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Testo
<blockquote data-quote="yoghi" data-source="post: 1139471" data-attributes="member: 9452"><p>vero, però se vogliamo davvero fare un modello fisico della situazione, non possiamo trascurare i vari attriti e resistenze.</p><p>OK, sono temrini secondari in salita, ma ci sono..e sono maggiori per un atleta grande. Altrimenti, semplificando tutto è sempre facile costruire il motore perpetuo <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /></p><p>Al di là di questo, però, trovo personalmente più interessante cercare di capire come funziona la realtà dei fatti, piuttosto che considerare un modello teorico.</p><p>E se nove volte su dieci chi va forte in salita è piccolo e leggero, non credo sia per caso.</p><p></p><p></p><p></p><p>se così fosse, sinificherebbe che esiste un rapporto peso/potenza in pianura, uno in salita al 4%, uno in salita all'8%, etc.</p><p>Il protocollo per la definizione del rapporto p/p prevede un certo tipo di test...potrebbe essere che i risultati forniti da questo test siano più validi in certe condizioni e meno in altre?</p><p>Provo a cercare qualcosa...sarebbe come quando si impostano gli allenamenti sulle zone FC, che vanno però adattate al tipo di percorso (piatto o salita). </p><p>Ti ringrazio dello spunto di riflessione, è un piacere discutere argomenti interessanti in maniera costruttiva <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/beer.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="o-o" title="Beer o-o" data-shortname="o-o" /></p><p></p><p></p><p></p><p>l'ultimo studio da me citato parte da un modello "tradizionale" che lega la performance (misurata in tempo di percorrenza) su percorsi piatti o in salita alla VO2max, ed estende tale modello all'utilizzo del rapporto p/p anzichè alla VO2max.</p><p>E' interessante notare come entrambi i modelli siano dipendenti dalla massa in modo non lineare, e penalizzino in salita gli atleti dotati di massa maggiore, a parità di p/p. </p><p>Detta in modo diverso, è come se il p/p venisse gradualmente ma inserobailmente penalizzato al crescere delle pendenze e della massa di sta in bicicletta.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="yoghi, post: 1139471, member: 9452"] vero, però se vogliamo davvero fare un modello fisico della situazione, non possiamo trascurare i vari attriti e resistenze. OK, sono temrini secondari in salita, ma ci sono..e sono maggiori per un atleta grande. Altrimenti, semplificando tutto è sempre facile costruire il motore perpetuo :mrgreen: Al di là di questo, però, trovo personalmente più interessante cercare di capire come funziona la realtà dei fatti, piuttosto che considerare un modello teorico. E se nove volte su dieci chi va forte in salita è piccolo e leggero, non credo sia per caso. se così fosse, sinificherebbe che esiste un rapporto peso/potenza in pianura, uno in salita al 4%, uno in salita all'8%, etc. Il protocollo per la definizione del rapporto p/p prevede un certo tipo di test...potrebbe essere che i risultati forniti da questo test siano più validi in certe condizioni e meno in altre? Provo a cercare qualcosa...sarebbe come quando si impostano gli allenamenti sulle zone FC, che vanno però adattate al tipo di percorso (piatto o salita). Ti ringrazio dello spunto di riflessione, è un piacere discutere argomenti interessanti in maniera costruttiva o-o l'ultimo studio da me citato parte da un modello "tradizionale" che lega la performance (misurata in tempo di percorrenza) su percorsi piatti o in salita alla VO2max, ed estende tale modello all'utilizzo del rapporto p/p anzichè alla VO2max. E' interessante notare come entrambi i modelli siano dipendenti dalla massa in modo non lineare, e penalizzino in salita gli atleti dotati di massa maggiore, a parità di p/p. Detta in modo diverso, è come se il p/p venisse gradualmente ma inserobailmente penalizzato al crescere delle pendenze e della massa di sta in bicicletta. [/QUOTE]
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