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Osservatorio doping
L'uso di EPO in Italia tra gli amatori
Testo
<blockquote data-quote="championcip" data-source="post: 3999077" data-attributes="member: 6440"><p>Stime o non stime, numero o non numeri, quello che conta è l'esistenza di persone che utilizzano doping. Ammesso che anzichè 240.000 siano qualche migliaio in meno è il principio che conta. Insomma Donati ha evidenziato non solo il fenomeno doping, ma ha anche voluto evidenziare che il doping è un fenomeno PREVALENTEMENTE amatoriale. Deduco da questo alcune considerazioni:</p><p>1. mentalità degli amatori orientata al risultato sportivo</p><p>2. il risultato sportivo dev'essere ottenuto costi quel che costi, mettendo a repentaglio la propria salute.</p><p>3. non contano i soldi ma il prestigio, deduco quindi un grande senso di frustrazione e di mancanza di valori.</p><p>4. la mancanza di valori sembra essere quindi un fenomeno diffuso. Il valore della lealtà sportiva non esiste più.</p><p>5. se il fenomeno è così diffuso, perchè il numero dei controlli è così basso e altrettanto le squalifiche?</p><p>6. a chi conviene questo stato di cose? </p><p>Forse credo sia il caso di fare una seria riflessione in merito alla opportunità di permettere di organizzare gare agonistiche a livello amatoriale. Lo sport amatoriale è di per se ricreazionale, ludico e non deve avere finalità di natura economica. Credo quindi che come diceva TORRI lo sport si debba fermare quì e interrompere le attività agonistiche è secondo me necessario per ripartire da capo.</p><p>La responsabilità infine, non può essere ribaltata sempre e solo sulle istituzioni, forse è il caso che tutti coloro che partecipano a questo sport incomincino a fare delle riflessioni personali e a ribadire con forza la volontà di cambiare i VALORI in gioco. Non esaltiamo le prestazioni, esaltiamo i valori di lealtà, passione, dedizione, amore verso la Bici e verso il mondo che c'è dietro.</p><p>Insomma, bisogna incominciare a cambiare atteggiamento mentale, noi per primi nei confronti del fenomeno doping. L'intolleranza dev'essere per prima personale e poi può estendersi alle istituzioni.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="championcip, post: 3999077, member: 6440"] Stime o non stime, numero o non numeri, quello che conta è l'esistenza di persone che utilizzano doping. Ammesso che anzichè 240.000 siano qualche migliaio in meno è il principio che conta. Insomma Donati ha evidenziato non solo il fenomeno doping, ma ha anche voluto evidenziare che il doping è un fenomeno PREVALENTEMENTE amatoriale. Deduco da questo alcune considerazioni: 1. mentalità degli amatori orientata al risultato sportivo 2. il risultato sportivo dev'essere ottenuto costi quel che costi, mettendo a repentaglio la propria salute. 3. non contano i soldi ma il prestigio, deduco quindi un grande senso di frustrazione e di mancanza di valori. 4. la mancanza di valori sembra essere quindi un fenomeno diffuso. Il valore della lealtà sportiva non esiste più. 5. se il fenomeno è così diffuso, perchè il numero dei controlli è così basso e altrettanto le squalifiche? 6. a chi conviene questo stato di cose? Forse credo sia il caso di fare una seria riflessione in merito alla opportunità di permettere di organizzare gare agonistiche a livello amatoriale. Lo sport amatoriale è di per se ricreazionale, ludico e non deve avere finalità di natura economica. Credo quindi che come diceva TORRI lo sport si debba fermare quì e interrompere le attività agonistiche è secondo me necessario per ripartire da capo. La responsabilità infine, non può essere ribaltata sempre e solo sulle istituzioni, forse è il caso che tutti coloro che partecipano a questo sport incomincino a fare delle riflessioni personali e a ribadire con forza la volontà di cambiare i VALORI in gioco. Non esaltiamo le prestazioni, esaltiamo i valori di lealtà, passione, dedizione, amore verso la Bici e verso il mondo che c'è dietro. Insomma, bisogna incominciare a cambiare atteggiamento mentale, noi per primi nei confronti del fenomeno doping. L'intolleranza dev'essere per prima personale e poi può estendersi alle istituzioni. [/QUOTE]
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