Prezzi del vintage

Pilo75

Novellino
15 Dicembre 2019
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Firenze
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Bici
Corsa
Guardando un po’ in rete vari annunci su bici e telai di bici fra il 80 e il 90’ mi sono reso conto che i prezzi sono triplicati rispetto a un paio di anni fa , non c’è ragione , vedo bici neppure troppo blasonate a 1000 e passa euro , cercavo un telaio in acciaio anni 80 per un progetto ma rinuncio . Non capisco se sono tutti impazziti o vogliono diventare ricchi con un telaio .. mah.
 
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red.hell

Apprendista Velocista
6 Giugno 2013
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Bici
Wilier Izoard XP 2013
Guardando un po’ in rete vari annunci su bici e telai di bici fra il 80 e il 90’ mi sono reso conto che i prezzi sono triplicati rispetto a un paio di anni fa , non c’è ragione , vedo bici neppure troppo blasonate a 1000 e passa euro , cercavo un telaio in acciaio anni 80 per un progetto ma rinuncio . Non capisco se sono tutti impazziti o vogliono diventare ricchi con un telaio .. mah.

 

JamesHunt

via col vento
6 Luglio 2020
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Cuneo
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Bici
Specialized
Un conto è quello che chiedono, un conto è quello che realizzano. Sicuramente comunque le bici nelle anni 80/90 stanno salendo molto di prezzo, intendo quelle che hanno una valenza storica. Come già successo con quelle anni 70 e precedenti.

Quelle ben conservate saranno sempre meno, quindi minore offerta porta ad una salita dei prezzi inevitabile. Questo non vuol dire che qualsiasi bici di quell’epoca in qualsiasi condizione vale soldi.
 

agospeed

Gregario
30 Gennaio 2013
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Caserta/Roma
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Bici
Daccordi\Colnago\De Rosa
Premesso che una cosa è la richiesta ed un' altra è quello che si vende veramente e tralasciando ebay dove il 90% dei prezzi sono fuori di logica io noto che su altri siti di vendita i prezzi sono nella norma e anzi in alcuni casi quelli più alti si stanno sgonfiando. Io stesso in alcuni casi mi sono meravigliato nel vedere bici interessanti a prezzi poco superiori a bici da supermercato usa e getta invendute anche dopo alcuni mesi di pubblicazione.
 
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Mardot

Velocista
25 Febbraio 2008
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Bici
Mia
Chi mette in vendita roba vecchia a prezzi alti punta sull'aspetto emozionale, lo stesso aspetto che muove tanta gente a partecipare a eventi tipo Eroica e altre cose similari.
E' proprio una nicchia ormai, ben definita, ti compri la bicicletta vecchia, gli indumenti vecchi, partecipi all'evento condividendo sui social questa cosa, ti fa stare bene, sei contento.

PS: parlo per chi lo fa eh, io non lo farei nemmeno se mi pagassero, figuriamoci se lo faccio a gratis o pagando io
 

AlessioSR

Pedivella
7 Gennaio 2024
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Bici
Colnago Master
dato che è un “mercato” che seguo provo a dire la mia, basata sull’esperienza.
Vero quello che dice Mardot sull’aspetto “emozionale” come fulcro di questa ascesa di prezzi, ma il gioco domanda/offerta anche qui la fa da padrone.
Vi posso assicurare che a prezzi alti, folli per me, ma comunque telai in buone condizioni si vendono. Non qui è chiaro, ma vanno tutti oltralpe, come del resto altri beni, dove il potere d’acquisto è ben più alto. E quindi è lì che finiscono tanti capolavori dell’artigianato VERO made in Italy dei marchi che hanno fatto la storia del ciclismo.
All’Eroica la metà dei partecipanti sono stranieri, e per un americano, australiano, tedesco o danese pagare 1500/2000 euro per una bici in buone condizioni anche senza marchio con delle semplici tubazioni Slx (senza nemmeno scomodare le G4) è niente. Figurarsi una Masi, una De Rosa, una Wilier o una Colnago.
Stessa cosa la componentistica, tanto per fare un esempio adesso trovare un cambio posteriore Super Record fine ‘70 prima metà ‘80, in buone condizioni, mica dico ottime, a meno di 90 euro è impossibile.
Bolla? me lo auguro, anche per una sana ridimensionata di certi soggetti che ci stanno speculando, ma ho la sensazione (rileggetevi questo messaggio tra qualche anno) che almeno per il prossimo lustro i prezzi saranno ancora in ascesa
 

JamesHunt

via col vento
6 Luglio 2020
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Bici
Specialized
Concordo con quanto appena scritto. C’è molto mercato estero per questo. E il mercato è molto attivo.

Faccio un piccolo esempio. Cercavo un nastro Benotto bianco. L’unico posto dove l’ho trovato è in Inghilterra dove a parte il costo (20 euro) ho dovuto sommare spese di spedizione e dogana. Qui era praticamente impossibile. Anni fa credo fossero roba da pochi euro.

