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Migliorare in discesa...è possibile??
Testo
<blockquote data-quote="ultimo" data-source="post: 1337258" data-attributes="member: 11203"><p>Riporto 2 miei interventi a proposito di un thread (<a href="http://www.bdc-forum.it/showthread.php?t=68017" target="_blank">http://www.bdc-forum.it/showthread.php?t=68017</a>) aperto tempo fa in merito al comportamento dell R3 in discesa, poi si è andati a parlare di tecnica, e dunque:</p><p></p><ul> <li data-xf-list-type="ul">"La discesa è una fede in tutti i sensi, come ho detto prima o ce l'hai o non ce l'hai. Trucchetti ed accorgimenti servono fino ad un certo punto poi ci vuole incoscienza, predisposizione alla velocità, occhio, ed altro ancora. Per mia esperienza quando uno ha precedenti con la moto, lo sci da discesa, e sport simili riesce a gestire meglio anche la discesa in bici. Certo che impugnare il manubrio in presa alta, restare rigidi con le braccia, non usare il busto in movimenti alto-basso durante la percorrenza delle curve, non spingere con il piede esterno sulla pedivella, ecc. ecc. complica un pò le cose. <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/scratchhead.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";nonzo%" title="Scratchhead ;nonzo%" data-shortname=";nonzo%" />"</li> </ul> <ul> <li data-xf-list-type="ul">"..............Per quanto riguarda quegli accorgimenti, sempre parlando di teoria, l'irrigidirsi durante la discesa porta a rendere le traiettorie meno modulabili per ovvi motivi di fisica, poichè specialmente le braccia in discesa hanno la funzione di "ammortizzatori" inoltre è con le braccia che si deve azionare lo sterzo e atteggiamenti rigidi provocano correzioni dello sterzo a scatto e non fluide. Il corpo andrebbe usato come una zavorra per bilanciare il mezzo (vedi certe posizioni estreme dei Pro viste in televisione durante i lunghi rettilinei e i curvoni veloci); bene, nel percorrere la traiettoria ideale di curva, provate a imboccare l'inizio con il busto in posizione normale e poi gradualmente, senza esagerare, incominciare a piegarlo spingendolo verso il tubo orizzontale ed il manubrio. Questo serve ad abbassare il baricentro del sistema ciclista-bicicletta proprio nel punto della curva dove la forza centrifuga esercita il suo massimo vettore e tende a buttare fuori traiettoria. Stesso discorso "di contrasto" delle forze è dato dallo spingere più o meno intensamente il piede esterno verso il basso sulla pedivella abbassata (in opposizione alla pedivella interna alla curva che naturalmente si tiene alzata). Non c'è molto da dire sulla presa bassa del manubrio: solo così si riesce a restare saldi in sella anche durante le staccate più violente senza sentire i comandi che scivolano da tutte le parti e sopratutto il peso del corpo rimane basso contribuendo ad abbassare il baricentro del sistema. Non vorrei esservi sembrato <em>troppo saccente</em> o avervi complicato le cose, si tratta di teoria che poi va applicata in maniera assolutamente personale in relazione alle proprie caratteristiche ed aspirazioni. P.S. in salita soffro quasi sempre, ma in discesa me la cavo....<img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /> "</li> </ul></blockquote><p></p>
[QUOTE="ultimo, post: 1337258, member: 11203"] Riporto 2 miei interventi a proposito di un thread ([URL]http://www.bdc-forum.it/showthread.php?t=68017[/URL]) aperto tempo fa in merito al comportamento dell R3 in discesa, poi si è andati a parlare di tecnica, e dunque: [LIST] [*]"La discesa è una fede in tutti i sensi, come ho detto prima o ce l'hai o non ce l'hai. Trucchetti ed accorgimenti servono fino ad un certo punto poi ci vuole incoscienza, predisposizione alla velocità, occhio, ed altro ancora. Per mia esperienza quando uno ha precedenti con la moto, lo sci da discesa, e sport simili riesce a gestire meglio anche la discesa in bici. Certo che impugnare il manubrio in presa alta, restare rigidi con le braccia, non usare il busto in movimenti alto-basso durante la percorrenza delle curve, non spingere con il piede esterno sulla pedivella, ecc. ecc. complica un pò le cose. ;nonzo%" [/LIST] [LIST] [*]"..............Per quanto riguarda quegli accorgimenti, sempre parlando di teoria, l'irrigidirsi durante la discesa porta a rendere le traiettorie meno modulabili per ovvi motivi di fisica, poichè specialmente le braccia in discesa hanno la funzione di "ammortizzatori" inoltre è con le braccia che si deve azionare lo sterzo e atteggiamenti rigidi provocano correzioni dello sterzo a scatto e non fluide. Il corpo andrebbe usato come una zavorra per bilanciare il mezzo (vedi certe posizioni estreme dei Pro viste in televisione durante i lunghi rettilinei e i curvoni veloci); bene, nel percorrere la traiettoria ideale di curva, provate a imboccare l'inizio con il busto in posizione normale e poi gradualmente, senza esagerare, incominciare a piegarlo spingendolo verso il tubo orizzontale ed il manubrio. Questo serve ad abbassare il baricentro del sistema ciclista-bicicletta proprio nel punto della curva dove la forza centrifuga esercita il suo massimo vettore e tende a buttare fuori traiettoria. Stesso discorso "di contrasto" delle forze è dato dallo spingere più o meno intensamente il piede esterno verso il basso sulla pedivella abbassata (in opposizione alla pedivella interna alla curva che naturalmente si tiene alzata). Non c'è molto da dire sulla presa bassa del manubrio: solo così si riesce a restare saldi in sella anche durante le staccate più violente senza sentire i comandi che scivolano da tutte le parti e sopratutto il peso del corpo rimane basso contribuendo ad abbassare il baricentro del sistema. Non vorrei esservi sembrato [I]troppo saccente[/I] o avervi complicato le cose, si tratta di teoria che poi va applicata in maniera assolutamente personale in relazione alle proprie caratteristiche ed aspirazioni. P.S. in salita soffro quasi sempre, ma in discesa me la cavo....:mrgreen: " [/LIST] [/QUOTE]
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