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Allenamento
Metodologie di allenamento
Le tre componenti che sviluppano la perfomance: velocita -forza--resistenza.
Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 5979965" data-attributes="member: 20890"><p>Le 3 componenti condizionali (= "fisiche") di ogni attività motoria sono forza, velocità/rapidità e resistenza.</p><p>A seconda di specifico sport e sotto specifica disciplina (per es. attività ciclismo su strada ha esigenze diverse da MTB) varia la predominanza o importanza di una sull'altra.</p><p></p><p>In tutte le attività e discipline aerobiche di durata >2-3' la componente predominante è la RESISTENZA poiché tali attività divengono sostenibili e ripetibili passando da un sistema energetico anaerobico alattacido/lattacido ad aerobico. Es. pratico se un soggetto ha difficoltà nella propria "performance" sportiva su sforzi la cui durata è superiore ai tempi sopra indicati a) lo stimolo di allenamento non è adeguato a questo adattamento/miglioramento (= capacità aerobiche massimali e non) b) può aver raggiunto un picco nelle proprie capacità (che sono innanzitutto "genetico-dipendenti").</p><p></p><p>Vi è sempre una relazione tra le differenti capacità tanto che, per esempio, esiste il concetto di resistenza alla forza o la forza rapida/veloce. Compito dello stimolo allenante è generare una RISPOSTA che induca ADATTAMENTI. Risposte e adattamenti sono obiettivo specifici e dettati da volume, densità e intensità di carico. L'obiettivo dell'allenamento -deviazione da stato di omeostasi- è ottenere un variegato (= sostenibile, anche mentalmente) e funzionale processo di adattamento.</p><p></p><p>Nel principio di stimolo->risposta->adattamenti vanno quindi calati i singoli allenamenti nella struttura "a matriosca" di macro-meso e microcicli. </p><p>Parlare quindi a compartimenti stagni di "esercizi da fare <em>divisi</em> per <em>ognuna</em> delle tre componenti" non ha un senso anche nella pratica, poiché è imprescindibile una loro comunanza. Se alleno la forza rapida alleno anche la rapidità. Se alleno la sostenibilità di uno specifico intervallo di potenza, per sua definizione, alleno sia velocità che forza (a quello specifico spettro di intensità).</p><p></p><p>Gli esempi riportati sono solo alcune delle combinazioni possibili. Un punto importante è che "se abbasso la cadenza ALLORA lavoro sulla forza" è , per esempio, un concetto eccessivamente semplicistico e quindi impreciso. Vanno sempre osservati 3 piani: sistema energetico / reclutamento muscolare (i 2 "comparti" sono correlati) / velocità di contrazione muscolare (nel ciclismo siamo vincolati a movimento fisso rivoluzione pedali= cadenza).</p><p></p><p>PS ho cercato di renderlo il più sintetico e semplice possibile.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 5979965, member: 20890"] Le 3 componenti condizionali (= "fisiche") di ogni attività motoria sono forza, velocità/rapidità e resistenza. A seconda di specifico sport e sotto specifica disciplina (per es. attività ciclismo su strada ha esigenze diverse da MTB) varia la predominanza o importanza di una sull'altra. In tutte le attività e discipline aerobiche di durata >2-3' la componente predominante è la RESISTENZA poiché tali attività divengono sostenibili e ripetibili passando da un sistema energetico anaerobico alattacido/lattacido ad aerobico. Es. pratico se un soggetto ha difficoltà nella propria "performance" sportiva su sforzi la cui durata è superiore ai tempi sopra indicati a) lo stimolo di allenamento non è adeguato a questo adattamento/miglioramento (= capacità aerobiche massimali e non) b) può aver raggiunto un picco nelle proprie capacità (che sono innanzitutto "genetico-dipendenti"). Vi è sempre una relazione tra le differenti capacità tanto che, per esempio, esiste il concetto di resistenza alla forza o la forza rapida/veloce. Compito dello stimolo allenante è generare una RISPOSTA che induca ADATTAMENTI. Risposte e adattamenti sono obiettivo specifici e dettati da volume, densità e intensità di carico. L'obiettivo dell'allenamento -deviazione da stato di omeostasi- è ottenere un variegato (= sostenibile, anche mentalmente) e funzionale processo di adattamento. Nel principio di stimolo->risposta->adattamenti vanno quindi calati i singoli allenamenti nella struttura "a matriosca" di macro-meso e microcicli. Parlare quindi a compartimenti stagni di "esercizi da fare [I]divisi[/I] per [I]ognuna[/I] delle tre componenti" non ha un senso anche nella pratica, poiché è imprescindibile una loro comunanza. Se alleno la forza rapida alleno anche la rapidità. Se alleno la sostenibilità di uno specifico intervallo di potenza, per sua definizione, alleno sia velocità che forza (a quello specifico spettro di intensità). Gli esempi riportati sono solo alcune delle combinazioni possibili. Un punto importante è che "se abbasso la cadenza ALLORA lavoro sulla forza" è , per esempio, un concetto eccessivamente semplicistico e quindi impreciso. Vanno sempre osservati 3 piani: sistema energetico / reclutamento muscolare (i 2 "comparti" sono correlati) / velocità di contrazione muscolare (nel ciclismo siamo vincolati a movimento fisso rivoluzione pedali= cadenza). PS ho cercato di renderlo il più sintetico e semplice possibile. [/QUOTE]
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