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Perchè i Pro sono riluttanti al disco ?
Testo
<blockquote data-quote="alvan" data-source="post: 6523526" data-attributes="member: 72450"><p>Concordo solo parzialmente. Sul fatto che la svalutazione dell'usato non sia una scelta del negoziante, ma il risultato della propensione degli acquirenti verso il nuovo, ho già scritto. Che un usato valga un altro invece non risponde al vero. Non so se tu stia in queste settimane sul mercato. Io sì e le cose non stanno come affermi. Come altri hanno detto, non è un semplice problema di valutazione, ma di disponibilità o meno al ritiro, ovviamente per le ragioni sopra espresse.</p><p>Il mercato delle bici è molto particolare perché dà a possibilità a una nicchia di persone molto motivate di accedere al top con prezzi, in assoluto, abbordabili. Poter acquistare una bici di fatto uguale all'equivalente di una formula 1 con poco più di 10.000 euro (tantissimi in senso relativo, ma non spaventosi in termini assoluti) crea una situazione di mercato molto diversa da quella delle auto (che al di sopra delel utilitarie è sempre mercato di sfizio). E qui concorre un problema di cultura. E' incomprensibile perché l'acquisto di un'auto sportiva usata e tenuta bene, ma dalla complessità che può nascondere qualunque magagna, non solo non spaventi ma, addirittura venga spesso vista come una garanzia di mezzo collaudato, mentre l'acquisto di una bici top di gamma (che di magagne ne può nascondere ben poche e solo a uno sprovveduto), a meno della metà del prezzo, faccia storcere il naso. Salvo casi virtuosi, c'è molta responsabilità autolesionista da parte dei negozianti che dovrebbero invogliare all'acquisto dell'usato non semplicemente abbassando il prezzo (un boomerang rispetto alla vendita del nuovo tramite inevitabile ritiro dell'usato) ma valorizzandolo tramite una adeguata illustrazione tecnica e rassicurazione nei confronti del potenziale compratore che, entrato magari nel mondo delle bici da corsa attraverso un buon usato, potrebbe trasformarsi in un acquirente fidelizzato. Io, che guardavo con diffidenza le bdc e che non avrei speso mai 10.000 euro per una di queste, ho acquistato usata la prima Dogma, esperienza che mi ha fatto apprezzare la cosa e trasformato nei passi successivi in un ottimo cliente.</p><p></p><p>P.S. apparentemente siamo off topic alla grande, ma non credo che le scelte dei pro siano prive di stretti collegamenti con il mercato...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="alvan, post: 6523526, member: 72450"] Concordo solo parzialmente. Sul fatto che la svalutazione dell'usato non sia una scelta del negoziante, ma il risultato della propensione degli acquirenti verso il nuovo, ho già scritto. Che un usato valga un altro invece non risponde al vero. Non so se tu stia in queste settimane sul mercato. Io sì e le cose non stanno come affermi. Come altri hanno detto, non è un semplice problema di valutazione, ma di disponibilità o meno al ritiro, ovviamente per le ragioni sopra espresse. Il mercato delle bici è molto particolare perché dà a possibilità a una nicchia di persone molto motivate di accedere al top con prezzi, in assoluto, abbordabili. Poter acquistare una bici di fatto uguale all'equivalente di una formula 1 con poco più di 10.000 euro (tantissimi in senso relativo, ma non spaventosi in termini assoluti) crea una situazione di mercato molto diversa da quella delle auto (che al di sopra delel utilitarie è sempre mercato di sfizio). E qui concorre un problema di cultura. E' incomprensibile perché l'acquisto di un'auto sportiva usata e tenuta bene, ma dalla complessità che può nascondere qualunque magagna, non solo non spaventi ma, addirittura venga spesso vista come una garanzia di mezzo collaudato, mentre l'acquisto di una bici top di gamma (che di magagne ne può nascondere ben poche e solo a uno sprovveduto), a meno della metà del prezzo, faccia storcere il naso. Salvo casi virtuosi, c'è molta responsabilità autolesionista da parte dei negozianti che dovrebbero invogliare all'acquisto dell'usato non semplicemente abbassando il prezzo (un boomerang rispetto alla vendita del nuovo tramite inevitabile ritiro dell'usato) ma valorizzandolo tramite una adeguata illustrazione tecnica e rassicurazione nei confronti del potenziale compratore che, entrato magari nel mondo delle bici da corsa attraverso un buon usato, potrebbe trasformarsi in un acquirente fidelizzato. Io, che guardavo con diffidenza le bdc e che non avrei speso mai 10.000 euro per una di queste, ho acquistato usata la prima Dogma, esperienza che mi ha fatto apprezzare la cosa e trasformato nei passi successivi in un ottimo cliente. P.S. apparentemente siamo off topic alla grande, ma non credo che le scelte dei pro siano prive di stretti collegamenti con il mercato... [/QUOTE]
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