Operacion Puerto

archmarco

Apprendista Scalatore
29 Agosto 2006
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non cerco giustificazioni!!!!!!!!!


....partita persa....fine!!!

non c'è nessuna partita ....
e quindi nessun fine ...
se le tue non erano giustificazioni nel discorso di ieri... forrse erano un nuovo modo per vedere il ciclismo....
che secondo me (e ribadisco secondo me) è solo un modo per nascondersi dal probelma del doping e accettarlo così com è...
 

fast1

Apprendista Cronoman
15 Marzo 2007
3.029
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per ora con tutti gli scandali doping, processi e squalifiche tutti i momenti è impensabile per certe aziende investire nel ciclismo.
Aziende come fiat, coca cola, o grandi gruppi e multinazionali come possono legare il proprio nome a gente che prima o poi provocherà semplicemente un danno di immagine.
ora nel ciclismo investono molti ricchi appassionati come tinkoff o abramovich nel calcio, ma è difficile che con questa situazione altre aziende cerchino visibilità col ciclismo...rischierebbero danni d'immagine enormi.
per questo la torta di soldi che il ciclismo deve spartirsi è assai limmitata dal fenomeno doping, sono veramente tanti soldi in meno anche per i corridori
 

W LA RAZA!!!

Pignone
12 Aprile 2007
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per ora con tutti gli scandali doping, processi e squalifiche tutti i momenti è impensabile per certe aziende investire nel ciclismo.
Aziende come fiat, coca cola, o grandi gruppi e multinazionali come possono legare il proprio nome a gente che prima o poi provocherà semplicemente un danno di immagine.
ora nel ciclismo investono molti ricchi appassionati come tinkoff o abramovich nel calcio, ma è difficile che con questa situazione altre aziende cerchino visibilità col ciclismo...rischierebbero danni d'immagine enormi.
per questo la torta di soldi che il ciclismo deve spartirsi è assai limmitata dal fenomeno doping, sono veramente tanti soldi in meno anche per i corridori


Secondo me dell'immagine non gliene frega niente a nessuno. Credi che alla T-mobile non sapessero niente di quello che succedeva 11 anni fa tra i suoi atleti? Ora il caso è talmente grosso che non possono non tirarsi fuori, ma è solo facciata. Fino ad ora hanno finanziato e sponsorizzato perchè avevano un ritorno commerciale dalle varie vittorie dei suoi atleti. Quando uno sponsor paga non vuole sapere come funzionano gli allenamenti, o che integratori danno (per fare un esempio). Vogliono la visibilità e soprattutto un ritorno commerciale.
sono loro che hanno cominciato secondo me a rovinare lo sport.
Soldi in cambio di soldi altrimenti col cacchio che te ne danno.
 

Magoo

Apprendista Passista
29 Giugno 2005
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30/05/2007 Torri: lette le intercettazioni, sono saltato sulla sedia «Cosa ho pensato quando ho letto le intercettazioni che vedono coinvolti Mazzoleni e il dottor Carlo Santuccione? Sono sobbalzato sulla sedia».
Non usa mezze parole Ettore Torri, magistrato, da novembre a capo della Procura Antidoping del Coni. Dopo aver riaperto il caso Basso, dopo aver messo spalle al muro sia il campione di Cassano Magnago che Michele Scarponi, entrambi coinvolti nell’ormai famosissima «Operacion Puerto», dice che solo qualche giorno fa è entrato in possesso delle oltre 14mila pagine dell’inchiesta «Oil for drug», per tre anni sul tavolo della Procura di Roma e del magistrato Paolo Ferraro.
Per quella inchiesta e per quelle telefonate Mazzoleni non fu indagato dalla Procura di Roma, ma tutti gli atti furono trasferiti alla Procura di competenza, quella di Bergamo. L’inchiesta è datata 2004, ma da allora la giustizia sportiva, contrariamente a quanto ha fatto per i casi Basso e Scarponi, è rimasta immobile. Adesso il nuovo capo della Procura, Ettore Torri ha deciso di fare luce.
«Evidentemente chi mi ha preceduto non ha ritenuto opportuno chiedere informazioni – ci dice il giudice antidoping Torri -, oppure, molto più semplicemente, visto che a livello di giustizia ordinaria si è arrivati solo poco tempo fa ai rinvii a giudizio (una trentina, con corridori cicloamatori e no), solo adesso si è potuti arrivare a chiedere il fascicolo visto che non è più protetto dal segreto istruttorio».
Quattordicimila pagine, piene zeppe di informazioni, anche se uno dei nodi principali è proprio legato alle intercettazioni di Mazzoleni con Santuccione, che per la giustizia sportiva potrebbero essere molto interessanti, visto che si parla chiaramente di Epo e di dosi di eritropoietina iniettate e da iniettare. L’atleta, come si legge nei verbali, spiega al medico di aver assunto d’accordo con un suo compagno di squadra 4000 unità sottocute di Epo.
«Ho letto qualcosa, una scorsa veloce – ci conferma Torri -, ma devo studiare bene il fascicolo. Posso dire poco: posso solo garantire che andremo a fondo e nessuno resterà impunito».

