Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Gare
Professionisti
Giro d'Italia
McEwen, il canguro di Brakel
Testo
<blockquote data-quote="straker" data-source="post: 473248" data-attributes="member: 3459"><p>Lo hanno chiamato il cagnaccio, si pensa per lespressione che ha quando sprinta. In Belgio invece è Il canguro di Brakel, la sua città dadozione.</p><p></p><p>Robbie McEwen è il velocista che forse ha più impensierito le nostre stelle delle volate, Mario Cipollini prima e Alessandro Petacchi poi. Habitué al giro, senza treni, senza apripista. Insomma diverso. Australiano dalla statura più da scalatore che da uomo da quasi 70 orari, è un autentico predatore di tappe.</p><p>Ingegno, astuzia e perché no anche abile nel pedalare al limite tanto da far scocciare i vinti. Scie e traiettorie contestate dai colleghi, talvolta rischiose, talvolta sanzionate, talvolta vincenti.</p><p>Mc Ewen vive come si è potuto intuire a Brakel in Belgo, in quello fiammingo, e che è australiano ce lo ricordiamo quando indossa la maglia di campione nazionale. Ha iniziato con la Bmx quando era ancora nel Down Under. Le acrobazie se le ricorda ancora e ogni tanto non si fa problemi a rimanere su una ruota sola.</p><p>Lo scorso anno al giro si è presentato come di consueto. Una dozzina o poco più di tappe e poi, una volta arrivate le salite, tanti saluti e arrivederci al Tour. Fatto sta che di tappe ne ha vinte tre e ha pure indossato una maglia rosa che Petacchi avrebbe voluto e che si è limitato a osservare indosso a McEwen. In totale sono otto i successi ottenuti sulle strade d'Italia, un ottimo allenamento visto le due maglie verdi vinte successivamente al Tour de France.</p><p>A Zolder, nel giorno tricolore di Cipollini e dei suoi cavalieri non è riuscito però a tirare un colpo gobbo al lucchese. Secondo nella corsa iridata. Quest'anno, il suo appetito di sprinter italiani è già stato stimolato al Romancia. Tre dietro di lui. Chissà se si è trattato di un antipasto o se il canguro McEwen si è saziato?</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="straker, post: 473248, member: 3459"] Lo hanno chiamato il cagnaccio, si pensa per lespressione che ha quando sprinta. In Belgio invece è Il canguro di Brakel, la sua città dadozione. Robbie McEwen è il velocista che forse ha più impensierito le nostre stelle delle volate, Mario Cipollini prima e Alessandro Petacchi poi. Habitué al giro, senza treni, senza apripista. Insomma diverso. Australiano dalla statura più da scalatore che da uomo da quasi 70 orari, è un autentico predatore di tappe. Ingegno, astuzia e perché no anche abile nel pedalare al limite tanto da far scocciare i vinti. Scie e traiettorie contestate dai colleghi, talvolta rischiose, talvolta sanzionate, talvolta vincenti. Mc Ewen vive come si è potuto intuire a Brakel in Belgo, in quello fiammingo, e che è australiano ce lo ricordiamo quando indossa la maglia di campione nazionale. Ha iniziato con la Bmx quando era ancora nel Down Under. Le acrobazie se le ricorda ancora e ogni tanto non si fa problemi a rimanere su una ruota sola. Lo scorso anno al giro si è presentato come di consueto. Una dozzina o poco più di tappe e poi, una volta arrivate le salite, tanti saluti e arrivederci al Tour. Fatto sta che di tappe ne ha vinte tre e ha pure indossato una maglia rosa che Petacchi avrebbe voluto e che si è limitato a osservare indosso a McEwen. In totale sono otto i successi ottenuti sulle strade d'Italia, un ottimo allenamento visto le due maglie verdi vinte successivamente al Tour de France. A Zolder, nel giorno tricolore di Cipollini e dei suoi cavalieri non è riuscito però a tirare un colpo gobbo al lucchese. Secondo nella corsa iridata. Quest'anno, il suo appetito di sprinter italiani è già stato stimolato al Romancia. Tre dietro di lui. Chissà se si è trattato di un antipasto o se il canguro McEwen si è saziato? [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Gare
Professionisti
Giro d'Italia
McEwen, il canguro di Brakel
Alto
Basso