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<blockquote data-quote="fabrylama" data-source="post: 6044462" data-attributes="member: 43035"><p>Considera che questo studio è del 91 e negli anni successivi ne hanno fatti molti con tutti i parametri che vuoi. Ci sono studi che guardano a come varia la pedalata in base all'inerzia (pianura/salita), in base alla cadenza, potenza relativa (%vo2max), potenza assoluta, rapporto peso potenza.</p><p>Alla fine la correlazione "maggiore potenza di picco e zero coppia in fase passiva -> maggiore efficienza metabolica" è conservata sempre tranne che per i velocisti (che hanno uno scopo diverso)</p><p></p><p>I risultati sono tutti molto interessanti e si possono riassumere dicendo che la pedalata più agile è quella con il rendimento metabolico migliore a lungo termine, ma solo se è autoscelta e non forzata (e quindi va allenata in allenamento e non forzata in gara).</p><p></p><p>Se la gara è breve, automaticamente andremo ad una cadenza più bassa, se è lunga, più alta. In ogni caso la cadenza in gara tende ad essere più alta che in un allenamento fatto libero sulla stessa distanza/salita/percorso e questo va bene perchè entrambe le situazioni sono quelle con il rendimento migliore, quindi non c'è da sforzarsi.</p><p></p><p>Gli articoli sono anche interessanti perchè spiegano come mai l'arco di spinta si riduca all'aumentare dell'inerzia, e quindi aumenti la cadenza (e conseguentemente della potenza a parità di pendenza, o al diminuire della pendenza a parità di potenza). </p><p>E spiegano anche come mai è più efficiente (metabolicamente) usare pochi muscoli grossi rispetto a usare "tutti" i muscoli della gamba (e quindi tirare in fase passiva di spinta).</p><p></p><p></p><p>Se l'arco inizia presto ma finisce anche presto sì, tenderei ad essere d'accordo.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="fabrylama, post: 6044462, member: 43035"] Considera che questo studio è del 91 e negli anni successivi ne hanno fatti molti con tutti i parametri che vuoi. Ci sono studi che guardano a come varia la pedalata in base all'inerzia (pianura/salita), in base alla cadenza, potenza relativa (%vo2max), potenza assoluta, rapporto peso potenza. Alla fine la correlazione "maggiore potenza di picco e zero coppia in fase passiva -> maggiore efficienza metabolica" è conservata sempre tranne che per i velocisti (che hanno uno scopo diverso) I risultati sono tutti molto interessanti e si possono riassumere dicendo che la pedalata più agile è quella con il rendimento metabolico migliore a lungo termine, ma solo se è autoscelta e non forzata (e quindi va allenata in allenamento e non forzata in gara). Se la gara è breve, automaticamente andremo ad una cadenza più bassa, se è lunga, più alta. In ogni caso la cadenza in gara tende ad essere più alta che in un allenamento fatto libero sulla stessa distanza/salita/percorso e questo va bene perchè entrambe le situazioni sono quelle con il rendimento migliore, quindi non c'è da sforzarsi. Gli articoli sono anche interessanti perchè spiegano come mai l'arco di spinta si riduca all'aumentare dell'inerzia, e quindi aumenti la cadenza (e conseguentemente della potenza a parità di pendenza, o al diminuire della pendenza a parità di potenza). E spiegano anche come mai è più efficiente (metabolicamente) usare pochi muscoli grossi rispetto a usare "tutti" i muscoli della gamba (e quindi tirare in fase passiva di spinta). Se l'arco inizia presto ma finisce anche presto sì, tenderei ad essere d'accordo. [/QUOTE]
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