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La mia bici - review
Nuovo Libro sul 75° della Campagnolo
Testo
<blockquote data-quote="Abu Yasin" data-source="post: 1401902" data-attributes="member: 12808"><p>In punta di piedi, e senza entrare nel merito del libro ( che non conosco ): avendo svolto dal 2001 fino a pochi mesi orsono la mansione di redattore editoriale, due o tre cosette mi sento di dirle. Primo, la qualità di un saggio la si nota anche ( in alcuni casi soprattutto ) dall'accuratezza dell'apparato iconografico ( immagini, riproduzioni, copie anastatiche, etc. ) e delle relative note, valendo il principio che "citare le fonti" è una prerogativa inderogabile da parte di un curatore serio. </p><p>Secondo, i volumi commemorativi non sono quasi mai - per loro natura - esaustivi o filologicamente accuratissimi, partendo da una committenza di parte o dovendo rendere conto a finalità che prescindono ( spesso eludendole platealmente ) da criteri di analisi storiografica approfondita.</p><p>Nel caso in questione, non credo si tratti di una committenza specifica da parte di Campagnolo, quanto piuttosto di un volume nato sotto l'egida o con il placet della medesima. </p><p>Non è da escludere ( anzi, del tutto auspicabile ) che Campagnolo possa commissionare in futuro uno studio serio sotto forma di volume antologico con apporti di esperti di design, tecnica e meccanica, costume e così via, e partendo dal proprio archivio, che immagino notevolmente fornito. Trattandosi poi di una pagina importantissima della storia industriale del nostro paese, credo che un simile progetto dovrebbe interessare quantomeno la Provincia di Vicenza ed il Ministero competente.</p><p>Ma siamo in Italia, non è detto che tutto ciò avvenga.</p><p>Tornando al libro in oggetto, è poi curioso che sia un appassionato statunitense a far notare lacune od omissioni ma tant'è; ben venga un opera in cui si parla di biciclette e di tecnica da esse relativa.</p><p>Quel che è certo, a prescindere dal valore intrinseco del libro, è che rimarrà comunque una lettura di nicchia, per i pochi appassionati del settore che hanno la salutare abitudine di leggere qualcosa prima di addormentarsi.</p><p>Scusatemi per la lunghezza del post.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Abu Yasin, post: 1401902, member: 12808"] In punta di piedi, e senza entrare nel merito del libro ( che non conosco ): avendo svolto dal 2001 fino a pochi mesi orsono la mansione di redattore editoriale, due o tre cosette mi sento di dirle. Primo, la qualità di un saggio la si nota anche ( in alcuni casi soprattutto ) dall'accuratezza dell'apparato iconografico ( immagini, riproduzioni, copie anastatiche, etc. ) e delle relative note, valendo il principio che "citare le fonti" è una prerogativa inderogabile da parte di un curatore serio. Secondo, i volumi commemorativi non sono quasi mai - per loro natura - esaustivi o filologicamente accuratissimi, partendo da una committenza di parte o dovendo rendere conto a finalità che prescindono ( spesso eludendole platealmente ) da criteri di analisi storiografica approfondita. Nel caso in questione, non credo si tratti di una committenza specifica da parte di Campagnolo, quanto piuttosto di un volume nato sotto l'egida o con il placet della medesima. Non è da escludere ( anzi, del tutto auspicabile ) che Campagnolo possa commissionare in futuro uno studio serio sotto forma di volume antologico con apporti di esperti di design, tecnica e meccanica, costume e così via, e partendo dal proprio archivio, che immagino notevolmente fornito. Trattandosi poi di una pagina importantissima della storia industriale del nostro paese, credo che un simile progetto dovrebbe interessare quantomeno la Provincia di Vicenza ed il Ministero competente. Ma siamo in Italia, non è detto che tutto ciò avvenga. Tornando al libro in oggetto, è poi curioso che sia un appassionato statunitense a far notare lacune od omissioni ma tant'è; ben venga un opera in cui si parla di biciclette e di tecnica da esse relativa. Quel che è certo, a prescindere dal valore intrinseco del libro, è che rimarrà comunque una lettura di nicchia, per i pochi appassionati del settore che hanno la salutare abitudine di leggere qualcosa prima di addormentarsi. Scusatemi per la lunghezza del post. [/QUOTE]
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