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Bici e telai
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Prezzi del vintage
Testo
<blockquote data-quote="AlessioSR" data-source="post: 7615961" data-attributes="member: 170614"><p>dato che è un “mercato” che seguo provo a dire la mia, basata sull’esperienza.</p><p>Vero quello che dice Mardot sull’aspetto “emozionale” come fulcro di questa ascesa di prezzi, ma il gioco domanda/offerta anche qui la fa da padrone.</p><p>Vi posso assicurare che a prezzi alti, folli per me, ma comunque telai in buone condizioni si vendono. Non qui è chiaro, ma vanno tutti oltralpe, come del resto altri beni, dove il potere d’acquisto è ben più alto. E quindi è lì che finiscono tanti capolavori dell’artigianato VERO made in Italy dei marchi che hanno fatto la storia del ciclismo. </p><p>All’Eroica la metà dei partecipanti sono stranieri, e per un americano, australiano, tedesco o danese pagare 1500/2000 euro per una bici in buone condizioni anche senza marchio con delle semplici tubazioni Slx (senza nemmeno scomodare le G4) è niente. Figurarsi una Masi, una De Rosa, una Wilier o una Colnago.</p><p>Stessa cosa la componentistica, tanto per fare un esempio adesso trovare un cambio posteriore Super Record fine ‘70 prima metà ‘80, in buone condizioni, mica dico ottime, a meno di 90 euro è impossibile.</p><p>Bolla? me lo auguro, anche per una sana ridimensionata di certi soggetti che ci stanno speculando, ma ho la sensazione (rileggetevi questo messaggio tra qualche anno) che almeno per il prossimo lustro i prezzi saranno ancora in ascesa</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="AlessioSR, post: 7615961, member: 170614"] dato che è un “mercato” che seguo provo a dire la mia, basata sull’esperienza. Vero quello che dice Mardot sull’aspetto “emozionale” come fulcro di questa ascesa di prezzi, ma il gioco domanda/offerta anche qui la fa da padrone. Vi posso assicurare che a prezzi alti, folli per me, ma comunque telai in buone condizioni si vendono. Non qui è chiaro, ma vanno tutti oltralpe, come del resto altri beni, dove il potere d’acquisto è ben più alto. E quindi è lì che finiscono tanti capolavori dell’artigianato VERO made in Italy dei marchi che hanno fatto la storia del ciclismo. All’Eroica la metà dei partecipanti sono stranieri, e per un americano, australiano, tedesco o danese pagare 1500/2000 euro per una bici in buone condizioni anche senza marchio con delle semplici tubazioni Slx (senza nemmeno scomodare le G4) è niente. Figurarsi una Masi, una De Rosa, una Wilier o una Colnago. Stessa cosa la componentistica, tanto per fare un esempio adesso trovare un cambio posteriore Super Record fine ‘70 prima metà ‘80, in buone condizioni, mica dico ottime, a meno di 90 euro è impossibile. Bolla? me lo auguro, anche per una sana ridimensionata di certi soggetti che ci stanno speculando, ma ho la sensazione (rileggetevi questo messaggio tra qualche anno) che almeno per il prossimo lustro i prezzi saranno ancora in ascesa [/QUOTE]
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