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Metodologie di allenamento
Migliorare tenuta in salita
Testo
<blockquote data-quote="green dolphin" data-source="post: 4411686" data-attributes="member: 7692"><p>Infatti, si è andati un po'off topic.</p><p> </p><p>Porto la mia esperienza: infatti il mio tallone di Achille è sempre stata la tenuta. Parto bene, con pedalata decisamente buona e ottime sensazioni, ma poi non riesco a tenere quel ritmo fino in fondo, o meglio, come fanno altri ad incrementarlo nel finale. Non è che scoppiavo, sia chiaro, né mi piantavo, ma avevo nelle salite mediamente lunghe una parabola discendente. Ovvio che ho dovuto fare i conti con le mie caratteristiche fisiche, probabilmente sono più adatto a salite corte, magari non pedalabili (sono 1,78 x 62 kg.), ed infatti sono quelle che mi vengono meglio e dove non accuso flessioni. </p><p> </p><p>Però quest'anno sono migliorato, l'hanno riconosciuto tanti miei compagni di squadra che mi lasciavano partire ad inizio salita tanto poi mi riprendevano sempre. Un po' ho cambiato marcia, nel senso che parto un pochino più piano e cerco di andare in crescendo. Ma anche con questo sistema non avevo sempre la tenuta desiderata.</p><p> </p><p>Alla fine la realtà è che sono migliorato con la corsa a piedi. Da ottobre scorso ho mollato un po' la bici con cui facevo 15000 km l'anno, e ho iniziato a correre almeno 2-3 volte a settimana, con uscite anche collinari. Ebbene, la resistenza muscolare in bici ha fatto un salto di qualità proprio in salita. Ma quel quid in più me l'hanno dato gli allenamenti progressivi, ovvero partire con una certa andatura al km e calare di 5 secondi al km fino all'ultimo (il 10 di solito) da fare a tutta, velocissimo. All'inizio non riuscivo a finirli, e al km 8 di solito tiravo i remi in barca, ma poi ho cominciato a portarli a termine. E ho notato come anche in salita, a quel punto, la tenuta si fosse migliorata notevolmente.</p><p> </p><p>Da quel momento c'è stato un miglioramento generale nella tenuta degli allenamenti, tanto che 1 volta a settimana facevo un allenamento da circa 200 km., cosa per me impensabile prima.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="green dolphin, post: 4411686, member: 7692"] Infatti, si è andati un po'off topic. Porto la mia esperienza: infatti il mio tallone di Achille è sempre stata la tenuta. Parto bene, con pedalata decisamente buona e ottime sensazioni, ma poi non riesco a tenere quel ritmo fino in fondo, o meglio, come fanno altri ad incrementarlo nel finale. Non è che scoppiavo, sia chiaro, né mi piantavo, ma avevo nelle salite mediamente lunghe una parabola discendente. Ovvio che ho dovuto fare i conti con le mie caratteristiche fisiche, probabilmente sono più adatto a salite corte, magari non pedalabili (sono 1,78 x 62 kg.), ed infatti sono quelle che mi vengono meglio e dove non accuso flessioni. Però quest'anno sono migliorato, l'hanno riconosciuto tanti miei compagni di squadra che mi lasciavano partire ad inizio salita tanto poi mi riprendevano sempre. Un po' ho cambiato marcia, nel senso che parto un pochino più piano e cerco di andare in crescendo. Ma anche con questo sistema non avevo sempre la tenuta desiderata. Alla fine la realtà è che sono migliorato con la corsa a piedi. Da ottobre scorso ho mollato un po' la bici con cui facevo 15000 km l'anno, e ho iniziato a correre almeno 2-3 volte a settimana, con uscite anche collinari. Ebbene, la resistenza muscolare in bici ha fatto un salto di qualità proprio in salita. Ma quel quid in più me l'hanno dato gli allenamenti progressivi, ovvero partire con una certa andatura al km e calare di 5 secondi al km fino all'ultimo (il 10 di solito) da fare a tutta, velocissimo. All'inizio non riuscivo a finirli, e al km 8 di solito tiravo i remi in barca, ma poi ho cominciato a portarli a termine. E ho notato come anche in salita, a quel punto, la tenuta si fosse migliorata notevolmente. Da quel momento c'è stato un miglioramento generale nella tenuta degli allenamenti, tanto che 1 volta a settimana facevo un allenamento da circa 200 km., cosa per me impensabile prima. [/QUOTE]
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