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Testo
<blockquote data-quote="rotor" data-source="post: 6038788" data-attributes="member: 91697"><p>direi che la Forza è imprescindibile. Con molta umiltà mi sento di condividere anche una porzione seppur minima di "intellighenzia allenante" la quale con molta spregiudicatezza direbbe "Non esiste la resistenza, essendo questa una forza".</p><p>Il problema va però identificato. Quanta Forza servirebbe e a chi?</p><p>In altri interventi auspicavo, aldilà della terminologia scientifica, l'identificazione appunto di una Forza necessariamente utile al ciclista, che non sarebbe la forza utile al bodybuilder o allo sciatore ecc ecc....una forza "giusta" soprattutto idonea a superare le molte richieste di forza specifiche, ciascuna con un proprio costo energetico.</p><p>Ma la Forza necessariamente deve essere espressa in uno spazio e per un dato tempo, ed essa alimenta e attiva una potenza latente la quale si mantiene entro una media e si esprime in rarissimi e oculati picchi.</p><p>Leggendo gli interessanti e ricchi commenti, ho avuto però la sensazione che vi siano dubbi sulla questione Forza.</p><p>Il primo fondamentale è un dato di fatto, purtroppo impietoso: l'età.</p><p>La Forza si allena da giovani (gruppi giovanili ciclisti) e si accumula elevandosi a livelli di "forza massima di gara" proprio negli eventi agonistici.</p><p>Un amatore potrà migliorare una Forza in tempi anche brevi, ma questa non si consoliderà, tenderà a spegnere lentamente i suoi effetti benefici nell'arco della stagione, e ogni tentativo di "rianimarla" sottrarrà potenti energie alla spesa complessiva dell'allenamento.</p><p>Il secondo è la sovrapposizione terminologica molto frequente tra Forza e Potenza. Non divento potente allenandomi per la Forza e non divento forte allenandomi per la Potenza. Posso però allenare una potenza di picco, posso allenare una potenza media o più resistente.</p><p>Il terzo è la condizione attuale dell'allenamento alla Forza, ebbene come per altri sport di natura ciclica, la forza non è stata affatto abbandonata, si ritrova fra le pagine dei diari degli allenatori sotto forma di esercitazioni specifiche (sul mezzo) e sotto forma di serie e ripetizioni da eseguirsi in palestra. </p><p>Le metodologie moderne di allenamento in palestra hanno di fatto sostituito o ridimensionato l'allenamento con sovraccarichi, questo procurerebbe nel lungo termine uno svantaggio, ovvero il calo della prestazione per non adeguatezza del livello di forza, credo possa essere un elemento da non trascurare, pena un calo di forza generalizzato.</p><p>Il mio personalissimo consiglio, è quello di allenarsi in bici con le tecniche a disposizione per stimolare a fondo la Forza, ma adoperarsi in palestra per sviluppare un livello di forza "giusto" per concludere con efficacia, e non oltre, l'allenamento specifico in bicicletta.</p><p>Invece l'amatore tenderebbe a espandere la forza in palestra oltre limiti adeguati, elevando così il costo energetico globale della seduta e compromettendo il ripristino dell'efficienza per l'uscita in bici.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="rotor, post: 6038788, member: 91697"] direi che la Forza è imprescindibile. Con molta umiltà mi sento di condividere anche una porzione seppur minima di "intellighenzia allenante" la quale con molta spregiudicatezza direbbe "Non esiste la resistenza, essendo questa una forza". Il problema va però identificato. Quanta Forza servirebbe e a chi? In altri interventi auspicavo, aldilà della terminologia scientifica, l'identificazione appunto di una Forza necessariamente utile al ciclista, che non sarebbe la forza utile al bodybuilder o allo sciatore ecc ecc....una forza "giusta" soprattutto idonea a superare le molte richieste di forza specifiche, ciascuna con un proprio costo energetico. Ma la Forza necessariamente deve essere espressa in uno spazio e per un dato tempo, ed essa alimenta e attiva una potenza latente la quale si mantiene entro una media e si esprime in rarissimi e oculati picchi. Leggendo gli interessanti e ricchi commenti, ho avuto però la sensazione che vi siano dubbi sulla questione Forza. Il primo fondamentale è un dato di fatto, purtroppo impietoso: l'età. La Forza si allena da giovani (gruppi giovanili ciclisti) e si accumula elevandosi a livelli di "forza massima di gara" proprio negli eventi agonistici. Un amatore potrà migliorare una Forza in tempi anche brevi, ma questa non si consoliderà, tenderà a spegnere lentamente i suoi effetti benefici nell'arco della stagione, e ogni tentativo di "rianimarla" sottrarrà potenti energie alla spesa complessiva dell'allenamento. Il secondo è la sovrapposizione terminologica molto frequente tra Forza e Potenza. Non divento potente allenandomi per la Forza e non divento forte allenandomi per la Potenza. Posso però allenare una potenza di picco, posso allenare una potenza media o più resistente. Il terzo è la condizione attuale dell'allenamento alla Forza, ebbene come per altri sport di natura ciclica, la forza non è stata affatto abbandonata, si ritrova fra le pagine dei diari degli allenatori sotto forma di esercitazioni specifiche (sul mezzo) e sotto forma di serie e ripetizioni da eseguirsi in palestra. Le metodologie moderne di allenamento in palestra hanno di fatto sostituito o ridimensionato l'allenamento con sovraccarichi, questo procurerebbe nel lungo termine uno svantaggio, ovvero il calo della prestazione per non adeguatezza del livello di forza, credo possa essere un elemento da non trascurare, pena un calo di forza generalizzato. Il mio personalissimo consiglio, è quello di allenarsi in bici con le tecniche a disposizione per stimolare a fondo la Forza, ma adoperarsi in palestra per sviluppare un livello di forza "giusto" per concludere con efficacia, e non oltre, l'allenamento specifico in bicicletta. Invece l'amatore tenderebbe a espandere la forza in palestra oltre limiti adeguati, elevando così il costo energetico globale della seduta e compromettendo il ripristino dell'efficienza per l'uscita in bici. [/QUOTE]
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