ottoTUBI XCr

flavio-san

Apprendista Velocista
27 Agosto 2010
1.588
135
Milano Sud-Ovest
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Bici
daccordiSL-masterpiù
ma hai anche la dima?!?!

Dalle foto che ho visto, la cura per il posto dove lavora, la voglia di fare bene e l' approccio che ha gli avrei fatto la domanda opposta "ma davvero non hai una dima?" perchè il bello di un artigiano, professionista, hobbista, chiamali come vuoi, è passare ore ed ore a curarsi la propria strumentazione, pensare come farla, che soluzioni e che strada prendere per poi realizzare un buon prodotto :-) usando i propri strumenti

Grazie ancora per la condivisione Mr. Ottotubi,

F
 

OttoTubi

Fatto in Italia
29 Dicembre 2013
900
2.067
52
Valcomelico-BELLUNO-
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Bici
OttoTubi XCR o titanio/carbobio
la dima me la sono costruita io, lavoro anche su frese e torni
 

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OttoTubi

Fatto in Italia
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OttoTubi XCR o titanio/carbobio
Personalmente penso che, a livello esecutivo, tu abbia postato dei lavori davvero molto interessanti, per quello che si può vedere o capire.
Spero che tu possa mettere delle altre foto.
Seriamente, hai mai pensato di farne un lavoro?
certo, mi piacerebbe che diventi un lavoro, ora però ho un altro lavoro e questa passione la coltivo nel tempo libero
 

richsea

Pedivella
25 Maggio 2008
302
15
Salento...dove il mare è turchese
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OttoTubi XCR. Passoni Top Evolution decorata da Pegoretti. Singlespeed Columbus Spirit di Barco.
Non sarà un reportage tecnico, ma solo il racconto di un viaggio.
La decisione era già stata presa qualche giorno fa: volevo conoscere Daniel (Mr. OttoTubi) e capire personalmente il suo modo di lavorare. Per il sottoscritto, che viene da una terra rivolta a Sud, il viaggio è lungo. Un rapido e breve tragitto in aereo, poi le Dolomiti Bellunesi impongono un ritmo più pacato; le nuvole e le cime filtrano ogni rumore.
Mi accoglie in casa, conosco la sua famiglia, persone gentili, tanto calore.
Mi spiega il suo lavoro, mi mostra il suo laboratorio: gli attrezzi che ha acquistato con sacrificio, quelli che ha costruito in proprio, la sua tecnica di saldatura.
Mi racconta dei contatti che ha stabilito per aver accesso ai materiali, alle tubazioni, le congiunzioni; le difficoltà iniziali, superate anche grazie alla disponibilità di artigiani, alcuni meno noti, altri famosi ma umili; i loro consigli.
In campo tecnico ha precise certezze. I dubbi si superano con la determinazione, la voglia di apprendere e l'umiltà che quelle valli impervie impongono ad ogni abitante.
Passiamo a ragionare sul telaio. Gli spiego l'uso che faccio della bici. Come la vorrei, cosa mi aspetto. Provo a pedalare sulla sua bici (un po' di paura...riderete...ma mai viste discese così: il mio orizzonte è smisuratamente piatto). Gli racconto le sensazioni; verifichiamo le quote e torniamo a ragionare sulla geometria. Esaminiamo i vincoli imposti da un telaio a congiunzioni e le possibilità di agire per ottimizzare le prestazioni e rendere gradevole l'impatto estetico.
Mi mostra il software di elaborazione; iniziamo ad inserire i dati certi.
Definiamo gli ultimi particolari. Sul resto si ragionerà con calma. La finitura e l'eventuale verniciatura sono abbozzate, ma hanno bisogno del via libera di qualcun altro. Finisce lì.
Parliamo di biciclette, una delle sue passioni. Mi racconta di centinaia di Km percorsi tra montagne e pianure... pedalate durate giorni interi. Non può non suscitare la mia ammirazione e una punta di invidia. Io gli racconto del mio mare.
La sera è dedicata ad un momento di relax e a spegnere l'appetito.
Ma qui Daniel mi sorprende ancora di più: conosco i suoi amici, appassionati di bici, di sci, di imprese su salite improbabili, dell'amore per la montagna che li accomuna, dell'amicizia e del rispetto che li tiene uniti più di qualsiasi "saldatura" immaginabile. Tra questi Maurilio De Zolt, un campione: tanto infiniti i suoi trofei nello sci nordico quanto semplice e accogliente il suo sorriso. Una persona dalle doti sportive e umane eccezionali.
E poi altri amici, compagni di pedalate. Colpisce la solidarietà, la gentilezza, la sincerità della stretta di mano.
Potrà sembrare retorica, ma è quello che ho provato.
Il giorno dopo siamo, da spettatori, alla partenza della cronoscalata di Sappada: ciclisti famosi, sciatori ancora più famosi. Un clima familiare e caldo, divertente, leggero.
Dalle mie parti tutto questo c'era un tempo...ora non più.
Si torna a casa, andando verso l'aeroporto si chiacchiera in auto, dei suoi progetti e delle sue speranze.
Parole filtrate dalla prudenza e dall'umiltà.
Un saluto e un abbraccio; dopo un paio d'ore mi accoglie lo Scirocco che spazza il Salento, che toglie il respiro.
Guido verso casa con la luce del sole accecante negli occhi.
Ripenso ai luoghi e ai volti che ho lasciato. Nelle orecchie e nel cuore il suono sincero delle risate.
Il telaio che verrà rappresenta solo un momento al margine di ricordi ai quali sarò sempre legato con immenso affetto.
Ho tralasciato molti particolari, per rispetto e discrezione. Allego soltanto 2 foto...senza commenti...quelle a me più care.
Come avevo scritto in principio...nessuna relazione tecnica...(i particolari del lavoro che verrà li spiegherà Daniel, se vorrà)...solo il racconto di un viaggio.

Riccardo
 

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OttoTubi

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Che bella sorpresa Riccardo. Grazie ciao