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Nutrizionista sportivo
Testo
<blockquote data-quote="Bullxr4" data-source="post: 7350620" data-attributes="member: 119581"><p>Eh bella domanda, il problema è che sono cambiati tanti fattori da quando ho iniziato ad andare dal nutrizionista quindi non so come sarebbe andata se non ci fossi andato.</p><p>Dipende molto qual è il punto di partenza ossia quanto male si mangiava prima.</p><p>Sicuramente rispettando una dieta si ci sente più leggeri grazie ad alimenti digeribili (non sto parlando di kg ma proprio di digeribilità), si eliminano i picchi glicemici, si mangia in modo bilanciato fornendo al fisico tutti i macronutrienti di cui necessita al momento giusto.</p><p>Tutte cose che se uno mangia bene fa già, magari con una componente extra di grassi o proteine che non incide più di tanto se non per quei 2-3 kg in più. Insomma in questo caso servirebbe solo a limare i dettagli.</p><p>La cosa fondamentale è mangiare in bici, ma qua il nutrizionista aiuta relativamente poco, le info sono di pubblico dominio.</p><p>Il lato negativo è che spesso i nutrizionisti stanno più stretti che larghi, quindi soprattuttoni primi mesi cè il rischio di stare in cronico deficit se uno ha consumi elevati per ora pedalata, perchè il parametro principale su cui si basano è il volume e solo in seconda/terza battuta l'intensità (nessuno ti verrà a chiedere i watt medi).</p><p>Riassumendo: se mangi male ti insegna a mangiare, utile andarci secondo me anche solo una tantum per avere un'idea.</p><p>Se uno mangia già bene e si alimenta correttamente in bici, il nutrizionista serve per limare quei 2/3 kg e correggere i piccoli errori che ci possono essere e sono soggettivi (uova alla mattina, qualche grasso di troppo alla mattina, troppa pasta al ritorno, spuntino scarso....)(ogni nutrizionista ha la sua linea e il suo metodo potrebbero esserci differenze fra l'uno e l'altro ma le basi sono quelle); con il rischio di tirare troppo la corda ed avere una dieta alla lunga insostenibile oppure dimagrire troppo inficiando i miglioramenti. Casi rari, basta ascoltarsi ed avere un po' di buonsenso a volte per calibrare i carbo al di là di quello che dice il nutrizionista, con il tempo si impara.</p><p>Questa la mia esperienza, ne ho provati 2 uno "vecchio stile" ed uno più giovane "new stile. Il secondo con qualche carbo e grassi in più del primo che è più restrittivo. Però quello più giovane non considerava molto l'aspetto digeribilità visto che prepara prevalente triathleti per cui prediligeva colazioni un po' troppo cariche non adatte per allenamenti ad alta intensità fin da subito oltre ad un minor grado di dettaglio su determinati fattori.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Bullxr4, post: 7350620, member: 119581"] Eh bella domanda, il problema è che sono cambiati tanti fattori da quando ho iniziato ad andare dal nutrizionista quindi non so come sarebbe andata se non ci fossi andato. Dipende molto qual è il punto di partenza ossia quanto male si mangiava prima. Sicuramente rispettando una dieta si ci sente più leggeri grazie ad alimenti digeribili (non sto parlando di kg ma proprio di digeribilità), si eliminano i picchi glicemici, si mangia in modo bilanciato fornendo al fisico tutti i macronutrienti di cui necessita al momento giusto. Tutte cose che se uno mangia bene fa già, magari con una componente extra di grassi o proteine che non incide più di tanto se non per quei 2-3 kg in più. Insomma in questo caso servirebbe solo a limare i dettagli. La cosa fondamentale è mangiare in bici, ma qua il nutrizionista aiuta relativamente poco, le info sono di pubblico dominio. Il lato negativo è che spesso i nutrizionisti stanno più stretti che larghi, quindi soprattuttoni primi mesi cè il rischio di stare in cronico deficit se uno ha consumi elevati per ora pedalata, perchè il parametro principale su cui si basano è il volume e solo in seconda/terza battuta l'intensità (nessuno ti verrà a chiedere i watt medi). Riassumendo: se mangi male ti insegna a mangiare, utile andarci secondo me anche solo una tantum per avere un'idea. Se uno mangia già bene e si alimenta correttamente in bici, il nutrizionista serve per limare quei 2/3 kg e correggere i piccoli errori che ci possono essere e sono soggettivi (uova alla mattina, qualche grasso di troppo alla mattina, troppa pasta al ritorno, spuntino scarso....)(ogni nutrizionista ha la sua linea e il suo metodo potrebbero esserci differenze fra l'uno e l'altro ma le basi sono quelle); con il rischio di tirare troppo la corda ed avere una dieta alla lunga insostenibile oppure dimagrire troppo inficiando i miglioramenti. Casi rari, basta ascoltarsi ed avere un po' di buonsenso a volte per calibrare i carbo al di là di quello che dice il nutrizionista, con il tempo si impara. Questa la mia esperienza, ne ho provati 2 uno "vecchio stile" ed uno più giovane "new stile. Il secondo con qualche carbo e grassi in più del primo che è più restrittivo. Però quello più giovane non considerava molto l'aspetto digeribilità visto che prepara prevalente triathleti per cui prediligeva colazioni un po' troppo cariche non adatte per allenamenti ad alta intensità fin da subito oltre ad un minor grado di dettaglio su determinati fattori. [/QUOTE]
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