Seguendo altri mercati, simili, non credo la bolla scoppierà. O meglio ci sarà un ridimensionamento perché ora c’è ancora poca cultura in merito. Semplicemente credo andranno a salire i prezzi di quello che davvero vale mentre subirà una flessione il mercato di tutto quello che oggi viene venduto come raro mentre è semplicemente vecchio.
 
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giuseppe laudadio

Novellino
15 Febbraio 2019
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milano
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Bici
bianchi anni 80
buongiorno.concordo con i contributi che aiutano a capire i vari aspetti della situazione.suggerisco di nenere a mente anche la realta' del tempo che passa.come in altri settori del vintage cioe di prodotti con forte, vera o presunta,valore affettivo e culturale ,a mio parere, c' e un ridimensionamento del ricambio od arrivo generazionale basta guardare l'età media dei partecipanti alle manifestazioni ciclostoriche e guardare alla domenica ,giorno principe delle uscite in bicicletta,quali bici nella stragrandissima maggioranza dei casi girano. concordo che ci sarà una selezione verso l'alto, inteso come componentistica e qualita della bici rispetto alla sua epoca, ma teniamo presente che negli anni 80 e 90 giravano molti piu soldi che nei decenni precedenti e quegli acquirenti ora hanno una eta non piu compatibile con la bici da corsa quindi ci saranno molte bici sul mercato rispetto a modelli di annate precedenti. condideriamo inoltre la inarrestabile avanzata del carbonio,in analogia col led che ha ucciso la lampadina ad incandescenza,i prezzi delle bici al carbonio sono in continua discesa pensiamo alla svalutazione progressiva delle colnago.
 

JamesHunt

via col vento
6 Luglio 2020
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Bici
Specialized
Da appassionato collezionista di tante (troppe) cose, vedo delle analogie con altri mercati già stabilizzati.

Lasciando perdere i pezzi unici o rarissimi, va detto che le bici sono un oggetto comune, costoso ma utilizzato.

Nella mia "carriera" negli anni 90 mi hanno dato molte bici e fa impressione oggi vedere ad esempio gruppi che usavo quotidianamente tra i pezzi vintage. Attualmente sono più attratto da bici anni 70, ma quando guardo bici della mia epoca vedo tante bici che difficilmente avranno mercato. Molte sono troppo comuni magari realizzate per negozi o rivenditori locali, altre troppo usate, altre pasticciate perchè durante l'uso si è andato a sostituire quello che si danneggiava con pezzi non coevi...

Se si cerca una bici di questo tipo le scelte a mio avviso sono due. La prima si prende qualche bici usata e la si continua ad usare ben sapendo che quell'oggetto difficilmente avrà mai una valenza storica. Quindi vanno pagate per quello che sono, bici di quasi 30 anni da qualche centinaio di euro. Ritrovassi ad esempio la mia Olmo con il Chorus che usavo da allievo, la Gios con il record da Junior... pur essendo buoni marchi direi che sono bici senza alcuna valenza storica, consumate, da usare finchè funzionano e basta.

L'altra scelta è puntare al collezionismo e qui entra in campo il fatto che le somme sono più alte e difficilmente scenderanno. Mi vengono in mente le Colnago Bi titan, le prime C40, le Colnago Master con colori dei vari team. Le Pinarello Banesto. Ho visto che sono interessanti anche le prime Giant Cadex in carbonio, le De Rosa titanio, la prima TCR Giant Once, ovviamente le Bianchi Mercatone, ma anche quelle precedenti della MG. Ovviamente di queste bici se ne trovano ancora abbastanza, la differenza tra un pezzo che vale la fa la coevità del mezzo e le condizioni generali. Siamo in un epoca in cui possiamo ancora trovare ottimi pezzi tutti originali, quindi ad oggi un pezzo riverniciato non ha senso. Come non ha senso (economicamente) provare a ricostruire bici pasticciate.
 

