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Bici e telai
Acciaio
Prezzi del vintage
Testo
<blockquote data-quote="AlessioSR" data-source="post: 7617563" data-attributes="member: 170614"><p>concordo con entrambi sopra, mi permetto solo di scrivere una precisazione riguardo la composizione anagrafica delle ciclostoriche attuali: è vero che gli over 50 sono come ovvio una fetta importante, ma dal “basso” stanno salendo tantissimi giovani, soprattutto gli stranieri. E se considerate che all’Eroica, dei 9000 che eravamo quest’anno, almeno la metà erano stranieri, è facilmente intuibile come tedeschi, svizzeri, americani, australiani, inglesi che vi partecipano, sia tutta gente nata ben dopo il limite inferiore imposto per l’ammissione delle bici (1987)</p><p>conosco diversi ragazzi, alcune anche molto giovani al di sotto dei 30, che la domenica escono con la loro disc ultegra Di2 12v profilo 50 in su e bla bla bla ma che alcuni giorni non vedono l’ora di tirare fuori la loro vintage ‘70-‘80. </p><p>Non parlo per me che sono un caso a parte e non faccio statistica.</p><p>Di conseguenza secondo me la bolla andrà ancora a crescere fin quando non si esagererà di brutto, facendo la fine di famose GF oggi ridimensionate di brutto dopo “gli anni d’oro”.</p><p>Difficile fare un paragone con l’avvento del carbonio, in quanto i telai fatti con questo materiale provengono da stampi e macchine, quelli in acciaio da sapienti mani artigianali che saldavano a livello di oreficeria le tubazioni speciali (dico così perché a fine anno 90 visitai l’officina di Luigi Daccordi)</p><p>quindi, tranne i telai di bassa gamma, gli altri soprattutto per una diminuzione fisiologica dell’offerta (a tal proposito lessi tempo fa un’intervista forse un po’ edulcorata ma realistica nella quale Brocci diceva che a fine anni 90 venivano mandati a segare non si sa quanti Master in Francia per recuperarne l’acciaio) rimarranno sempre ahimè alti.</p><p>Un telaio in tubazioni SLX quello è, e quello è rimasto per dieci, quindici anni nelle sue varie piccole migliorie. Il valore rimane nel tempo.</p><p>Il mio telaio Gallium Pro, top di gamma del 2018, a livello dinamico equivalente ad un V4Rs di oggi e magari pure più leggero (sfiderei il 95% degli utenti qui dentro a dimostrare nei fatti il contrario)</p><p>oggi non vale più niente e te lo tirano dietro, semplicemente perché i telai in carbonio, in un mercato “di nicchia” come quello delle bdc, sono diventati talmente un prodotto di massa (permettetemi l’ossimoro) e le conseguenti economie di scala sugli stampi hanno portato a questo, impossibile con l’acciaio dei 70/80/90</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="AlessioSR, post: 7617563, member: 170614"] concordo con entrambi sopra, mi permetto solo di scrivere una precisazione riguardo la composizione anagrafica delle ciclostoriche attuali: è vero che gli over 50 sono come ovvio una fetta importante, ma dal “basso” stanno salendo tantissimi giovani, soprattutto gli stranieri. E se considerate che all’Eroica, dei 9000 che eravamo quest’anno, almeno la metà erano stranieri, è facilmente intuibile come tedeschi, svizzeri, americani, australiani, inglesi che vi partecipano, sia tutta gente nata ben dopo il limite inferiore imposto per l’ammissione delle bici (1987) conosco diversi ragazzi, alcune anche molto giovani al di sotto dei 30, che la domenica escono con la loro disc ultegra Di2 12v profilo 50 in su e bla bla bla ma che alcuni giorni non vedono l’ora di tirare fuori la loro vintage ‘70-‘80. Non parlo per me che sono un caso a parte e non faccio statistica. Di conseguenza secondo me la bolla andrà ancora a crescere fin quando non si esagererà di brutto, facendo la fine di famose GF oggi ridimensionate di brutto dopo “gli anni d’oro”. Difficile fare un paragone con l’avvento del carbonio, in quanto i telai fatti con questo materiale provengono da stampi e macchine, quelli in acciaio da sapienti mani artigianali che saldavano a livello di oreficeria le tubazioni speciali (dico così perché a fine anno 90 visitai l’officina di Luigi Daccordi) quindi, tranne i telai di bassa gamma, gli altri soprattutto per una diminuzione fisiologica dell’offerta (a tal proposito lessi tempo fa un’intervista forse un po’ edulcorata ma realistica nella quale Brocci diceva che a fine anni 90 venivano mandati a segare non si sa quanti Master in Francia per recuperarne l’acciaio) rimarranno sempre ahimè alti. Un telaio in tubazioni SLX quello è, e quello è rimasto per dieci, quindici anni nelle sue varie piccole migliorie. Il valore rimane nel tempo. Il mio telaio Gallium Pro, top di gamma del 2018, a livello dinamico equivalente ad un V4Rs di oggi e magari pure più leggero (sfiderei il 95% degli utenti qui dentro a dimostrare nei fatti il contrario) oggi non vale più niente e te lo tirano dietro, semplicemente perché i telai in carbonio, in un mercato “di nicchia” come quello delle bdc, sono diventati talmente un prodotto di massa (permettetemi l’ossimoro) e le conseguenti economie di scala sugli stampi hanno portato a questo, impossibile con l’acciaio dei 70/80/90 [/QUOTE]
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