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Oetztaler Radmarathon 2012
Testo
<blockquote data-quote="8888" data-source="post: 3405783" data-attributes="member: 15291"><p>Infatti ... La Oetzy è la granfondo perfetta. Quella in cui tutti, scalatori e passisti, possono godersi una giornata di grande sport. Poco importa la classifica, la gara non è mai fine a se stessa, non serve nulla il tempo per una singola partecipazione. Oetzy ha bisogno dello storico di 2 o almeno tre prove in cui il ciclista analizza la sua performance cercando di capire dove è migliorato e dove ha perso qualcosa, dove si è allenato bene e dove potrà progredire. </p><p>La Campy, l' ho detto, è l' università del ciclismo e va considerata come un esame (un esame secco però, anzi meglio una tesi); ma la Oetzy è la scuola in cui studiare il proprio modo di andare in bici, imparando da se stessi e dalle proprie sensazioni.</p><p>Per Simone e quelli come lui il discorso è un pò diverso ma per il raffronto necessario con la prestazione degli altri. Per lui, se s' innamorerà dell' austriaca, il prossimo anno varrà ancor di più il concetto personale.</p><p>Infine, l' ho detto anche in precedenza, la Oetzy va vissuta dal giovedì (o prima). Negrini arrivava il sabato sera, vinceva, tornava a Bologna. Un prof parte e arriva senza sapere il percorso e senza preoccuparsene. Ma sono "poveri" nei confronti nostri che possiamo goderci lo spirito di questa festa.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="8888, post: 3405783, member: 15291"] Infatti ... La Oetzy è la granfondo perfetta. Quella in cui tutti, scalatori e passisti, possono godersi una giornata di grande sport. Poco importa la classifica, la gara non è mai fine a se stessa, non serve nulla il tempo per una singola partecipazione. Oetzy ha bisogno dello storico di 2 o almeno tre prove in cui il ciclista analizza la sua performance cercando di capire dove è migliorato e dove ha perso qualcosa, dove si è allenato bene e dove potrà progredire. La Campy, l' ho detto, è l' università del ciclismo e va considerata come un esame (un esame secco però, anzi meglio una tesi); ma la Oetzy è la scuola in cui studiare il proprio modo di andare in bici, imparando da se stessi e dalle proprie sensazioni. Per Simone e quelli come lui il discorso è un pò diverso ma per il raffronto necessario con la prestazione degli altri. Per lui, se s' innamorerà dell' austriaca, il prossimo anno varrà ancor di più il concetto personale. Infine, l' ho detto anche in precedenza, la Oetzy va vissuta dal giovedì (o prima). Negrini arrivava il sabato sera, vinceva, tornava a Bologna. Un prof parte e arriva senza sapere il percorso e senza preoccuparsene. Ma sono "poveri" nei confronti nostri che possiamo goderci lo spirito di questa festa. [/QUOTE]
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