''non ti preoccupare, ti ci porto alla nove colli'', dissi alla mia bicicletta che era gennaio, con polso e mignolo fratturato e spalla lussata per una caduta il giorno prima ( o anno prima...era il 31 dicembre ) in MTB. Ma non erano tanto le fratture, o l'asma che non mollava o quella che sarebbe diventata una sorta di bronchite cronica che mi porto ancora dietro a preoccuparmi, era la testa. Io in bici non ci volevo andare più. Cosi non ci sono andato più, tranne qualche uscita, qualche botta di vita o di rabbia per montare in sella e pestare. E cosi è stato. Mi trascino a Cesenatico, entro in albergo, non saluto nessuno. Non ho parlato per 2 giorni, la prima parola che ho detto è stato ''oooooooooooooooo'' quando a 50 all'ora, risalendo dal fondo della rosa, ho incrociato il mio gruppo locale, da lì è stato tutto un menare senza mai scordarsi di fare battute col poco fiato residuo. Battute con amici, sconosciuti, passanti, con quelli del ristoro sempre estremamente gentili che non riesci a pensare che per un bicchiere di cocacola stai perdendo 5 minuti, perchè alla fine ti metti a parlare, da dove vieni, fai il lungo o il corto, in bocca al lupo, che il lupo si è già magnato pecorelle e pastore...i crampi dopo il barbotto, i 20 minuti fermo e poi di nuovo in sella con la stessa rabbia che ti ha fatto pestare come una bestia fin lì, con l'aggiunta dei conati di vomito per lo stomaco devastato dai farmaci, per il digiuno forzato, per quella coscia destra che non ne vuole sapere nemmeno semplicemente di appoggiarsi al pedale e allora vai solo con la sinistra per 5km buoni.
meno di 5 ore dopo una delle miss mi sorride, mi da la medaglia, la ringrazio, poi mi danno un piatto di pasta buonissimo, ringrazio anche loro, c'è acqua in abbondanza, fresca, ringrazio anche la cisterna.
''hai visto che ti ho portato alla nove colli? l'anno prossimo ci facciamo il lungo''...