da Il Giornale del 30 maggio 2007
 

Magoo

Apprendista Passista
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30/05/2007 Saronni: situazione imbarazzante per tutti Basta essere sospettati di un illecito per far scattare il famigerato codice etico. Basta essere sospettati, ma dipende da chi. Perché qualche corridore è stato lasciato a casa e altri invece corrono. Soprattutto: perché Mazzoleni ha potuto prendere il via da Caprera e nessun Team di Pro Tour si è fatto sentire? Interrogativi, domande, che rivolgiamo ai diretti interessati. Franco e chiaro come sempre Beppe Saronni, team manager della Lampre di Cunego: «Per il codice etico le inchieste italiane sono meno gravi di quelle straniere, la situazione è imbarazzante. Sono perplesso. Mi domando anche: dov’è stata finora la Procura Coni, ma anche noi non siamo stati chiarissimi».
Chiarissimo Saronni. Più imbarazzato Gian Luigi Stanga, team manager della Milram, la formazione capitanata da Alessandro Petacchi. «È vero che esiste un codice etico, ma l’Astana, la formazione nella quale corre Mazzoleni, non fa parte dell’associazione che gestisce le squadre di “Pro Tour”. Penso piuttosto che la vera responsabilità ce l’abbiano gli organizzatori, i quali avrebbero dovuto dire qualcosa al team kazako. E che dire della Procura del Coni? Noi sappiamo davvero poco, pensavamo che quella vicenda risalente al 2004 fosse ormai risolta, archiviata. Cosa posso dire? Di sicuro non si può andare avanti così. Mi auguro solo che dal prossimo anno ci sia un ulteriore giro di vite con l’introduzione di un nuovo sistema antidoping che consentirà, grazie all’inalazione di una sostanza a base di anidride carbonica, di controllare la massa ematica dei corridori: chi si fa le trasfusioni non avrà più scampo».

da Il Giornale del 30 maggio 2007
 

fast1

Apprendista Cronoman
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Secondo me dell'immagine non gliene frega niente a nessuno. Credi che alla T-mobile non sapessero niente di quello che succedeva 11 anni fa tra i suoi atleti? Ora il caso è talmente grosso che non possono non tirarsi fuori, ma è solo facciata. Fino ad ora hanno finanziato e sponsorizzato perchè avevano un ritorno commerciale dalle varie vittorie dei suoi atleti. Quando uno sponsor paga non vuole sapere come funzionano gli allenamenti, o che integratori danno (per fare un esempio). Vogliono la visibilità e soprattutto un ritorno commerciale.
sono loro che hanno cominciato secondo me a rovinare lo sport.
Soldi in cambio di soldi altrimenti col cacchio che te ne danno.


caspita se frega dell'immagine, qualsiasi azienda che metta dei soldi non per passione ma cercando un ritorno di immagine che si trasformi poi in soldi è attentissima all'immagine. Dichiarazioni come quelle di Riis che dice di essersi dopato e che può restituire la maglia gialla o dichiarazioni come quelle di simoni su basso l'anno scorso a fine tappa producono danni economici oggettivi al ciclismo perchè allontanano molti sponsor. Qualcuno investe nel ciclismo per passione e lo fa anche se sa che ci sono scandali e vari problemi, altre aziende come coca cola, fiat, nestlè ecc credo che neppure gratis in questo momento assocerebbero il loro nome a certe squadre. In ogni azienda grossa il marketing è una funzione aziendale attentissima a incrementare l'immagine dell'azienda o dei marchi. I corridori giovani che piglian 700 euro al mese per correre o non trovano contratto possono ringraziare anche le dichiarazioni di gente come riis o simoni e ovviamente di tanti altri e la cattiva gestione di un sistema in genere.
Ed è ovvio che gli organizzatori del tour non amano certe dichiarazioni come quelle di riis, in pratica ha detto che il tour era una buffonata in cui vinceva il più dopato...peggio di così per l'immagine del tour...tutti soldi che mancano
 

W LA RAZA!!!

