Nell’anno del transito del giro d’Italia per il Monte Grappa, si sono moltiplicate le iniziative cicloturistiche intorno al massiccio già sacro per le vicende della 1° guerra mondiale.
Inoltre, dopo la MONTEGRAPPACHALLENGE, rimane ancora poco di inesplorato.
E’ nata però, una nuova proposta ciclistica nell’ambito del GRUPPO CICLISTI DI SANDRIGO, chiamata MONTEGRAPPAEXTREME, che prevede di unire nello stesso itinerario solo 2 ascese, ma le due più estreme della montagna. La partenza è fissata da Sandrigo, a circa 40 km dalla prima ascesa Bocca di Forca da Possagno che presenta pendenze fino al 26% per raggiungere poi la Valle delle Mure e salire verso cima del Grappa. Una volta raggiunto l’incrocio con la statale Cadorna, ove era stato posto il gran premio della montagna nella tappa di Asolo nel Giro 2010, si dovrà discendere a nord fino a Caupo per spostarsi quindi a Seren del Grappa dove, dopo il transito per il borgo Chiesa Nuova si percorre l’ascesa nota come “ DEL CAPITELLO “ ove si devono superare pendenze fino al 23%.
Solo 2 ascese sembrano poco in confronto alla MONTEGRAPPACHALLENGE, ma sono le 2 ascese più estreme che probabilmente nessuno ha mai percorso in successione.
A Sandrigo, terremo un ALBO D’ORO e, chi compirà il tragitto, documentato con i timbri o gli scontrini dei punti toccati, potrà apporre la sua firma con i dati personali e le sue impressioni.
A presto.
L’impresa è gia stata compiuta da uno di noi partito sul far dell’alba da Sandrigo verso le 6.20 del mattino percorrendo la superstrada Valsugana e la pedemontana del grappa. Alle 7.45 , 1° timbro all’ “ Osteria da Ico “ di Possagno del Grappa ai piedi della Strada DEGLI ALPINI, quindi subito in salita, dura fin dall’inizio passando per contrà masiere, contrà vardanega anche se con tratti discontinui e di alleggerimento , ma con tornanti secchi che proiettano lo sguardo del ciclista all’apra erta che l’attende, fino al tratto più impegnativo al 22% verso la parte finale del percorso al km 7. A quell’ora era ancora silenzio completo; unico incontro una lepre quasi stupita e ferma in mezzo alla stretta strada.
La strada degli Alpini si congiunge al percorso stradale proveniente dal Monte Tomba/ Malga doc . Poco prima del punto d’incontro vi è, sulla parete rocciosa di sinistra, un bassorilievo di bronzo raffigurante un alpino in marcia che sembra l’emblema della “ fatica “ come la salita sembra essere un “ pellegrinaggio alla fatica “e nell’incavo sulla roccia una delle poche fontane lungo le salite del grappa dove è possibile trovare dell’acqua.
Si sale quindi con tornanti scolpiti sulla parete il monte Pallon con pendenze costanti ormai semplici ( circa 10% ) fino a raggiungere BOCCA DI FORCA, malga vedetta , malga archeson da dove si scende perdendo un pò di quota in mezzo alla valle delle mure contornata da malghe e pascoli per poi cominciare a salire verso il traverso sul costone di roccia ove ci sono numerose gallerie verso col formiga. Qui, il 1° maggio, la strada è ancora piena di neve, frane e frasche costringendo a scendere per alcuni tratti dalla bici. Una volta raggiunto l’incrocio con la strada da Semonzo, campo croce, si procede a destra liberamente sempre con salita di tutto rispetto, fino all’incrocio con la Cadorna (monte grappa da romano d’ezzelino) da dove, invece di salire a CIMA GRAPPA RIFUGIO BASSANO, si scende per prendere la discesa verso CAUPO passando in prossimità di RIFUGIO SCARPON ( 2° timbro alle 10.04 ).
