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<blockquote data-quote="green dolphin" data-source="post: 7840427" data-attributes="member: 7692"><p>E' così, resta il fatto che il successo di questo tipo di manifestazioni dipende molto dal clima di festa/ritrovo che da sempre si accompagna all'evento, l'occasione di rivedere persone che magari incontri quella volta all'anno o solo in qualche altra gara, è una bella opportunità. Ed è per questo motivo che se la manifestazione fosse stata impostata solo verso il lato agonistico, anche in passato che i numeri erano alti, le presenze sarebbero state molte meno. Il successo, come sappiamo della 9 Colli dipende da tanti altri fattori, e quando una cosa ha successo non la cambi: quando tutti volevano iscriversi, quando le presenze dall'estero erano una certezza, quando il giorno del click day i posti andavano esauriti in un batter di ciglia, hai il coltello dalla parte del manico. Se a ciò aggiungi che i ciclisti sono un po' ossessivo/compulsivi, e amano fare e rifare gli stessi percorsi per confrontare le prestazioni, i tempi, le medie, etc., cosa quanto mai inutile in una gara come la 9 colli che ha tratti immensi di pianura e saliscendi che fatti in gruppo o con certi gruppi, rispetto ad essere da soli, fanno una grandissima differenza.</p><p></p><p>Ma è dopo tutto questo boom che si è fatta la storia: non poteva durare per sempre, ed è mancata una visione che anche se non fosse riuscita ad anticipare il calo fisiologico, almeno, una volta capita la piega che stava prendendo, mettesse in atto da subito contromisure.</p><p></p><p>Ora, appurato che il ciclista medio non vuole più la 9 colli con la stessa bramosia con cui la desiderava prima, e quindi probabilmente la visione è cambiata, come pure le aspettative, bisogna analizzare il fenomeno e comprendere se c'è un modo di far tornare la bramosia, stuzzicando il ciclista con altre formule, andando incontro a ciò che adesso gli aggrada di più. E qui si è inserito il gravel, ma alla fine di numeri non ne fa tanti, ci sono eventi solo gravel che hanno più riscontro.</p><p></p><p>Diceva bene [USER=9919]@bicilook[/USER] poco sopra: i numeri mostruosi degli anni d'oro non torneranno più, questo è certo. Ma è come per noi ciclisti, invecchiando ci si rende conto che a livello prestativo non siamo più quelli di prima. A quel punto c'è chi si ostina a sfondarsi di allenamento convinto che si possa migliorare all'infinito, e c'è chi, più saggiamente, prende il meglio da ciò che il proprio rinnovato corpo gli offre, ben sapendo che non potrà paragonarsi al passato. E se la gode. Ma c'è anche chi non sopporta questa debacle prestativa e smette di colpo di andare in bici, ne ho conosciuti tanti così!</p><p></p><p>Le strade per stare a galla, anche per una gran fondo sono le stesse: o ti rinnovi, o chiudi i battenti. Galleggiare sui fasti del proprio passato è poco onorevole, e distrugge il mito creato con tanta fatica.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="green dolphin, post: 7840427, member: 7692"] E' così, resta il fatto che il successo di questo tipo di manifestazioni dipende molto dal clima di festa/ritrovo che da sempre si accompagna all'evento, l'occasione di rivedere persone che magari incontri quella volta all'anno o solo in qualche altra gara, è una bella opportunità. Ed è per questo motivo che se la manifestazione fosse stata impostata solo verso il lato agonistico, anche in passato che i numeri erano alti, le presenze sarebbero state molte meno. Il successo, come sappiamo della 9 Colli dipende da tanti altri fattori, e quando una cosa ha successo non la cambi: quando tutti volevano iscriversi, quando le presenze dall'estero erano una certezza, quando il giorno del click day i posti andavano esauriti in un batter di ciglia, hai il coltello dalla parte del manico. Se a ciò aggiungi che i ciclisti sono un po' ossessivo/compulsivi, e amano fare e rifare gli stessi percorsi per confrontare le prestazioni, i tempi, le medie, etc., cosa quanto mai inutile in una gara come la 9 colli che ha tratti immensi di pianura e saliscendi che fatti in gruppo o con certi gruppi, rispetto ad essere da soli, fanno una grandissima differenza. Ma è dopo tutto questo boom che si è fatta la storia: non poteva durare per sempre, ed è mancata una visione che anche se non fosse riuscita ad anticipare il calo fisiologico, almeno, una volta capita la piega che stava prendendo, mettesse in atto da subito contromisure. Ora, appurato che il ciclista medio non vuole più la 9 colli con la stessa bramosia con cui la desiderava prima, e quindi probabilmente la visione è cambiata, come pure le aspettative, bisogna analizzare il fenomeno e comprendere se c'è un modo di far tornare la bramosia, stuzzicando il ciclista con altre formule, andando incontro a ciò che adesso gli aggrada di più. E qui si è inserito il gravel, ma alla fine di numeri non ne fa tanti, ci sono eventi solo gravel che hanno più riscontro. Diceva bene [USER=9919]@bicilook[/USER] poco sopra: i numeri mostruosi degli anni d'oro non torneranno più, questo è certo. Ma è come per noi ciclisti, invecchiando ci si rende conto che a livello prestativo non siamo più quelli di prima. A quel punto c'è chi si ostina a sfondarsi di allenamento convinto che si possa migliorare all'infinito, e c'è chi, più saggiamente, prende il meglio da ciò che il proprio rinnovato corpo gli offre, ben sapendo che non potrà paragonarsi al passato. E se la gode. Ma c'è anche chi non sopporta questa debacle prestativa e smette di colpo di andare in bici, ne ho conosciuti tanti così! Le strade per stare a galla, anche per una gran fondo sono le stesse: o ti rinnovi, o chiudi i battenti. Galleggiare sui fasti del proprio passato è poco onorevole, e distrugge il mito creato con tanta fatica. [/QUOTE]
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