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Perchè i Pro sono riluttanti al disco ?
Testo
<blockquote data-quote="alvan" data-source="post: 6511072" data-attributes="member: 72450"><p>Ma se semplicemente fosse che le differenze sono irrisorie, che c'é chi è più restio a introdurre elementi che alterano le proprie abitudini, (e questo vale più per i DT che per i corridori) e chi (ancora DT e corridori) apprezza le novità, anche quando non sono necessariamente un miglioramento travolgente? Come è stato detto da più parti, le case produttrici sono abbastanza laiche in proposito e infatti tutte producono le due soluzioni. Forse qualcuna li ha spinti nelle corse, all'inizio, per stimolare il ricambio degli amatori (il vero mercato) ma, evidentemente, se non tutte le case (anche alcune con uffici marketing di alto livello) hanno seguito questa strategia, evidentemente ci sono pro e contro anche sotto questo punto di vista.</p><p>Dalla prospettiva dell'amatore (e qui mi ci metto) vi domando:ma tutto quello che usate lo scegliete sulla base principale delle prestazioni? L'orologio al polso lo avete scelto perché è più preciso? Un Rolex si compra per le prestazioni? E così per scarpe, occhiali, automobili etc etc etc</p><p>Fortunatamente siamo sensibili anche al piacere del bell'oggetto e chi ha la fortuna di poter spendere è bene che lo faccia, senza che chi non può posti deliranti video su You Tube in cui si taccia di cretino chi acquista qualcosa che costa più del prezzo che (pensa un po') supera quello che l'autore del video può permettersi (e che magari può apparire una follia a chi non può permettersi neanche quello).</p><p>Così per il disco. Meglio o peggio come prestazione, non sono certo (anche se non è un caso che su ogni altro veicolo ormai il passaggio è compiuto, biciclette non bdc comprese), ma indubbiamente la soluzione disco allinea a una tecnologia imperante e che, come molti hanno già detto, risparmia ruote che ormai costano più della bicicletta stessa (e non credo che con quei costi anche team che non siano Ineos e relativi sponsor, prendano alla leggera buttare due cerchi perché hanno le piste consumate, il che, con i km fatti dai pro, accade più spesso di quanto non accada a un amatore...).</p><p>Io sto per cambiare la mia F10 con una F12 e sarà una disk, per tante ragioni, pur ammettendo che mi dispiace, per motivi puramente estetici, discostarmi dalle scelte (attuali) del mio team preferito. Ma non posso permettermi di ritrovarmi, al momento del cambio successivo, con un oggetto fuori mercato. Se devo mordere il bullet, come dicono gli anglosassoni, lo faccio oggi perché, prima o poi toccherà a tutti. Se devo vendere tutta la bici intera, cerchi compresi, prima o poi , è inevitabile. Oggi il mercato chiede il disco, che sia utile o meno.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="alvan, post: 6511072, member: 72450"] Ma se semplicemente fosse che le differenze sono irrisorie, che c'é chi è più restio a introdurre elementi che alterano le proprie abitudini, (e questo vale più per i DT che per i corridori) e chi (ancora DT e corridori) apprezza le novità, anche quando non sono necessariamente un miglioramento travolgente? Come è stato detto da più parti, le case produttrici sono abbastanza laiche in proposito e infatti tutte producono le due soluzioni. Forse qualcuna li ha spinti nelle corse, all'inizio, per stimolare il ricambio degli amatori (il vero mercato) ma, evidentemente, se non tutte le case (anche alcune con uffici marketing di alto livello) hanno seguito questa strategia, evidentemente ci sono pro e contro anche sotto questo punto di vista. Dalla prospettiva dell'amatore (e qui mi ci metto) vi domando:ma tutto quello che usate lo scegliete sulla base principale delle prestazioni? L'orologio al polso lo avete scelto perché è più preciso? Un Rolex si compra per le prestazioni? E così per scarpe, occhiali, automobili etc etc etc Fortunatamente siamo sensibili anche al piacere del bell'oggetto e chi ha la fortuna di poter spendere è bene che lo faccia, senza che chi non può posti deliranti video su You Tube in cui si taccia di cretino chi acquista qualcosa che costa più del prezzo che (pensa un po') supera quello che l'autore del video può permettersi (e che magari può apparire una follia a chi non può permettersi neanche quello). Così per il disco. Meglio o peggio come prestazione, non sono certo (anche se non è un caso che su ogni altro veicolo ormai il passaggio è compiuto, biciclette non bdc comprese), ma indubbiamente la soluzione disco allinea a una tecnologia imperante e che, come molti hanno già detto, risparmia ruote che ormai costano più della bicicletta stessa (e non credo che con quei costi anche team che non siano Ineos e relativi sponsor, prendano alla leggera buttare due cerchi perché hanno le piste consumate, il che, con i km fatti dai pro, accade più spesso di quanto non accada a un amatore...). Io sto per cambiare la mia F10 con una F12 e sarà una disk, per tante ragioni, pur ammettendo che mi dispiace, per motivi puramente estetici, discostarmi dalle scelte (attuali) del mio team preferito. Ma non posso permettermi di ritrovarmi, al momento del cambio successivo, con un oggetto fuori mercato. Se devo mordere il bullet, come dicono gli anglosassoni, lo faccio oggi perché, prima o poi toccherà a tutti. Se devo vendere tutta la bici intera, cerchi compresi, prima o poi , è inevitabile. Oggi il mercato chiede il disco, che sia utile o meno. [/QUOTE]
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