La lunga discesa di 30 km, ci fa apprezzare da subito, ampi panorami sull’altopiano di Asiago, sulle Dolomiti e sulla zona di Cima d’ASTA. Si transita in prossimità di rifugio FORCELLETTO; poi la strada si restringe,entra nel bosco, presenta qualche ripresa di salita impegnativa ma breve e ridiscende ripida, stretta dapprima e larga poi verso valle. A CAUPO ( 3° TIMBRO ore 11.00 HOSTERIA AL MENTA ) si scambiano alcune considerazioni con gli avventori del bar sulla possibilità di risalire da Seren: alcuni di loro affermano che la strada potrebbe non consentire il passaggio per neve e frane.
Si prende comunque la via di SEREN DEL GRAPPA per una strada pianeggiante che si incunea nel ventre nord della montagna in profondità e che ti fa già capire come la salita sia tutta concentrata alla fine.
A SEREN DEL GRAPPA presso il bar VITOCCO si fa il timbro ( ore 11.15 ) prima della salita, non rinunciando a scambiare qualche opinione con la signora del banco sul tratto di salita del Capitello. Anche lei si mostra incerta sul da farsi; vorrebbe coinvolgere nella discussione il Sindaco del paese, impegnato però in una lunga telefonata. Alla fine ci congeda promettendo che avrebbe volentieri offerto di nuovo la timbratura del nostro foglietto di carta se fossimo stati costretti alla ritirata.
Quindi si continua ad incunearsi nella valle boschiva e prativa verso stalle con una breve ascesa prima della località CHIESA NUOVA che si presenta con la sua bella chiesa, l’ampia piazza e le case intorno dei pochi abitanti. Da qui in poi diventa affare serio: non immediatamente ma poco dopo, passate alcune abitazioni lungo la stretta strada, si costeggia il fianco roccioso del monte e la salita si inerpica senza mezze misure. Si lavora di gambe , di braccia e di spalle. Le grate poi, non ti permettono distrazioni, le fessure potrebbero accogliere giusto la gomma della ruota con le conseguenze del caso.
Tratti severi sempre in grande concentrazione, fino a scorgere, IN UN MODESTO SLARGO A SINISTRA, il CAPITELLO GIALLO, che da un lato incute paura perche si trova in corrispondenza del tratto più duro, dall’altro ti conforta perché sai che, passato quel punto e ancora per i trecento metri successivi, ti troverai oltre il punto più difficile: “ il più è fatto “.
Si sale poi nel bosco ancora ripidamente ma con pendenze più “ umane “,verso le pratie e per le malghe di val delle bocchette fino a raggiungere l ‘ incrocio con la strada da CAUPO in corrispondenza del ? albergo FORCELLETTO, da dove mancano ancora 8 km alla cima.
Si va dunque sempre faticando ma sapendo di avercela fatta.
Si percorrono a ritroso i tratti prativi e di ampio e confortante panorama affrontati durante la prima discesa e dopo circa 40 minuti si scorge il RIFUGIO SCARPON che si supera per salire dalla CADORNA dopo 5 km al RIFUGIO BASSANO CIMA GRAPPA ( timbro ore 13. 35 ). Lì c’è sempre il camino acceso : il fuoco ti riporta a dimensioni umane e le voci delle persone ti fanno capire che “ la vita è bella “ e che hai rischiato di perderla lungo le precedenti rampe.
Si riparte in discesa, sempre con la mantellina perché sul GRAPPA c’è sempre vento. Si gode dell’amplissimo panorama della pianura vicentina e fino alla LAGUNA nei giorni più chiari.
Si scende per campo croce,SEMONZO per gustare ancora l’ambiente roccioso alternato ai prati delle MALGHE coperti da milioni di bucaneve che li rendono come un tappeto bianco e verde.
Francamente chi può non sentirsi appagato dopo tali “ gesta “. La discesa è la ricompensa e, a metà discesa, si nota che l’aria fresca della cima, lascia il posto al tepore della pianura.
