</p><p>la condizione di forma è un'espressione densa di significato.</p><p>per un preparatore su strada può significare il riscontro di un certo vattaggio espresso su un particolare percorso in un particolare periodo dell'anno, per un preparatore di palestra può essere la stabilizzazione della potenza in un test su pedana a induttanza in un certo periodo dell'anno.</p><p>ma nel fare questo tutti i preparatori parlano di limite o obbiettivo da raggiungere specificatamente in quel periodo dell'anno, più precisamente in quella data specifica.</p><p>quanto poi risulta dal test è il potenziale espresso dall'atleta su di un qualsiasi componente prestativo.</p><p>la crescita è corretto non è infinita, molti studiosi dell'allenamento hanno cercato di studiare la crescita prestativa, ebbene sono giunti a considerare che ognuno di noi detiene una riserva attuale di adattamento, tutti indistintamente: amatori,dilettanti,professionisti, semplici escursionisti....e via così.</p><p>è evidente che questa riserva si esaurisce, il compito del preparatore e qui mi ricollego a quanto detto da roberto massa, è proprio l'opportunità di strutturare l'allenamento in funzione di questa realizzazione. Per fare questo occorre osservare nell'atleta ogni modificazione di una serie di indici definiti funzionali, riportati sopra e che richiamo qui sotto:</p><p>1) aumento del livello di allenamento</p><p>2) forma sportiva</p><p>3) riduzione del livello di allenamento</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="menez, post: 2156198, member: 16235"] io penso che roberto massa segua un suo concetto e criterio di allenamento, un'idea formatasi con anni di esperienze confortate ovviamente da studio solido e appassionato. detto questo, credo che egli interpretasse limite quello che in gergo significa obbiettivo a breve, medio o lungo termine. è evidente che il concetto di limite è correlato fortemente alla condizione momentanea di forma, che sappiamo tutti essere ciclica e oscillante. la condizione di forma è un'espressione densa di significato. per un preparatore su strada può significare il riscontro di un certo vattaggio espresso su un particolare percorso in un particolare periodo dell'anno, per un preparatore di palestra può essere la stabilizzazione della potenza in un test su pedana a induttanza in un certo periodo dell'anno. ma nel fare questo tutti i preparatori parlano di limite o obbiettivo da raggiungere specificatamente in quel periodo dell'anno, più precisamente in quella data specifica. quanto poi risulta dal test è il potenziale espresso dall'atleta su di un qualsiasi componente prestativo. la crescita è corretto non è infinita, molti studiosi dell'allenamento hanno cercato di studiare la crescita prestativa, ebbene sono giunti a considerare che ognuno di noi detiene una riserva attuale di adattamento, tutti indistintamente: amatori,dilettanti,professionisti, semplici escursionisti....e via così. è evidente che questa riserva si esaurisce, il compito del preparatore e qui mi ricollego a quanto detto da roberto massa, è proprio l'opportunità di strutturare l'allenamento in funzione di questa realizzazione. Per fare questo occorre osservare nell'atleta ogni modificazione di una serie di indici definiti funzionali, riportati sopra e che richiamo qui sotto: 1) aumento del livello di allenamento 2) forma sportiva 3) riduzione del livello di allenamento [/QUOTE]
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