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Ormai solo uscite di piacere
Testo
<blockquote data-quote="scania" data-source="post: 5946983" data-attributes="member: 68849"><p>io ho ripreso la bici dopo quasi 20 anni di inattività, il peso era salito alle stelle e in uno dei primi giri ho affrontato una salita di 2 km al 6/7 % ... risultato visioni mistiche con San Antonio seduto sul manubrio che mi incitava! Pian piano ho perso molto peso e mi sono appassionato alle lunghe distanze, nel primo anno sono riusciuto a raggiungere quasi i 200km di giro (solo pianura). Il secondo anno mi sono posto l'obiettivo per i 300km e l' ho centrato 2 volte, uno in pianura andando fino a Venezia (quindi pianura) e poi un altro 300 abbondante andando fino a Cortina (decisamente salita). Una parte importante è il modo con cui pianifico la mia impresa (impresa per le mi possibilità), la programmazione, riuscirò ad affrontare quelle salite? Che pendenze hanno? Dove recuperare, mangiare? Affrontare la sfida, capire cosa ti dice il corpo mentre pedali, come migliorare,panorami meravigliosi. La sfida è sempre e solo con me stesso, esco anche con altre persone, ma sempre con spirito non agonistico, se c'è da fare una tiratina va bene, ma mi rifiuto di andare a tutta e guardare solo l'asfalto o il posteriore di chi mi precede facendo attenzione a non tamponarlo in caso di minima frenata. Mi piace fermarmi a fare una foto e a godermi il panorama, se devo essere sempre a tutta e non godermi il mondo che mi circonda tanto vale pedalare in garage o andare a fare spinning (almeno li c'è bella musica). Da quando affronto i giri in questo modo, vado più forte di vent'anni fa, mi diverto di più. Ci sono poi le salite che di tanto in tanto faccio a tutta per vedere se riesco a migliorami, ma il fine non è limare un minuto, ma riuscire a fare giri e salite sempre più impegnative che mi permettano di rientrare a casa soddisfatto e non distrutto. Questa è la mia esperienza e la mia via, non è detto che si adatti a tutti, anzi, ho un paio di amici che vivono la bici in modo diverso, la sfida deve esssere continua e ogni salitella deve essere fatta a tutta, su salite lunghe non aspettano nessuno. Io non trovo soddisfazione a staccare un amico con cui sono uscito e aspettarlo poi 10 minuti in cima ad una salita, mi stufo a stare li da solo. Quando sono io a rimanere indietro mi fa piacere avere qualcuno con cui parlare e così si sente meno la fatica. Scusa per la lunghezza del testo, ormai faccio solo cose lunghe...:)</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="scania, post: 5946983, member: 68849"] io ho ripreso la bici dopo quasi 20 anni di inattività, il peso era salito alle stelle e in uno dei primi giri ho affrontato una salita di 2 km al 6/7 % ... risultato visioni mistiche con San Antonio seduto sul manubrio che mi incitava! Pian piano ho perso molto peso e mi sono appassionato alle lunghe distanze, nel primo anno sono riusciuto a raggiungere quasi i 200km di giro (solo pianura). Il secondo anno mi sono posto l'obiettivo per i 300km e l' ho centrato 2 volte, uno in pianura andando fino a Venezia (quindi pianura) e poi un altro 300 abbondante andando fino a Cortina (decisamente salita). Una parte importante è il modo con cui pianifico la mia impresa (impresa per le mi possibilità), la programmazione, riuscirò ad affrontare quelle salite? Che pendenze hanno? Dove recuperare, mangiare? Affrontare la sfida, capire cosa ti dice il corpo mentre pedali, come migliorare,panorami meravigliosi. La sfida è sempre e solo con me stesso, esco anche con altre persone, ma sempre con spirito non agonistico, se c'è da fare una tiratina va bene, ma mi rifiuto di andare a tutta e guardare solo l'asfalto o il posteriore di chi mi precede facendo attenzione a non tamponarlo in caso di minima frenata. Mi piace fermarmi a fare una foto e a godermi il panorama, se devo essere sempre a tutta e non godermi il mondo che mi circonda tanto vale pedalare in garage o andare a fare spinning (almeno li c'è bella musica). Da quando affronto i giri in questo modo, vado più forte di vent'anni fa, mi diverto di più. Ci sono poi le salite che di tanto in tanto faccio a tutta per vedere se riesco a migliorami, ma il fine non è limare un minuto, ma riuscire a fare giri e salite sempre più impegnative che mi permettano di rientrare a casa soddisfatto e non distrutto. Questa è la mia esperienza e la mia via, non è detto che si adatti a tutti, anzi, ho un paio di amici che vivono la bici in modo diverso, la sfida deve esssere continua e ogni salitella deve essere fatta a tutta, su salite lunghe non aspettano nessuno. Io non trovo soddisfazione a staccare un amico con cui sono uscito e aspettarlo poi 10 minuti in cima ad una salita, mi stufo a stare li da solo. Quando sono io a rimanere indietro mi fa piacere avere qualcuno con cui parlare e così si sente meno la fatica. Scusa per la lunghezza del testo, ormai faccio solo cose lunghe...:) [/QUOTE]
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