Si transita davanti alla chiesa di SEMONZO circondata dagli ulivi e dalle costruzioni di pietra chiara del Grappa.
Si entra in statale e a ROMANO D’EZZELINO, si fa sosta alla GELATERIA HOTTONIA ove si pone il timbro ( ore 14. 25 ).
Si può transitare poi per BASSANO DEL GRAPPA, VIALE DELLE FOSSE ; poi si ritorna per MAROSTICA e fino a SANDRIGO ove si pone l’ultimo timbro in uno degli esercizi del CENTRO ( ARRIVO ORE 14.12 ).
E’ fatta. Non sarà per molti, ma eventualmente fatevi conoscere per firmare l’ ALBO D’ORO.
Ad oggi sono già 6 i ciclisti che hanno posto il proprio sigillo a questa “piccola” impresa.
Descizione sintetica percorso:
Km totali: 160
Dislivello totale: 3660m
Rapporti consigliati: 39x29, 34x27-29
Periodo consigliato: tarda primavera, estate, inizio autunno
Periodo effettuabile: tutto l’anno con il sole;
Si percisa: che in qualsiasi periodo dell’anno ma soprattutto in estate, le nuvole e gli improvvisi temporali ne fanno una montagna pagagonabile agli alti passi dolomitici con pericolo serio di assideramento, favorito dalle lunghe discese, se non opportunamente coperti con materiale adatto. Si precisa altresì che in caso di neve le strade non vengono pulite e risulterrano transitabili solo al naturale scioglimento della neve stessa.
Il tempo impiegato nel portare a termine il giro non conta al fine della scittura nell’albo punchè avvenga nella stessa giornata,alba-tramonto.
Indicazioni salite:
http://www.salite.ch/11261.asp?
http://www.salite.ch/grappa3.asp?
In allegato il tracciato in formato gpx per navigatori e kml per visualizzarlo in google earth.
--- O --- O --- O --- O --- O --- O --- O --- O --- O --- O --- O ---
Ad opera di un altro autore, appartenente comunque allo stesso gruppo, si aggiunge alla MGE la MGVDS, ovvero La Monte Grappa Versante del Sole il cui nome prende spunto da questa immagine storica
risalente ai primi successivi La Grande Guerra e che mostra a sinistra la strada Cadorna (da Romano) e a destra la strada Giardino (da Semonzo).
L'itinerario è meno difficile del precedente, ma comunque da non sottovalutare.
Col passare degli anni si sa che l'attività cerebrale viene progressivamente calando, così ieri, siccome mi mancavano ancora un paio di salite, in integrale, a Cima Grappa, mi sono ingegnato anch'io in un nuovo brevetto della serie MG: l’MGVDS, cioè Monte Grappa Versante del Sole, combinando le due salite meno impegnative a Cima Grappa sul versante sud: la Strada Giardino e la Strada Cadorna.
Partenza alle ore 7.00 da Sandrigo. Il tempo non è dei migliori, ma salendo dopo Semonzo verso Cima Grappa il tempo va via via migliorando, fino a sbucare finalmente sopra la nuvolaglia.
