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Testo
<blockquote data-quote="all_i_need_is_bike" data-source="post: 7608683" data-attributes="member: 5183"><p>Non ci sono discussioni ma qualche messaggio qua e là lo trovi.</p><p>Penso che uno dei motivi è che in fondo non è qualcosa di troppo diverso da altri approcci (come correttamente osservato in altri messaggi, tendenzialmente produce una TID globalmente piramidale, che è spesso ragionevole), oltre al fatto che utilizza come parametro di controllo il lattato e non i ritmi di allenamento, quindi non è automaticamente trasferibile in termini di potenza (a maggior ragione se si vuole usare una suddivisione diversa da quella a 3 ambiti opportunamente personalizzati).</p><p></p><p>Non direi più moderata, ma più controllata. L'idea principale è quella di usare un parametro di risposta:</p><p>- per definire in modo più preciso lo stimolo che produce quella risposta;</p><p>- per controllare che la risposta non diverga troppo da quella stazionaria (ovviamente per i livelli di sforzo per cui esista, almeno per una certa durata, qualcosa di simile a una risposta quasi-stazionaria), ovvero per intervallare il carico in modo il più possibile coerente con la risposta individuale.</p><p>Più che un metodo per fare cose diverse è un tentativo di mettere in pratica ciò che si dovrebbe idealmente fare (verificando poi l'effettivo effetto).</p><p>Sicuramente sono compresi elementi (come la doppia sessione giornaliera di "soglia" / heavy intensity) che possono essere produttivi per atleti con livello di fitness elevato (il volume di un certo stimolo tende a diventare via via più rilevante al crescere della forma), e quindi come sempre (e proprio nell'ottica dell'approccio controllato anche qui utilizzato) va capito se è il modo più utile di fare le cose nel caso particolare.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="all_i_need_is_bike, post: 7608683, member: 5183"] Non ci sono discussioni ma qualche messaggio qua e là lo trovi. Penso che uno dei motivi è che in fondo non è qualcosa di troppo diverso da altri approcci (come correttamente osservato in altri messaggi, tendenzialmente produce una TID globalmente piramidale, che è spesso ragionevole), oltre al fatto che utilizza come parametro di controllo il lattato e non i ritmi di allenamento, quindi non è automaticamente trasferibile in termini di potenza (a maggior ragione se si vuole usare una suddivisione diversa da quella a 3 ambiti opportunamente personalizzati). Non direi più moderata, ma più controllata. L'idea principale è quella di usare un parametro di risposta: - per definire in modo più preciso lo stimolo che produce quella risposta; - per controllare che la risposta non diverga troppo da quella stazionaria (ovviamente per i livelli di sforzo per cui esista, almeno per una certa durata, qualcosa di simile a una risposta quasi-stazionaria), ovvero per intervallare il carico in modo il più possibile coerente con la risposta individuale. Più che un metodo per fare cose diverse è un tentativo di mettere in pratica ciò che si dovrebbe idealmente fare (verificando poi l'effettivo effetto). Sicuramente sono compresi elementi (come la doppia sessione giornaliera di "soglia" / heavy intensity) che possono essere produttivi per atleti con livello di fitness elevato (il volume di un certo stimolo tende a diventare via via più rilevante al crescere della forma), e quindi come sempre (e proprio nell'ottica dell'approccio controllato anche qui utilizzato) va capito se è il modo più utile di fare le cose nel caso particolare. [/QUOTE]
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