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Ottimo articolo sulle rpm
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<blockquote data-quote="bifone" data-source="post: 3913619" data-attributes="member: 6413"><p>Personalmente la periodizzazione per preparare gare di lunga durata, ovvero granfondo e piccoli giri, la imposto diversamente da come fai tu. La classica periodizzazione, per capirsi quella della scuola russa e ancora molto in voga, era stata studiata ed applicata nell'atletica e nel nuoto dove le gare consistevano in prestazioni ad altissima intensità. Secondo il mio punto di vista questa modalità è scorretta quando applicata a gare di endurance prolungato, questo per il solito banale principio della specializzazione. Con l'avvicinarsi della stagione agonistica i mezzi allenaneti devono essere sempre più simili al contesto di gara e sfruttare le precondizioni che hai sviluppato nel periodo generale e spiecifico della periodizzazione. Quindi, poiché possiamo rapportare tutto al VO2max, esprimendo le diverse intensità come una percentuale dello stesso, deve essere la prima cosa su cui lavorare. Praticamente si ribalta la classica periodizzazione inserendo la qualità ad inizio stagione per proseguire con lo sviluppo della velocità di soglia e per finire con la potenza lipidica. E' il concetto di Periodizzazione a blocchi di Vladimir Issurin ripreso da Skiba. L'esempio classico è quello della casa da ristrutturare, se vuoi alzarla di un piano per prima cosa devi stabilire l'altezza del tetto, VO2max, poi quella dei muri, soglia, ed infine quella del pavimento, potenza lipidica. Ovviamente sto parlando di percentuali relative dei diversi mezzi allenanti, ma il concetto è quello.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bifone, post: 3913619, member: 6413"] Personalmente la periodizzazione per preparare gare di lunga durata, ovvero granfondo e piccoli giri, la imposto diversamente da come fai tu. La classica periodizzazione, per capirsi quella della scuola russa e ancora molto in voga, era stata studiata ed applicata nell'atletica e nel nuoto dove le gare consistevano in prestazioni ad altissima intensità. Secondo il mio punto di vista questa modalità è scorretta quando applicata a gare di endurance prolungato, questo per il solito banale principio della specializzazione. Con l'avvicinarsi della stagione agonistica i mezzi allenaneti devono essere sempre più simili al contesto di gara e sfruttare le precondizioni che hai sviluppato nel periodo generale e spiecifico della periodizzazione. Quindi, poiché possiamo rapportare tutto al VO2max, esprimendo le diverse intensità come una percentuale dello stesso, deve essere la prima cosa su cui lavorare. Praticamente si ribalta la classica periodizzazione inserendo la qualità ad inizio stagione per proseguire con lo sviluppo della velocità di soglia e per finire con la potenza lipidica. E' il concetto di Periodizzazione a blocchi di Vladimir Issurin ripreso da Skiba. L'esempio classico è quello della casa da ristrutturare, se vuoi alzarla di un piano per prima cosa devi stabilire l'altezza del tetto, VO2max, poi quella dei muri, soglia, ed infine quella del pavimento, potenza lipidica. Ovviamente sto parlando di percentuali relative dei diversi mezzi allenanti, ma il concetto è quello. [/QUOTE]
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