Raggiungo così, sotto un timido sole, Cima Grappa. Una visita al Rifugio per una veloce colazione e quindi, rinfrancato dalla situazione meteo attuale, ignorando invece le previsioni, scendo ancora lungo la Strada Giardino: Dopo il bivio con la strada militare d’arroccamento per il Tomba sono inghiottito dalla nebbia, in alcuni tratti così fitta che non si capisce molto bene dove andare. Fortunatamente conosco abbastanza bene la discesa e poi, allo scollinamento verso Malga Camol, la mutata orografia fa sì che le correnti spingano indietro le nebbie. Ho così modo di rivedere il sole, almeno fino a Semonzo. Sia in salita sia in discesa non ho trovato un cane, eccetto che per gli stradini che poco distante dalla chiesa di Semonzo stavano tagliando l'erba lungo la strada, buttando tutto il rifiuto in mezzo alla stessa. Per fortuna si è trattato solo di un chilometro, ma vi era di tutto: rami, sassi, radici. Tutto è in attesa dell'adunata triveneta degli alpini di sabato che prevede il raduno a Cima Grappa. A Semonzo faccio il pieno d'acqua e riparto in direzione di Romano per affrontare la salita da Romano lungo la Strada Cadorna. Su questo lato il tempo è un po' meno bello, il sole è sparito, ma meglio così sono le ore 10 e mezza e potrebbe fare veramente molto più caldo. Salendo ho modo di osservare che, pur avendo questa strada, nel tratto iniziale, le stesse pendenze della Strada Giardino (8-9%), si riesce a salire ad una velocità maggiore con lo stesso sforzo. Vi è una spiegazione logica? Lungo la salita questa volta incrocio sei ciclisti, di cui due sono delle attempate signore, smilze e sorridenti, tedesche. Una sale abbastanza forte e si vede che sta facendo fatica, così quando mi affianco le chiedo se conosce la salita. Naturalmente no, così mi prodigo in consigli e subito rallenta l'andatura. Raggiunto ponte San Lorenzo il tempo si va chiudendo, ma non in modo preoccupante. Le previsioni meteo prevedono rovesci nel pomeriggio, in fin dei conti siamo ancora nella mattinata. Salire da soli senza incontrare altri ciclisti lungo la Strada Cadorna è veramente una noia, infatti, la pendenza non è tale da richiedere una notevole concentrazione e i chilometri, ventisette in totale, sembrano non passare mai. Così ogni tanto mi fermo a leggere i numerosi cartelli, posti lungo la strada, del cosiddetto Museo Diffuso della Grande Guerra. Mi invento anche di fotografarmi in salita con l'autoscatto, come diversivo.
Solo ad un paio di chilometri dalla vetta raggiungo un trio di olandesi ed assieme raggiungiamo Cima Grappa. Io mi mangio una crostata e un cappuccino, ho una fame boia. Loro invece si siedono a tavola e si ordinano "Lasagne e birra grande". Dico loro che io scendo subito, perché il cielo si è fatto piuttosto scuro e che quelle maledette previsioni meteo prevedono scrosci di pioggia e, secondo me, farebbero meglio a fare altrettanto. Mi rispondono con una risata e nello stesso stentato italiano con cui hanno fatto le ordinazioni, ribadiscono: "Prima lasagne e birra grande". Esco dal rifugio, foto e mantelline varie, sono 16°C e del sole nemmeno una traccia, in compenso la nebbia va e viene. Dopo un paio di chilometri di discesa, stavolta lungo la Cadorna, la nebbia sparisce e il tempo sembra meno minaccioso. Dopo il bivio per Feltre re incontro le due signore di prima che stanno ancora salendo. Butto un occhio verso valle, in direzione di Ponte San Lorenzo, e là il cielo è veramente nero. Infatti, quando vi arrivo, sono investito da quello che, chissà perché, inizialmente scambio per un nugolo di moscerini e solo dopo un po' realizzo che sta cominciando a piovere. Anzi è veramente uno scroscio, mi fermo a mettere la giacca, ma sono già bagnato. Sono ottimista, infatti, penso che, di solito, scendendo di quota, il tempo dovrebbe migliorare. Invece non migliora per niente ed è pioggia continua fino all'ingresso di Romano. Superato Romano ritrovo anche il sole così riesco a scaldarmi, poi il resto è la solita noiosa pianura fino a casa. Ho percorso 150km e 3400m di dislivello in 7h 01' alla patetica media di 21km/h scarsi, ma sono contento lo stesso. Basta accontentarsi. David
Settembre 16, 2010
Descizione sintetica percorso:
Indicazioni salite:
http://www.salite.ch/grappa2.asp?
http://www.salite.ch/grappa.asp?