Pignone
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caspita se frega dell'immagine, qualsiasi azienda che metta dei soldi non per passione ma cercando un ritorno di immagine che si trasformi poi in soldi è attentissima all'immagine. Dichiarazioni come quelle di Riis che dice di essersi dopato e che può restituire la maglia gialla o dichiarazioni come quelle di simoni su basso l'anno scorso a fine tappa producono danni economici oggettivi al ciclismo perchè allontanano molti sponsor. Qualcuno investe nel ciclismo per passione e lo fa anche se sa che ci sono scandali e vari problemi, altre aziende come coca cola, fiat, nestlè ecc credo che neppure gratis in questo momento assocerebbero il loro nome a certe squadre. In ogni azienda grossa il marketing è una funzione aziendale attentissima a incrementare l'immagine dell'azienda o dei marchi. I corridori giovani che piglian 700 euro al mese per correre o non trovano contratto possono ringraziare anche le dichiarazioni di gente come riis o simoni e ovviamente di tanti altri e la cattiva gestione di un sistema in genere.
Ed è ovvio che gli organizzatori del tour non amano certe dichiarazioni come quelle di riis, in pratica ha detto che il tour era una buffonata in cui vinceva il più dopato...peggio di così per l'immagine del tour...tutti soldi che mancano


Il tuo discorso l'ho capito, però resto convinto che gli sponsor devono avere cmq l'interesse a stare nel ciclismo, perchè le multinazionali che tu hai citato scelgono il calcio perchè è molto più seguito, televisivamente parlando ha molto più spazio ecc...
Non credo che ci si allontana da uno sport per casi sporadici di doping (Telekom esclusa ovviamente!). Lo sanno tutti che i calciatori fanno uso di doping (pensa al Parma quando Cannavaro si faceva quella flebo), eppure...
Pensa alla Juve con calciopoli: a parte la tamoil che ha rescisso il contratto, tutti gli altri sponsor sono rimasti, anzi, ti dirò di più: da quando la juve è in B (e questa è una notizia riportata dal sito di www.libero.it qualche settimana fa), gli sponsor preferiscono la B alla A e i diritti TV hanno fatto il picco in B con la juve nonostante quello che c'è stato. Per questo che non sono convinto che gli scandali allontanino gli sponsor
Secondo me c'è qualcos'altro
 

W LA RAZA!!!

Pignone
12 Aprile 2007
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Casi sporadici.............................................
La flebo non è DOPING!Dipende cosa c'e dentro


Sì, non ho fatto caso che ho accostato doping a flebo.

Per quanto riguarda i casi sporadici ovviamente intendo l'impatto mediatico, come viene raccontato dai TG (ogni tanto ne prendono uno), non fanno quasi mai delle vere e proprie retate (O.P. a parte). Se ci pensi bene se fosse anche questo un sistema potrebbe essere il modo di tenere calme le acque, altrimenti se trovato 1, trovano tutta la squadra (che io ricordi solo la Festina ha fatto questa fine), allora sì addio sponsor.
 

Soccio

Maglia Amarillo
13 Gennaio 2005
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Anywhere (Earth planet)
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Colnago C60
Pensa alla Juve con calciopoli: a parte la tamoil che ha rescisso il contratto, tutti gli altri sponsor sono rimasti, anzi, ti dirò di più: da quando la juve è in B (e questa è una notizia riportata dal sito di www.libero.it qualche settimana fa), gli sponsor preferiscono la B alla A e i diritti TV hanno fatto il picco in B con la juve nonostante quello che c'è stato. Per questo che non sono convinto che gli scandali allontanino gli sponsor
Secondo me c'è qualcos'altro

...le persone certo non si sono allontanate...come voleva qualcuno su questo topic boicottare il ciclismo e le corse pro!!!!

oggi davano dalle 100 alle 120 mila persone sul percorso!!!
 

ale5401

Pedivella
8 Settembre 2006
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discorso lungo e complicato. Ma come dimostrano tutti gli scandali del calcio (doping farmacologico, doping amministrativo, partite e campionati truccati), ai big sponsor interessa solo il ritorno d'immagine.
Noi ciclisti abbiamo però un grosso difetto: continuiamo a spararci addosso, ad iniziare dai nostri prodi telecronisti, che parlano di doping in continuazione!!!
 

ducadegliabruzzi

Apprendista Passista
31 Dicembre 2005
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abruzzinia
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io penso che agli sponsor non gli puo' fregare di meno perche' quendo li beccano loro i soldi li hanno gia' fatti (esclusa la nike con basso), basti pensare all'astana di vinocurov: li lo sponsor e' piu' corrotto di un ciclista che si dopa eppure hanno la wild card pro tour..... non ci sono parole, in kazakistan(si scrive cosi'?) la gente vive in una poverta' che farebbe indignare chiunque pensando che il paese ha ricchezze enormi in termini petroliferi e di gas naturale, il governo cosa fa? spende 5 miglioni o piu di euro per sponsorizzare una squadra. questa e' la vergogna vera.
 

