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Oetztaler Radmarathon 2012
Testo
<blockquote data-quote="tubus" data-source="post: 3758386" data-attributes="member: 20713"><p>Prima esperienza alla Oetztaler:indimenticabile.Fin dalla vigilia, vedere all' arena sulle pareti i nomi di tutti i partecipanti, l' incertezza per il meteo, con i messaggini della Datasport che invitavano a "indossare indumenti adeguati per la probabile pioggia", la sgambatina del sabato con la pasta al ristorante italiano in mezzo a italiani. E la sveglia della domenica , con la speranza di non vedere pioggia. Già non partire con l' acqua psicologicamente è doping allo stato puro. E poi il colpo di cannone, si parte, la gente che applaude, i lampeggianti a segnalare le rotonde fino a Oetz. Poi sul Kuhtai entro in trance agonistica, scollino freschissimo,una lavata di dieci minuti dieci a Innsbruk, con i bambini che ti danno il cinque, gli anziani con pantaloni di cuoio e campanacci, tante donne con l' abito tirolese. A tutto agganciato al Brennero express, il tipo di salita per me indigesta, va tutto troppo bene! Su e giù i gambali e i manicotti, te caldo e il Giovo regolare non mi fa male. Ma so che il bello deve ancora arrivare. Inizio il Rombo con tuoni minacciosi, ma il meteo regge, faccio il ristoro a Schoen e li' il vento è tremendo, a folate. Vede finalmente le maglie stese ai tornanti prima del tunnel, è fatta. Macchè, dopo il vento è ancora più forte, sembra che ci sia una mano che ti impedisce di andare avanti. Ma scollino, so che cìè quel dentello di 2 km , passo anche quello, giù verso la meta alla velocità folle di 35 km/h per il vento contro. Decido che voglio arrivare da solo, mi faccio superare da una ventina di ciclisti, ma sotto l' arco della Red Bull ci devo arrivare da solo. Detto e fatto, ultima curva , alzo le mani, ci sono. Avevo un sogno, adesso è un ricordo da portare stretto stretto.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="tubus, post: 3758386, member: 20713"] Prima esperienza alla Oetztaler:indimenticabile.Fin dalla vigilia, vedere all' arena sulle pareti i nomi di tutti i partecipanti, l' incertezza per il meteo, con i messaggini della Datasport che invitavano a "indossare indumenti adeguati per la probabile pioggia", la sgambatina del sabato con la pasta al ristorante italiano in mezzo a italiani. E la sveglia della domenica , con la speranza di non vedere pioggia. Già non partire con l' acqua psicologicamente è doping allo stato puro. E poi il colpo di cannone, si parte, la gente che applaude, i lampeggianti a segnalare le rotonde fino a Oetz. Poi sul Kuhtai entro in trance agonistica, scollino freschissimo,una lavata di dieci minuti dieci a Innsbruk, con i bambini che ti danno il cinque, gli anziani con pantaloni di cuoio e campanacci, tante donne con l' abito tirolese. A tutto agganciato al Brennero express, il tipo di salita per me indigesta, va tutto troppo bene! Su e giù i gambali e i manicotti, te caldo e il Giovo regolare non mi fa male. Ma so che il bello deve ancora arrivare. Inizio il Rombo con tuoni minacciosi, ma il meteo regge, faccio il ristoro a Schoen e li' il vento è tremendo, a folate. Vede finalmente le maglie stese ai tornanti prima del tunnel, è fatta. Macchè, dopo il vento è ancora più forte, sembra che ci sia una mano che ti impedisce di andare avanti. Ma scollino, so che cìè quel dentello di 2 km , passo anche quello, giù verso la meta alla velocità folle di 35 km/h per il vento contro. Decido che voglio arrivare da solo, mi faccio superare da una ventina di ciclisti, ma sotto l' arco della Red Bull ci devo arrivare da solo. Detto e fatto, ultima curva , alzo le mani, ci sono. Avevo un sogno, adesso è un ricordo da portare stretto stretto. [/QUOTE]
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