In allegato il tracciato in formato gpx per navigatori e kml per visualizzarlo in google earth.
Inoltre, dopo la MONTEGRAPPACHALLENGE, rimane ancora poco di inesplorato.
E’ nata però, una nuova proposta ciclistica nell’ambito del GRUPPO CICLISTI DI SANDRIGO, chiamata MONTEGRAPPAEXTREME, che prevede di unire nello stesso itinerario solo 2 ascese, ma le due più estreme della montagna. La partenza è fissata da Sandrigo, a circa 40 km dalla prima ascesa Bocca di Forca da Possagno che presenta pendenze fino al 26% per raggiungere poi la Valle delle Mure e salire verso cima del Grappa. Una volta raggiunto l’incrocio con la statale Cadorna, ove era stato posto il gran premio della montagna nella tappa di Asolo nel Giro 2010, si dovrà discendere a nord fino a Caupo per spostarsi quindi a Seren del Grappa dove, dopo il transito per il borgo Chiesa Nuova si percorre l’ascesa nota come “ DEL CAPITELLO “ ove si devono superare pendenze fino al 23%.
Solo 2 ascese sembrano poco in confronto alla MONTEGRAPPACHALLENGE, ma sono le 2 ascese più estreme che probabilmente nessuno ha mai percorso in successione.
A Sandrigo, terremo un ALBO D’ORO e, chi compirà il tragitto, documentato con i timbri o gli scontrini dei punti toccati, potrà apporre la sua firma con i dati personali e le sue impressioni.
A presto.
L’impresa è gia stata compiuta da uno di noi partito sul far dell’alba da Sandrigo verso le 6.20 del mattino percorrendo la superstrada Valsugana e la pedemontana del grappa. Alle 7.45 , 1° timbro all’ “ Osteria da Ico “ di Possagno del Grappa ai piedi della Strada DEGLI ALPINI, quindi subito in salita, dura fin dall’inizio passando per contrà masiere, contrà vardanega anche se con tratti discontinui e di alleggerimento , ma con tornanti secchi che proiettano lo sguardo del ciclista all’apra erta che l’attende, fino al tratto più impegnativo al 22% verso la parte finale del percorso al km 7. A quell’ora era ancora silenzio completo; unico incontro una lepre quasi stupita e ferma in mezzo alla stretta strada.
La strada degli Alpini si congiunge al percorso stradale proveniente dal Monte Tomba/ Malga doc . Poco prima del punto d’incontro vi è, sulla parete rocciosa di sinistra, un bassorilievo di bronzo raffigurante un alpino in marcia che sembra l’emblema della “ fatica “ come la salita sembra essere un “ pellegrinaggio alla fatica “e nell’incavo sulla roccia una delle poche fontane lungo le salite del grappa dove è possibile trovare dell’acqua.
Si sale quindi con tornanti scolpiti sulla parete il monte Pallon con pendenze costanti ormai semplici ( circa 10% ) fino a raggiungere BOCCA DI FORCA, malga vedetta , malga archeson da dove si scende perdendo un pò di quota in mezzo alla valle delle mure contornata da malghe e pascoli per poi cominciare a salire verso il traverso sul costone di roccia ove ci sono numerose gallerie verso col formiga. Qui, il 1° maggio, la strada è ancora piena di neve, frane e frasche costringendo a scendere per alcuni tratti dalla bici. Una volta raggiunto l’incrocio con la strada da Semonzo, campo croce, si procede a destra liberamente sempre con salita di tutto rispetto, fino all’incrocio con la Cadorna (monte grappa da romano d’ezzelino) da dove, invece di salire a CIMA GRAPPA RIFUGIO BASSANO, si scende per prendere la discesa verso CAUPO passando in prossimità di RIFUGIO SCARPON ( 2° timbro alle 10.04 ).