W LA RAZA!!!

Pignone
12 Aprile 2007
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io penso che agli sponsor non gli puo' fregare di meno perche' quendo li beccano loro i soldi li hanno gia' fatti (esclusa la nike con basso), basti pensare all'astana di vinocurov: li lo sponsor e' piu' corrotto di un ciclista che si dopa eppure hanno la wild card pro tour..... non ci sono parole, in kazakistan(si scrive cosi'?) la gente vive in una poverta' che farebbe indignare chiunque pensando che il paese ha ricchezze enormi in termini petroliferi e di gas naturale, il governo cosa fa? spende 5 miglioni o piu di euro per sponsorizzare una squadra. questa e' la vergogna vera.


Qualche politico direbbe che il tuo è un discorso populista, ma io che non sono un politico te lo straquotoo-o.

solo una piccola correzione: anche in Italia fanno di queste cose, alcune grosse industrie licenziano operai o li mettono in cassa integrazione per spendere milioni di € in pubblicità.
Lo chiamano PIANO INDUSTRIALE... solo una domanda, ma se tutti devono vendere e chi deve comprare è a casa senza lavoro, chi li ha i soldi???;nonzo%
 

fast1

Apprendista Cronoman
15 Marzo 2007
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Qualche politico direbbe che il tuo è un discorso populista, ma io che non sono un politico te lo straquotoo-o.

solo una piccola correzione: anche in Italia fanno di queste cose, alcune grosse industrie licenziano operai o li mettono in cassa integrazione per spendere milioni di € in pubblicità.
Lo chiamano PIANO INDUSTRIALE... solo una domanda, ma se tutti devono vendere e chi deve comprare è a casa senza lavoro, chi li ha i soldi???;nonzo%


chi spende in pubblicità prevede che quei soldi spesi ritornino con le maggiori vendite o con vendite a prezzi più alti...anzi si prevede che ne tornino un po' più di quelli spesi per pubblicità...
in alcuni settori la pubblicità è praticamente d'obbligo per vendere...
certo nessuno si diverte a sperperare soldi in pubblicità, poi l'efficacia delle spese di pubblicità è tutta da verivicare...
se la pubblicità funziona è perchè tante persone si lasciano influenzare da essa
nel ciclismo molti investono per puro piacere, non per avere un sicuro ritorno economico
 

ducadegliabruzzi

Apprendista Passista
31 Dicembre 2005
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Qualche politico direbbe che il tuo è un discorso populista, ma io che non sono un politico te lo straquotoo-o.

solo una piccola correzione: anche in Italia fanno di queste cose, alcune grosse industrie licenziano operai o li mettono in cassa integrazione per spendere milioni di € in pubblicità.
Lo chiamano PIANO INDUSTRIALE... solo una domanda, ma se tutti devono vendere e chi deve comprare è a casa senza lavoro, chi li ha i soldi???;nonzo%

quelli senza soldi fanno carta a.u.r.a. e poi si trovano veramente con il culo per terra.... scusata l'off topic ma in uno degli sport piu' del popolo come il ciclismo e' doveroso avere anche queste sensibilita'.
 

fast1

Apprendista Cronoman
15 Marzo 2007
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caspita se frega dell'immagine, qualsiasi azienda che metta dei soldi non per passione ma cercando un ritorno di immagine che si trasformi poi in soldi è attentissima all'immagine. Dichiarazioni come quelle di Riis che dice di essersi dopato e che può restituire la maglia gialla o dichiarazioni come quelle di simoni su basso l'anno scorso a fine tappa producono danni economici oggettivi al ciclismo perchè allontanano molti sponsor. Qualcuno investe nel ciclismo per passione e lo fa anche se sa che ci sono scandali e vari problemi, altre aziende come coca cola, fiat, nestlè ecc credo che neppure gratis in questo momento assocerebbero il loro nome a certe squadre. In ogni azienda grossa il marketing è una funzione aziendale attentissima a incrementare l'immagine dell'azienda o dei marchi. I corridori giovani che piglian 700 euro al mese per correre o non trovano contratto possono ringraziare anche le dichiarazioni di gente come riis o simoni e ovviamente di tanti altri e la cattiva gestione di un sistema in genere.
Ed è ovvio che gli organizzatori del tour non amano certe dichiarazioni come quelle di riis, in pratica ha detto che il tour era una buffonata in cui vinceva il più dopato...peggio di così per l'immagine del tour...tutti soldi che mancano


...vittima anche delle sue parole, ma forse lui sapeva già che il suo sponsor sarebbe scappato...