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Occhio ad non esagerare con l'entusiasmo....per la bici
Testo
<blockquote data-quote="Mauro V" data-source="post: 5714115" data-attributes="member: 70113"><p>Nell'estate del 2009 stufo di svegliarmi alle 5 e aspettare a letto l'ora di andare al lavoro, un bel mattino ho preso la bici che usavo da sempre per muovermi in città (mtb del 1990, acciaio, cambio 3x7, di mia sorella) e sono uscito lungo la Costiera (Trieste). Scopo, muovermi, fare fiato, calare la pancetta. È cominciata così, a 52 anni, lavoro dirigenziale, dopo decenni in cui di sportivo c'erano solo le sciate e le camminate in montagna o sul Carso, quando i cinque figli sono cresciuti e mi hanno improvvisamente lasciato del tempo per me. Scarpe da ginnastica, braghette e maglietta decathlon, tempi tenuti a mente. Per un paio di lunghissime stagioni il quadrivio di Sistiana alla fine della Costiera (20 km da casa) sono state le mie Colonne d'Ercole. Poi il grande passo, Battaglin usata alluminio e Camp Veloce ( 395), comp Sportler 13. E la scoperta sconvolgente della libertà: arrivare dove ero arrivato sono in auto (Lignano....) scoprire le provinciali deserte sul Carso o in Slovenia, passare per i paesini la domenica mattina.... E fare medie che stupivano l'amico che mi aveva spinto all'acquisto.</p><p>Da una paio di anni ho una Sempre Pro con Ultegra (veramente io volevo il tutto IT, celeste Bianchi e Camp, ma sai....), irrinunciabile Garmin, e mi impegno sempre contro me stesso nelle mie personalissime Parigi-Roubaix .</p><p>Epperò sono ingordo: se non mi sfido non mi diverto. E siccome a 59, sempre impegno dirigenziale e impegno civico pure, non ho più i tempi dei 52 anni, mi sono fissato sulla distanza: 5000 km all'anno. Fatti 5003 nel 2014, 8100 nel 2015, quasi 6000 nel 2016.</p><p>Però mi sono messo su una china pericolosa, sempre perché sono ingordo, "devo" fare più dell'anno scorso, quindi "devo" uscire più spesso e "devo" macinare più km. E succede quello che dite voi: che esco anche senza voglia, già stanco, che rientro spossato e insoddisfatto, che mi stresso già prima di aprire le previsioni del tempo, recriminando perché sono indietro rispetto ai km dell'anno scorso.</p><p>Ma leggere questa discussione mi ha fatto un gran bene: sapere che non sono il solo e soprattuto chiedermi che buco copre il ciclismo nella mia vita e se per caso non mi sto alienando (alienando, non allenando!) forte. E recuperare la soddisfazione di un w.e in montagna o una camminata in Carso con la moglie o un amico. E capire che non sono più da invidiare per me i baby pensionati da 18-20-22.000 km anno, ma i vecchietti di 75 o 80 che ancora passeggiano in bici in Costiera: ecco l'obiettivo vero, al di là delle statistiche del Garmin, arrivare alla loro età, salute permettendo, con la passione intatta, senza nausea da bici, con la voglia di un giovanotto. Ragazzi per favore, non mettiamoci nella condizione di stufarci della bici!</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Mauro V, post: 5714115, member: 70113"] Nell'estate del 2009 stufo di svegliarmi alle 5 e aspettare a letto l'ora di andare al lavoro, un bel mattino ho preso la bici che usavo da sempre per muovermi in città (mtb del 1990, acciaio, cambio 3x7, di mia sorella) e sono uscito lungo la Costiera (Trieste). Scopo, muovermi, fare fiato, calare la pancetta. È cominciata così, a 52 anni, lavoro dirigenziale, dopo decenni in cui di sportivo c'erano solo le sciate e le camminate in montagna o sul Carso, quando i cinque figli sono cresciuti e mi hanno improvvisamente lasciato del tempo per me. Scarpe da ginnastica, braghette e maglietta decathlon, tempi tenuti a mente. Per un paio di lunghissime stagioni il quadrivio di Sistiana alla fine della Costiera (20 km da casa) sono state le mie Colonne d'Ercole. Poi il grande passo, Battaglin usata alluminio e Camp Veloce ( 395), comp Sportler 13. E la scoperta sconvolgente della libertà: arrivare dove ero arrivato sono in auto (Lignano....) scoprire le provinciali deserte sul Carso o in Slovenia, passare per i paesini la domenica mattina.... E fare medie che stupivano l'amico che mi aveva spinto all'acquisto. Da una paio di anni ho una Sempre Pro con Ultegra (veramente io volevo il tutto IT, celeste Bianchi e Camp, ma sai....), irrinunciabile Garmin, e mi impegno sempre contro me stesso nelle mie personalissime Parigi-Roubaix . Epperò sono ingordo: se non mi sfido non mi diverto. E siccome a 59, sempre impegno dirigenziale e impegno civico pure, non ho più i tempi dei 52 anni, mi sono fissato sulla distanza: 5000 km all'anno. Fatti 5003 nel 2014, 8100 nel 2015, quasi 6000 nel 2016. Però mi sono messo su una china pericolosa, sempre perché sono ingordo, "devo" fare più dell'anno scorso, quindi "devo" uscire più spesso e "devo" macinare più km. E succede quello che dite voi: che esco anche senza voglia, già stanco, che rientro spossato e insoddisfatto, che mi stresso già prima di aprire le previsioni del tempo, recriminando perché sono indietro rispetto ai km dell'anno scorso. Ma leggere questa discussione mi ha fatto un gran bene: sapere che non sono il solo e soprattuto chiedermi che buco copre il ciclismo nella mia vita e se per caso non mi sto alienando (alienando, non allenando!) forte. E recuperare la soddisfazione di un w.e in montagna o una camminata in Carso con la moglie o un amico. E capire che non sono più da invidiare per me i baby pensionati da 18-20-22.000 km anno, ma i vecchietti di 75 o 80 che ancora passeggiano in bici in Costiera: ecco l'obiettivo vero, al di là delle statistiche del Garmin, arrivare alla loro età, salute permettendo, con la passione intatta, senza nausea da bici, con la voglia di un giovanotto. Ragazzi per favore, non mettiamoci nella condizione di stufarci della bici! [/QUOTE]
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