La lunga discesa di 30 km, ci fa apprezzare da subito, ampi panorami sull’altopiano di Asiago, sulle Dolomiti e sulla zona di Cima d’ASTA. Si transita in prossimità di rifugio FORCELLETTO; poi la strada si restringe,entra nel bosco, presenta qualche ripresa di salita impegnativa ma breve e ridiscende ripida, stretta dapprima e larga poi verso valle. A CAUPO ( 3° TIMBRO ore 11.00 HOSTERIA AL MENTA ) si scambiano alcune considerazioni con gli avventori del bar sulla possibilità di risalire da Seren: alcuni di loro affermano che la strada potrebbe non consentire il passaggio per neve e frane.
Si prende comunque la via di SEREN DEL GRAPPA per una strada pianeggiante che si incunea nel ventre nord della montagna in profondità e che ti fa già capire come la salita sia tutta concentrata alla fine.
A SEREN DEL GRAPPA presso il bar VITOCCO si fa il timbro ( ore 11.15 ) prima della salita, non rinunciando a scambiare qualche opinione con la signora del banco sul tratto di salita del Capitello. Anche lei si mostra incerta sul da farsi; vorrebbe coinvolgere nella discussione il Sindaco del paese, impegnato però in una lunga telefonata. Alla fine ci congeda promettendo che avrebbe volentieri offerto di nuovo la timbratura del nostro foglietto di carta se fossimo stati costretti alla ritirata.
Quindi si continua ad incunearsi nella valle boschiva e prativa verso stalle con una breve ascesa prima della località CHIESA NUOVA che si presenta con la sua bella chiesa, l’ampia piazza e le case intorno dei pochi abitanti. Da qui in poi diventa affare serio: non immediatamente ma poco dopo, passate alcune abitazioni lungo la stretta strada, si costeggia il fianco roccioso del monte e la salita si inerpica senza mezze misure. Si lavora di gambe , di braccia e di spalle. Le grate poi, non ti permettono distrazioni, le fessure potrebbero accogliere giusto la gomma della ruota con le conseguenze del caso.
Tratti severi sempre in grande concentrazione, fino a scorgere, IN UN MODESTO SLARGO A SINISTRA, il CAPITELLO GIALLO, che da un lato incute paura perche si trova in corrispondenza del tratto più duro, dall’altro ti conforta perché sai che, passato quel punto e ancora per i trecento metri successivi, ti troverai oltre il punto più difficile: “ il più è fatto “.
Si sale poi nel bosco ancora ripidamente ma con pendenze più “ umane “,verso le pratie e per le malghe di val delle bocchette fino a raggiungere l ‘ incrocio con la strada da CAUPO in corrispondenza del ? albergo FORCELLETTO, da dove mancano ancora 8 km alla cima.
Si va dunque sempre faticando ma sapendo di avercela fatta.
Si percorrono a ritroso i tratti prativi e di ampio e confortante panorama affrontati durante la prima discesa e dopo circa 40 minuti si scorge il RIFUGIO SCARPON che si supera per salire dalla CADORNA dopo 5 km al RIFUGIO BASSANO CIMA GRAPPA ( timbro ore 13. 35 ). Lì c’è sempre il camino acceso : il fuoco ti riporta a dimensioni umane e le voci delle persone ti fanno capire che “ la vita è bella “ e che hai rischiato di perderla lungo le precedenti rampe.
Si riparte in discesa, sempre con la mantellina perché sul GRAPPA c’è sempre vento. Si gode dell’amplissimo panorama della pianura vicentina e fino alla LAGUNA nei giorni più chiari.
Si scende per campo croce,SEMONZO per gustare ancora l’ambiente roccioso alternato ai prati delle MALGHE coperti da milioni di bucaneve che li rendono come un tappeto bianco e verde.
Francamente chi può non sentirsi appagato dopo tali “ gesta “. La discesa è la ricompensa e, a metà discesa, si nota che l’aria fresca della cima, lascia il posto al tepore della pianura.