AlessioSR

Pedivella
7 Gennaio 2024
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Bici
Colnago Master
concordo con entrambi sopra, mi permetto solo di scrivere una precisazione riguardo la composizione anagrafica delle ciclostoriche attuali: è vero che gli over 50 sono come ovvio una fetta importante, ma dal “basso” stanno salendo tantissimi giovani, soprattutto gli stranieri. E se considerate che all’Eroica, dei 9000 che eravamo quest’anno, almeno la metà erano stranieri, è facilmente intuibile come tedeschi, svizzeri, americani, australiani, inglesi che vi partecipano, sia tutta gente nata ben dopo il limite inferiore imposto per l’ammissione delle bici (1987)
conosco diversi ragazzi, alcune anche molto giovani al di sotto dei 30, che la domenica escono con la loro disc ultegra Di2 12v profilo 50 in su e bla bla bla ma che alcuni giorni non vedono l’ora di tirare fuori la loro vintage ‘70-‘80.
Non parlo per me che sono un caso a parte e non faccio statistica.
Di conseguenza secondo me la bolla andrà ancora a crescere fin quando non si esagererà di brutto, facendo la fine di famose GF oggi ridimensionate di brutto dopo “gli anni d’oro”.
Difficile fare un paragone con l’avvento del carbonio, in quanto i telai fatti con questo materiale provengono da stampi e macchine, quelli in acciaio da sapienti mani artigianali che saldavano a livello di oreficeria le tubazioni speciali (dico così perché a fine anno 90 visitai l’officina di Luigi Daccordi)
quindi, tranne i telai di bassa gamma, gli altri soprattutto per una diminuzione fisiologica dell’offerta (a tal proposito lessi tempo fa un’intervista forse un po’ edulcorata ma realistica nella quale Brocci diceva che a fine anni 90 venivano mandati a segare non si sa quanti Master in Francia per recuperarne l’acciaio) rimarranno sempre ahimè alti.
Un telaio in tubazioni SLX quello è, e quello è rimasto per dieci, quindici anni nelle sue varie piccole migliorie. Il valore rimane nel tempo.
Il mio telaio Gallium Pro, top di gamma del 2018, a livello dinamico equivalente ad un V4Rs di oggi e magari pure più leggero (sfiderei il 95% degli utenti qui dentro a dimostrare nei fatti il contrario)
oggi non vale più niente e te lo tirano dietro, semplicemente perché i telai in carbonio, in un mercato “di nicchia” come quello delle bdc, sono diventati talmente un prodotto di massa (permettetemi l’ossimoro) e le conseguenti economie di scala sugli stampi hanno portato a questo, impossibile con l’acciaio dei 70/80/90
 
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Ser pecora

Diretur
Membro dello Staff
16 Aprile 2004
28.860
45.339
100
dove capita
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L'altra scelta è puntare al collezionismo e qui entra in campo il fatto che le somme sono più alte e difficilmente scenderanno.

Concordo. E per me in sostanza tutto si riduce a questo: ci sono modelli da collezione che hanno prezzi alti, e poi per un effetto "trascinamento", grazi al fenomeno modaiolo del vintage e ciclostoriche, si sono alzati i prezzi di roba che da collezione non è.
Invece chiunque abbia il famoso Master pensa di avere un lingotto d'oro in garage o c'è gente che pensa di prenderselo, e paga di conseguenza.

Finita la pippa delle Eroiche le bici da collezione rimarranno care, magare il resto si ridimensionerà.
 

AlessioSR

Pedivella
7 Gennaio 2024
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Bici
Colnago Master
Cm
Invece chiunque abbia il famoso Master pensa di avere un lingotto d'oro in garage o c'è gente che pensa di prenderselo, e paga di conseguenza.

Finita la pippa delle Eroiche le bici da collezione rimarranno care, magare il resto si ridimensionerà.
è vero e difatti sembrano quasi lingotti, questo perché purtroppo, in condizioni “serie” e non da mercato di pollame (con tutto il rispetto) ce ne sono sempre meno.
Vuoi perché purtroppo tante bici finite in garage sono state smaltite da chi disinteressato se le è ritrovate non dando loro alcun valore, sia perché (e qui ho seguito diversi ciclisti di vecchia data)
come avviene oggi, anzi di più perché negli 80-90 c’era un maggior potere di acquisto, l’appassionato medio cambiava bici ogni 2/3 anni ecc…con l’avvento di massa del carbonio, tutto l’acciaio divenne all’improvviso obsoleto e tutti coloro che potevano fecero a gara a disfarsene
 

JamesHunt

via col vento
6 Luglio 2020
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Bici
Specialized
Teniamo anche conto di una cosa, le bici appunto sono fatte per essere usate, e parlo per me una bici quando veniva cambiata o la rivendevi o la tenevi come muletto. Dopo un paio di anni il muletto teneva spazio, valeva più niente, non era più compatibile con le nuove ruote che magari avevano più rapporti e qualcuno della famiglia lo portava a trasformare in una city bike o finiva regalata... non c'era questa cultura del "tengo li".

E' vero che chi correva spesso le aveva in comodato le bici, ma personalmente anche tra gli amatori ricordo pochi che avevano il garage pieno di bici vecchie. Un pò come oggi... è vero che sono bici in carbonio prodotte con lo stampo (letteralmente) ma sono certo che tra 30 anni qualcuno cercherà una SL6 S-works o qualcosa di simile e in giro ce ne saranno pochissime ancora intatte.

Un mio compagno aveva ricordo che aveva le Spinergy, poi vennero bannate e immagino ne siano rimaste davvero poche in giro. Rispetto ad una qualsiasi altra ruota dell'epoca oggi è quasi "curiosa"...