Si transita davanti alla chiesa di SEMONZO circondata dagli ulivi e dalle costruzioni di pietra chiara del Grappa.
Si entra in statale e a ROMANO D’EZZELINO, si fa sosta alla GELATERIA HOTTONIA ove si pone il timbro ( ore 14. 25 ).
Si può transitare poi per BASSANO DEL GRAPPA, VIALE DELLE FOSSE ; poi si ritorna per MAROSTICA e fino a SANDRIGO ove si pone l’ultimo timbro in uno degli esercizi del CENTRO ( ARRIVO ORE 14.12 ).
E’ fatta. Non sarà per molti, ma eventualmente fatevi conoscere per firmare l’ ALBO D’ORO.
Ad oggi sono già 6 i ciclisti che hanno posto il proprio sigillo a questa “piccola” impresa.
Descizione sintetica percorso:
Km totali: 160
Dislivello totale: 3660m
Rapporti consigliati: 39x29, 34x27-29
Periodo consigliato: tarda primavera, estate, inizio autunno
Periodo effettuabile: tutto l’anno con il sole;
Si percisa: che in qualsiasi periodo dell’anno ma soprattutto in estate, le nuvole e gli improvvisi temporali ne fanno una montagna pagagonabile agli alti passi dolomitici con pericolo serio di assideramento, favorito dalle lunghe discese, se non opportunamente coperti con materiale adatto. Si precisa altresì che in caso di neve le strade non vengono pulite e risulterrano transitabili solo al naturale scioglimento della neve stessa.
Il tempo impiegato nel portare a termine il giro non conta al fine della scittura nell’albo punchè avvenga nella stessa giornata,alba-tramonto.
Indicazioni salite:
http://www.salite.ch/11261.asp?
http://www.salite.ch/grappa3.asp?
In allegato il tracciato in formato gpx per navigatori e kml per visualizzarlo in google earth.
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Ad opera di un altro autore, appartenente comunque allo stesso gruppo, si aggiunge alla MGE la MGVDS, ovvero La Monte Grappa Versante del Sole il cui nome prende spunto da questa immagine storica
risalente ai primi successivi La Grande Guerra e che mostra a sinistra la strada Cadorna (da Romano) e a destra la strada Giardino (da Semonzo).
L'itinerario è meno difficile del precedente, ma comunque da non sottovalutare.
Col passare degli anni si sa che l'attività cerebrale viene progressivamente calando, così ieri, siccome mi mancavano ancora un paio di salite, in integrale, a Cima Grappa, mi sono ingegnato anch'io in un nuovo brevetto della serie MG: l’MGVDS, cioè Monte Grappa Versante del Sole, combinando le due salite meno impegnative a Cima Grappa sul versante sud: la Strada Giardino e la Strada Cadorna.
Partenza alle ore 7.00 da Sandrigo. Il tempo non è dei migliori, ma salendo dopo Semonzo verso Cima Grappa il tempo va via via migliorando, fino a sbucare finalmente sopra la nuvolaglia.
Raggiungo così, sotto un timido sole, Cima Grappa. Una visita al Rifugio per una veloce colazione e quindi, rinfrancato dalla situazione meteo attuale, ignorando invece le previsioni, scendo ancora lungo la Strada Giardino: Dopo il bivio con la strada militare d’arroccamento per il Tomba sono inghiottito dalla nebbia, in alcuni tratti così fitta che non si capisce molto bene dove andare. Fortunatamente conosco abbastanza bene la discesa e poi, allo scollinamento verso Malga Camol, la mutata orografia fa sì che le correnti spingano indietro le nebbie. Ho così modo di rivedere il sole, almeno fino a Semonzo. Sia in salita sia in discesa non ho trovato un cane, eccetto che per gli stradini che poco distante dalla chiesa di Semonzo stavano tagliando l'erba lungo la strada, buttando tutto il rifiuto in mezzo alla stessa. Per fortuna si è trattato solo di un chilometro, ma vi era di tutto: rami, sassi, radici. Tutto è in attesa dell'adunata triveneta degli alpini di sabato che prevede il raduno a Cima Grappa. A Semonzo faccio il pieno d'acqua e riparto in direzione di Romano per affrontare la salita da Romano lungo la Strada Cadorna. Su questo lato il tempo è un po' meno bello, il sole è sparito, ma meglio così sono le ore 10 e mezza e potrebbe fare veramente molto più caldo. Salendo ho modo di osservare che, pur avendo questa strada, nel tratto iniziale, le stesse pendenze della Strada Giardino (8-9%), si riesce a salire ad una velocità maggiore con lo stesso sforzo. Vi è una spiegazione logica? Lungo la salita questa volta incrocio sei ciclisti, di cui due sono delle attempate signore, smilze e sorridenti, tedesche. Una sale abbastanza forte e si vede che sta facendo fatica, così quando mi affianco le chiedo se conosce la salita. Naturalmente no, così mi prodigo in consigli e subito rallenta l'andatura. Raggiunto ponte San Lorenzo il tempo si va chiudendo, ma non in modo preoccupante. Le previsioni meteo prevedono rovesci nel pomeriggio, in fin dei conti siamo ancora nella mattinata. Salire da soli senza incontrare altri ciclisti lungo la Strada Cadorna è veramente una noia, infatti, la pendenza non è tale da richiedere una notevole concentrazione e i chilometri, ventisette in totale, sembrano non passare mai. Così ogni tanto mi fermo a leggere i numerosi cartelli, posti lungo la strada, del cosiddetto Museo Diffuso della Grande Guerra. Mi invento anche di fotografarmi in salita con l'autoscatto, come diversivo.
Solo ad un paio di chilometri dalla vetta raggiungo un trio di olandesi ed assieme raggiungiamo Cima Grappa. Io mi mangio una crostata e un cappuccino, ho una fame boia. Loro invece si siedono a tavola e si ordinano "Lasagne e birra grande". Dico loro che io scendo subito, perché il cielo si è fatto piuttosto scuro e che quelle maledette previsioni meteo prevedono scrosci di pioggia e, secondo me, farebbero meglio a fare altrettanto. Mi rispondono con una risata e nello stesso stentato italiano con cui hanno fatto le ordinazioni, ribadiscono: "Prima lasagne e birra grande". Esco dal rifugio, foto e mantelline varie, sono 16°C e del sole nemmeno una traccia, in compenso la nebbia va e viene. Dopo un paio di chilometri di discesa, stavolta lungo la Cadorna, la nebbia sparisce e il tempo sembra meno minaccioso. Dopo il bivio per Feltre re incontro le due signore di prima che stanno ancora salendo. Butto un occhio verso valle, in direzione di Ponte San Lorenzo, e là il cielo è veramente nero. Infatti, quando vi arrivo, sono investito da quello che, chissà perché, inizialmente scambio per un nugolo di moscerini e solo dopo un po' realizzo che sta cominciando a piovere. Anzi è veramente uno scroscio, mi fermo a mettere la giacca, ma sono già bagnato. Sono ottimista, infatti, penso che, di solito, scendendo di quota, il tempo dovrebbe migliorare. Invece non migliora per niente ed è pioggia continua fino all'ingresso di Romano. Superato Romano ritrovo anche il sole così riesco a scaldarmi, poi il resto è la solita noiosa pianura fino a casa. Ho percorso 150km e 3400m di dislivello in 7h 01' alla patetica media di 21km/h scarsi, ma sono contento lo stesso. Basta accontentarsi. David
Settembre 16, 2010
Descizione sintetica percorso:
Indicazioni salite:
http://www.salite.ch/grappa2.asp?
http://www.salite.ch/grappa.asp?
In allegato il tracciato in formato gpx per navigatori e kml per visualizzarlo in google earth.
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